I Fari di Sardegna


I fari manifestano nell’essere umano un grande potere suggestivo. Il bagliore che rischiara acque agitate, la vita solitaria dei fanalisti, che dimorano su torri arroccate su alture e luoghi declivi e sperduti, il sollievo di avvistare la terraferma sono solo alcuni fra i pensieri che la vista di un faro può suscitare.
Fin dall’antichità, la Sardegna è punto d’approdo per le rotte lungo il Mediterraneo. Le coste sarde si caratterizzano tuttavia per le ampie differenze morfologiche, e per i frequenti tratti di litorale con rocce e scogli affioranti, estremamente pericolosi per le imbarcazioni.
I sistemi di assistenza alla navigazione marittima nascono per guidare la navigazione in prossimità delle coste, rendendo più semplice l’approdo ai naviganti.
I segnalamenti agiscono attraverso segnali visivi, uditivi, o radioelettrici; l’attuale classificazione degli ausili alla navigazione contempla infatti i fari, segnali visibili anche di giorno a grande distanza e di norma posti su torri o alte costruzioni; i fanali, visibili a piccola distanza e che indicano imboccature dei canali o porti; le mede, costruzioni che indicano scogli affioranti o limiti di canali.
La luce di colore bianco caratterizza quasi tutti i fari e i fanali; il rosso indica il lato sinistro d’ingresso nei porti, il verde il lato destro. La luce può essere fissa o intermittente.
Dal 1911, il patrimonio dei fari è sotto il controllo della Marina Militare. Lungo il motogiro proposto, percorreremo in senso orario un itinerario costiero, che ci porterà ad ammirare, quanto più possibile da vicino, i fari più suggestivi e misteriosi dell’isola.
Conosceremo insieme luoghi raramente frequentati, vivendo l’emozione di raggiungere le estremità dell’isola su cui si ergono, arroccati, i fari di Sardegna.
Inizieremo il tour a Cagliari, nella baia di Calamosca, visitando il faro di Capo Sant’Elia, considerato uno dei simboli della città e uno fra i più antichi della Sardegna. Il faro, entrato in funzione nel 1860 ed elettrificato nel 1936, è costruito accanto alla grande Torre di Calamosca, edificata nel 1638 e che ospitava cannoni e segnalazioni.
Raggiungiamo poi il porto di Cagliari, per ammirare i fanali dei moli di levante e di ponente. I fanali, alti 11 metri, sono caratterizzati da una colorazione verde (molo di levante) e rossa (molo di ponente); sono di recente costruzione e, nel molo di ponente, potremo ammirare il vecchio faro.
Lasciamo quindi Cagliari per dirigerci, attraverso un piacevole percorso costiero, verso la costa di Pula: potremo qui ammirare il faro di Capo di Pula, costruito su una torre spagnola (torre di Sant’Efisio) risalente al 1600. La torre faro è ubicata poco  distante dall’area archeologica di Nora, ed è alta 16 metri; il sistema di segnalazione è stato installato a fine 1800.
Da Pula, procediamo lungo la costa per raggiungere Capo Spartivento, presso Teulada, laddove ammireremo l’unico faro italiano restaurato e riconvertito in luxury guest house. Il faro, di colore rosso, è alto 19 metri ed è stato ultimato nel 1866. Da Capo Spartivento, poi rotta verso Sant’Antioco: all’ingresso dell’isola, accanto al ponte romano, si trova il faro di porto Ponte Romano, posto su un edificio a tre piani e presidiato da due faristi. E’ stato edificato nel 1924, ha una portata di 15 miglia ed è alto 22 metri.
Nell’isola, visitiamo Calasetta e il fanale scoglio Mangiabarche: il faro, posto sull’omonimo Scoglio Mangiabarche, protegge le imbarcazioni naviganti nel tratto di mare fra l’isola di Sant’Antioco e l’isola di San Pietro, denso di rocce affioranti. Il faro è stato costruito nel 1935, e restaurato nel 2000.
Dall’isola di Sant’Antioco, raggiungiamo in traghetto l’isola di San Pietro per visitare Carloforte e, da lì, raggiungiamo un alto strapiombo a 135 metri sul livello del mare, dove è localizzato il Faro di Capo Sandalo, alto ben 30 metri e in posizione fortemente panoramica. Il faro, costruito nel 1864, è anche riferimento per il traffico aereo ed è il più occidentale della Sardegna.
Visitiamo infine il porto turistico di Portoscuso dove, su uno scoglio chiamato la Ghinghetta, si erge un faro a fasce nere e rosse, alto 12 metri, costruito nel 1912 e di grande importanza per il traffico marittimo verso l’Isola di San Pietro.
