Il culto delle Acque e il mistero della Stonehenge di Sardegna


I pozzi sacri legati al culto delle Acque affascinano tanti visitatori, ma non abbastanza da rendere loro il giusto merito: tanti pozzi sono sconosciuti o pressoché non pubblicizzati.  La Sardegna è ricca di storia e i Pastori In Moto intendono valorizzarla negli aspetti meno conosciuti e potenzialmente più attrattivi.
I pozzi sacri, o per meglio dire templi dell’acqua sacra, risalgono all’età del bronzo. La tipologia costruttiva è la stessa dei nuraghi; alcuni templi sono caratterizzati da finiture grossolane, altri invece si caratterizzano per precisione costruttiva e per le rifiniture.

I templi custodiscono una vena sorgiva, raggiungibile attraverso una scalinata dalla quale accedere in un ambiente architravato delimitato da pietre di norma accuratamente lavorate. In cima alla fonte quasi sempre si trova un pozzetto avente una funzione interessante. Considerata l’epoca di costruzione, infatti, un aspetto affascinante è il legame con l’astronomia: diversi studi hanno portato alla scoperta che, in alcuni mesi dell’anno ed in un preciso giorno del mese, dal foro posto in cima al pozzetto (a volte davvero piccolo) filtri la luce della luna. Questa, specchiandosi nell’acqua del pozzo, crea un’atmosfera veramente magica. In alcuni pozzi la luna si riflette ogni diciotto anni e mezzo; in altri, durante gli equinozi primaverili ed autunnali, a riflettere è la luce del sole, questa volta però passando per la scalinata. Questa, come per magia, illumina tutto il pozzo creando degli interessanti giochi di luce e ombre.

I pozzi avevano chiaramente una funzione religiosa, e ancora oggi in alcuni di essi si svolgono pellegrinaggi e cerimonie. Molti studi riportano che in essi si svolgevano riti rivolti alla Dea Madre terrestre, alla della Dea Madre Celeste ed al Sardus Pater, sommo Dio di tutta la stirpe nuragica. La cura con cui alcuni pozzi sacri sono stati costruiti denota l’importanza di tali siti, a tal punto di tramandare la tradizione fino all’avvento del Cristianesimo, giacché infatti  alcuni pozzi si localizzano sotto chiese o nei giardini adiacenti a queste ultime. L’itinerario prevede la visita a un ampio numero di pozzi, fra i più importanti, curiosi, e meglio conservati.

Dato il tema del tour, sarà inoltre possibile effettuare brevi soste in alcune terme naturali che troveremo sparse lungo le campagne. L’itinerario contempla inoltre la visita alla cosiddetta Stonehenge di Sardegna, uno dei siti archeologici più importanti e suggestivi dell’isola, ubicato nel parco di Pranu Muttedu a Goni. Il Parco si estende per un’area di 200 mq; scavi risalenti agli anni ’80 hanno portato alla luce più di 60 Menhir e megaliti. La loro disposizione rimane ancora discussa; si trovano attualmente gruppi di due, tre e sei megaliti. Alcuni di essi rappresentano probabilmente la figura maschile e femminile, altri invece si presume fossero rifugio per le anime dei defunti, giacché infatti si trovano in prossimità di molteplici Domus de Janas, anche chiamate “le case delle fate” (tombe scavate nella roccia). Il sito infatti si caratterizza per la più alta concentrazione di aree funerarie del Neolitico in Sardegna.

Si parte da Olbia, con la visita al pozzo sacro Sa Testa, situato in prossimità del porto industriale nella strada che da Olbia che porta al lido Pittulongu; esso venne ritrovato da pastori in cerca d’acqua negli anni ’30, ed è fra i più conosciuti in tutta l’isola per la sua magnificenza.
Attraversiamo quindi la regione della Gallura dirigendoci verso il monte Limbara, salendo di quota e percorrendo un’infinità di curve in mezzo al verde della montagna. Raggiungiamo Teti, sede del villaggio nuragico s’UrbaleCalangianus e Tempio Pausania;  attraversiamo quindi il territorio storico dell’Anglona, in provincia di Sassari, per raggiungere il pozzo sacro di Predio Canopoli, all’interno del centro storico di Perfugas.

Anche il pozzo sacro di Predio Canopoli fu trovato casualmente durante una ricerca d’acqua; il pozzo rappresenta uno dei più significativi esempi di raffinatezza costruttiva connessa al culto delle acque. Saltati nuovamente in sella alle nostre moto, raggiungiamo successivamente il lago del Coghinas, attraversando un territorio caratterizzato da macchia mediterranea, lecci e quercette.

Dopo un breve tratto di pianura, risaliamo verso il monte Pirastru, sfiorando Pattada e dirigendoci verso la foresta di Anela, facente parte del complesso demaniale del Goceano, che attraverseremo in parte. Ritrovati nel territorio di Benetutti, dove risiedono le famose Terme Aurora, faremo tappa alle terme libere, dove potremo immergerci e goderci le acque sulfureo-salso-bromo-iodiche a 40°C, note per le proprietà curative riguardanti malattie osteoarticolari, reumatiche, respiratorie, cutanee e otorinolaringoiatriche.

