Perché pagare per un motogiro?

“Perché dobbiamo pagare per un motogiro? Noi vorremmo solo unirci al vostro gruppo”

“L’uscita è troppo cara, spendiamo già tanto in benzina”

La nostra risposta è semplice e diretta: nessun problema, fate pure da voi, in vostra economia e serenità!
Perché un’uscita ha dei costi? Non è difficile spiegarvi. Ogni nostro motogiro (come quello di chiunque organizzi, anche per gli amici, un’uscita…) è sempre ispirato o basato su un itinerario a tema, da noi assemblato e concepito combinando:

1. Ore di ricerca e documentazione
2. Ore di chiamate verso amici, aziende, ristoranti, strutture ricettive, articolate su più iterazioni
3. Mapping preliminare del tracciato al PC
4. Scouting prelinimare del tracciato, di norma articolato su più giorni e almeno in coppia (benzina, giornate, usura dei mezzi, frequenti danni su tracciati off)
5. Visita alle attrazioni, scarpe da trekking al seguito, eventuali ticket a carico nostro
6. Prova delle strutture ricettive e dei ristoranti (ovviamente, prova a carico nostro)
7. Correzione del tracciato, definizione tappe intermedie
8. Documentazione video-fotografica del tracciato (e, se non possiamo permetterci un fotografo per la giornata, comunuque servono cognizioni, un dispositivo in grado di scattare foto decenti…)
9. Prova finale del tracciato con registrazione di intervalli temporali e conferma delle tappe intermedie
10. Selezione della documentazione fotografica, definizione dell’evento
11. Definizione delle date, concordemente con tutti gli attori coinvolti
12. Definizione delle quote (di sopravvivenza), per trovare un compromesso fra costi e…non ricavi, ma perdite
13. Impostazione del sistema di gestione iscrizioni
14. Pubblicazione dell’evento
15. Sponsorizzazione dell’evento (a pagamento)
16. Acquisizione delle iscrizioni (stampa delle stesse con tutti i dati per poter contattare in caso di problemi durante il giro…)
17. Help-desk fino all’evento (si faranno sterrati? è necessario essere iscritti? Perché si paga?)

Se il numero di partecipanti supera la soglia minima, c’è poi la parte più importante: il giro. Quindi seguono altri punti, assai critici.

18. Preparazione dei veicoli
19. Preparazione dei roadbooks con norme comportamentali, tappe con riferimenti gps in caso di problemi, mappa, rifornitori, etc.
20. Stampa dei roadbooks (fronte-retro, e ce ne vuole…)
21. Consultazione della checklist per avere tutto il materiale necessario con sé il giorno (gilet, penne, roadbooks..)
22. Reperimento di moneta in cambio per il resto
23. Impostazione dei navigatori per la giornata (e i navigatori professionali costano…)
24. Preparazione delle ricevute
25. Check interfono (batterie cariche e configurazione), quindi recarsi alle 8 del mattino presso il luogo definito per acquisire le iscrizioni
26. Acquisizione delle iscrizioni e briefing generale
27. Il giro comincia, ed è la cosa più dura: bisogna sperare che non si verifichino inconvenienti, che il gruppo resti unito, che le visite filino senza intoppi.

Questo vale se si esce in quattro, come in cinquanta.
Se poi è un’uscita sociale (ovvero gratuita) possiamo essere venti, trenta, quaranta: nonostante il briefing, c’è chi va lento rischiando di perdere chi lo precede, chi vorrebbe andare spedito perché ha una S1000RR, chi si attarda a ripartire dopo le soste, chi deve recarsi più spesso alla toilette.
Eppure, nella maggior parte dei casi, tutti rispettano la propria posizione, tutti, malgrado la fatica, tornano a casa felici, o comunque in quello status “chi me lo fa fare”, poi a distanza di una settimana si ha di nuovo desiderio di un nuovo tour.
Pochi tuttavia sono a conoscenza delle imprecazioni che filano tra gli interfono di chi amministra il gruppo, dello stress a cui gli stessi organizzatori sono sottoposti, alle dinamiche che si avvicendano se una moto ha, malauguratamente, bisogno d’assistenza.
In ogni caso, si rientra a casa devastati, in tarda serata. Con le tute sozze e un bottino (ovviamente per l’associazione), se va bene di due spiccioli che ripagano a malapena i pasti e il carburante degli impavidi e appassionati ragazzetti.
Che tanto son giovani e si divertono…e si fan la mangiata gratis (sempre pagata, invece).

Tutto ciò possono farlo tutti? Sì, probabilmente sì.
Condurre un gruppo lungo più giornate è semplice? Forse: basta l’esperienza per farlo.
Chi è convinto di poter fare con successo tutto ciò, certamente deve farlo: non ci sono esclusive, perché per fortuna è un mondo libero.

Per noi, e solo per noi, comunque quelle proposte ogni volta sono le condizioni di partecipazione.
Chi vuole, viene in pace e consapevole. E ne siamo orgogliosi.
Chi è in disaccordo sulle condizioni, resta un amico, è libero di essere in disaccordo e, per noi, potrà sempre seguire la propria, di strada.