Da Portoscuso, risaliamo verso nord fino a raggiungere Marina di Torre Grande, nel Golfo di Oristano. La torre spagnola, che dà il nome alla località, è la  più grande della Sardegna e su di essa è collocato un fanale. La torre, che domina una spiaggia dorata, è poco distante dalla foce del fiume Tirso ed è alta circa 16 metri, con una portata di 8 miglia.
Da Torregrande, ci addentriamo poi nella suggestiva penisola del Sinis per raggiungere, attraverso una ripida strada sterrata che inizia presso le rovine della città fenicia di Tharros, il faro di Capo San Marco. L’edificio, di colore giallo e alto 15 metri, è rivestito dalla gabbia di Faraday, con funzione antifulmine. Il faro è stato costruito nel 1924 e ha una portata di 22 miglia. Nel faro è anche presente un segnale rosso, che punta sullo scoglio Il Catalano.
Da Capo San Marco, tappa a Putzu Idu per raggiungere, utilizzando un’imbarcazione, l’Isola di Mal di Ventre e ammirare le sue candide spiagge. Nell’isola è presente un faro ora disattivato, puntato sullo scoglio il Catalano, insieme a molteplici boe di segnalazione.
Ritornati sulla terraferma, raggiungiamo uno dei punti più alti del Sinis, vicino alla località di Mandriola e allo stagno di Sale Porcus: è infatti qui localizzato il faro di Capo Mannu, a 59 metri sul livello del mare. Il faro, alto 11 metri, ha una portata di 11 miglia ed è stato costruito nel 1960. Il faro domina tutta la penisola di Capo Mannu, che è divenuta negli anni riferimento internazionale per gli amanti del surf.
Dal Sinis, raggiungiamo Bosa, cittadina posta ai margini del fiume Temo. A Bosa è presente un faro oramai abbandonato, il cui edificio è dipinto con bande nere e azzurre, oltre a un faro di segnalazione all’ingresso del porto, alto 6 metri e con portata luminosa di 11 miglia.
Percorriamo quindi la stupenda litoranea Bosa-Alghero, fino a raggiungere la baia di Porto Conte, poco a nord di Alghero. Qui, di fianco a una torre spagnola, è presente un faro alto 8 metri, con portata 10 miglia.  Ancora più a nord, sul maestoso promontorio di Capo Caccia e in cima a uno strapiombo, è localizzato il faro di Capo Caccia. Il faro, posto a 186 metri d’altezza, è il più alto d’italia e secondo nel Mediterraneo. Costruito nel 1864, nonché alto ben 24 metri, è protetto da una gabbia di Faraday, ha una portata di 24 miglia ed è utilizzato anche dagli aerei in arrivo all’aeroporto di Fertilia.
Da Capo Caccia, ancora una volta imbarchiamo le moto per visitare l’Isola dell’Asinara, che ospita un faro su una rada poco distante dal centro abitato di Cala Reale. Il faro è alto 11 metri e ha una portata 7 miglia. Nell’isola si trova inoltre il grande faro di Punta Scorno, nell’estremo nord dell’isola. Il faro è alto ben 35 metri, è collocato su un edificio di tre piani, ha una portata di 16 miglia, ed è stato costruito nel 1859.
Dall’Asinara, meta verso Porto Torres dove, su una collina in posizione insolita rispetto alla norma, è ubicato un faro, alto 20 metri e con portata di 16 miglia. Il faro, costruito nel 1966, sostituisce quello ospitato dalla torre aragonese del XII secolo presente sulla banchina. Il faro è abitato da due fanalisti, responsabili di tutti i segnalamenti del golfo, inclusi quindi i fari in Asinara.
Proseguiamo l’itinerario costiero per raggiungere Santa Teresa di Gallura: nell’Area Marina Protetta di Capo Testa è presente infatti un faro alto ben 23 metri e con una portata di 22 miglia, costruito nel 1845 e purtroppo testimone della più grande tragedia del Mediterraneo dell’Ottocento: qui una nave della Marina francese si schiantò sull’isola di Lavezzi, causando la morte di 750 persone.
Lasciata Santa Teresa di Gallura, raggiungiamo Palau e, da lì, ci imbarchiamo una terza volta, per visitare l’arcipelago di La Maddalena, costellato di fari!
Raggiungeremo prima il Faro Isola di Razzoli, il più antico della Sardegna, costruito nel 1843 e oggi abbandonato. Poco distante da esso si trova il nuovo faro, costruito nel 1974 e alto 12 metri, con portata di 19 miglia. Costeggiamo poi l’unica isola abitata dell’arcipelago, l’isola di Santa Maria, dove si trova un faro (faro di Punta Filetto) attivato nel 1913 e automatizzato nel 1972. Se le condizioni lo consentiranno, potremo raggiungere a piedi il faro approdando al piccolo porto di Cala Santa Maria.