Rigenerati, ci inoltreremo nella Barbagia più interna verso Orune, in cima alla montagna, da cui si godrà un vasto panorama che va dal mare delle Baronie alla Barbagia, alla Gallura e al Logudoro. Fra splendidi boschi di quercia da sughero, roverella e leccio, Orune è anche il centro in cui è più viva la tradizione del famoso canto a tenore sardo, forma di canto divenuta patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Qui visiteremo il tempio Nuragico e la fonte sacra Su Tempiesu, famosissima per la sua bellezza.

Lasciata Orune, ci dirigiamo verso Nuoro,  quindi Gavoi e Fonni ai piedi della catena montuosa del Gennargentu. Dopo una serie di interminabili curve, costeggiato il lago di Gùsana, affrontiamo ancora interminabili tornanti raggiungendo Ovodda, Tiana e Tonara fino a ritrovarci a Sorgono, paese al centro geografico della Sardegna. Sorgono vanta un’area archeologica con più di 200 Menhir e numerose domus de Janas (che opzionalmente potremo visitare).

Affrontiamo ancora curve per raggiungere Austis, Sorradile ed il fiume Tirso, oramai in pianura, dove in territorio di Paulilatino faremo sosta a uno dei pozzi sacri più visitati di tutta l’isola, ovvero il pozzo sacro di Santa Cristina. Poco distante , potremo anche visitare il Nuraghe Losa, celebre per la sua imponenza e il suo ottimo stato di conservazione.

Ci avviciniamo poi a Fordongianus, famoso per le sue terme, dove l’acqua sgorga a cielo aperto sulla riva del fiume e dove potremo anche visitare il bel Forum Traiani. Attraversiamo poi Allai, Samugheo, Asuni affrontando una serie di brevi curve, per avvicinarci alla famosa Giara di Gesturi, che costeggeremo passando per Assolo, Escovedu e Albagiara. 

Ci inoltriamo poi nelle dolci colline adiacenti alla pianura del Campidano verso Sardara, anch’essa famosa per le sue acque termali, le più calde di tutta l’isola. Sardara è inoltre famosa anche per il suo castello del Monreale e il pozzo sacro di Sant’Anastasia, che visiteremo.

Visitata Sardara, dopo una passeggiata nel suo piacevole centro storico, saltiamo nuovamente in sella alle nostre moto, attraversando gran parte del Campidano passando per Sanluri, Guasila, Senorbì e San Basilio. Da qui, ci reimmergiamo nel paesaggio di montagna, per raggiungere la Stonehenge di Sardegna, ovvero il parco archeologico di Pranu Muttedu.

Da Goni, attraversiamo quindi i paesi di Escalaplano e Perdasdefogu, imboccando i tornanti della strada militare di Quirra che, ricollegandosi alla statale 125, ci dirigerà al pozzo sacro Is Pirois a Villaputzu. Percorrendo ancora la strada statale 125, ci inoltreremo nuovamente in strade di montagna attraversando il parco naturale dei Sette Fratelli, verso Maracalagonis, giungendo così all’ultima meta dell’itinerario. Dopo una sosta a  Settimo San Pietro raggiungiamo il nuraghe Cuccuru Nuraxi, di tipo complesso, che al suo interno presenta un pozzo che scende per ben 22 metri di profondità, con un profilo parabolico avente larghezza media di 1,50 m.

Potrai visitare

  • Il pozzo sacro Sa Testa a Olbia
  • Il pozzo sacro Predio Canopoli a Perfugas
  • Le terme libere di Benetutti
  • La fonte sacra Su Tempiesu a Orune
  • Il pozzo sacro di Santa Cristina a Paulilatino
  • I bagni termali di Fordongianus
  • La casa sull’albero di Allai
  • Il pozzo sacro di Sant’Anastasia a Sardara
  • Il sito archeologico di Pranu Muttedu a Goni
  • Il pozzo sacro Is Pirois a Villaputzu
  • Il nuraghe e il pozzo sacro di Cuccuru Nuraxi a Settimo San Pietro

Potrai assaggiare

  • La fregola con zucchine, menta, arselle e zafferano
  • I culurgiones di patate (ravioli di semola di grano duro ripieni di patate, aglio, pecorino fresco, menta)
  • Gli spaghetti ai ricci di mare
  • La burrida, piatto agrodolce a base di gattuccio
  • La suppa cuatagallurese, con pane raffermo, formaggio vaccino fresco, erbe aromatiche, brodo di carni miste
  • Le orziadas, anemoni di mare
  • La bottarga di muggine
  • Le panadas, formate da un involucro di pasta,  con ripieno variabile fra agnello, manzo, carciofi, pomodori secchi
  • Is pardulas, dolce ripieno di ricotta o formaggio fresco lavorato con uova, zucchero, scorza di agrumi e zafferano
  • Su proceddu, maiale sardo alla brace aromatizzato al mirto
  • S’angioi arrustu, agnello sardo alla brace

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Profilo Altimetrico

Il percorso ha un dislivello di 832 m. Il 51% del percorso è in salita, il restante 49% in discesa.

Il culto delle Acque

Distanza - Distance (Km)
Altitudine - Altitude (m)
Durata - Duration (giorni - days)

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