Poco distante, potremo visitare il faro degli isolotti I Corcelli, attivato nel 1936, distrutto durante la seconda guerra mondiale, e ricostruito nel 1960. Il faro E’ alto 12 metri e ha una portata di 11 miglia.
Presso l’isola di Caprera, invece, potremo ammirare il faro degli isolotti dei Monaci, ornati da un fanale alto 16 metri. Poco distante, nell’isola delle Bisce, si erge un secondo fanale, alto 10 metri, a protezione di un tratto assai insidioso e dove giacciono i resti di numerose imbarcazioni, incluso un relitto di epoca romana.
Ritornati a Palau, infine, visiteremo il faro di Punta Sardegna, alto 13 metri e con una portata di 11 milia. Il faro, costruito nel 1913, è stato elettrificato nel 1932 e avvolto dalla gabbia di Faraday fino al 2008. Dal 1995, il faro è anche sede dell’Osservatorio sulle Coste e sull’Ambiente Naturale Sottomarino, ente a difesa dell’ambiente marino delle Bocche di Bonifacio. Sempre in territorio di Palau, nella spiaggia di Porto Faro, è presente il faro di Punta Palau, la cui cima è dipinta di verde. Il faro ha una portata di 4 miglia ed è d’ausilio per la navigazione nell’arcipelago di La Maddalena.
Ancora, a Palau potremo visitare il suggestivo faro di Capo d’Orso, posto accanto a  un vecchio faro attivato nel 1924. Per lungo tempo, il faro era peraltro raggiungibile solo via mare.
Raggiungiamo quindi il territorio di Porto Cervo dove, nel promontorio di Capo Ferro, si tova un suggestivo faro, alto 18 metri e costruito nel 1858, che ospita ancora oggi due famiglie di faristi. Il faro ha una portata luminosa di ben 24 miglia.
Visitiamo poi Golfo Aranci, per ammirare, dalla spiaggia, il vicino isolotto di Figarolo. L’isolotto è costituito da pareti scoscese e, nella sua macchia mediterranea, è eretto il faro, alto sei metri e avente una portata di 15 miglia.
Discendiamo poi verso Olbia dove, presso il porto, un faro ubicato in un isolotto (Isolotto della Bocca), guida il traffico marittimo dal 1887, anno in cui è stato eretta la costruzione, alta 22 metri e avente una portata di 15 metri. Il faro è stato anche testimone dell’introduzione delle rotte giornaliere fra Olbia e la penisola, iniziate nel 1920. Il faro, data la sua crucialità per via del traffico, integra un fanale di riserva e due segnalamenti da nebbia, acustico ed elettromagnetico. Da Olbia, potremo poi ammirare l’isola di Tavolara, dove sorge un faro, in località Punta Timone. Il faro è alto 7 metri, ed è stato edificato nel 1920, a sostituzione del primo faro costruito, nel 1861, nella spiaggia di Spalmatore.
Da Spalmatore, attraverso la famosa litoranea SS125 discendiamo a Siniscola dove, nel punto più a est della costa orientale dell’isola, si trova il faro di Capo Comino. Il faro è alto 20 metri, ha una portata di 15 miglia e, nei fondali prossimi al faro, giace un caccia francese precipitato nel 1963 durante un’esercitazione. Il faro è stato costruito nel 1903, ma attivato nel 1925.
Procedendo a sud, raggiungiamo il faro che, indiscutibilmente, è considerato il più bello della costa orientale, ovvero il faro di Capo Bellavista ad Arbatax. Il faro, alto 19 metri, ha una portata di ben 26 miglia e la sua torre è in stile liberty; la lanterna è, in fatti, la più grande di tutti i fari dell’isola. Il faro è stato costruito nel 1866.
Procedendo lungo la litoranea SS125, raggiuniamo poi Muravera, per visitare il faro di Capo Ferrato, posto a picco sul mare, a un’altitudine di circa 50 metri sul livello del mare. Il faro, costruito nel 1915, ha una portata di 11 miglia.
Ancor più a sud, visitiamo poi Villasimius, per ammirare, poco distante, il faro di Capo Carbonara, alto 5 metri e costruito nel 1960. Poco distante dal primo faro, è occupato la sede del vecchio faro, costruita nel 1917 e tuttora sede del personale farista. Il faro ha una portata di ben 23 miglia.
Infine, poco distante dalle spiagge di Villasimius, potremo ammirare il grande faro costruito sull’Isola dei Cavoli. Il faro è eretto accanto a una torre spagnola del 1591, ed è rivestito in piastrelle di ceramica. Costruito nel 1856, è stato abitato fino al 1973, è alto ben 37 metri e ha una  portata di 11 miglia.

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Profilo Altimetrico

Il percorso ha un dislivello di 553 m. Il 52% del percorso è in salita, il restante 48% in discesa.

I Fari di Sardegna

Lunghezza - Length (km)
Altitudine - Altitude (m)
Durata - Duration (giorni - days)