Le foreste dell’Ogliastra: Montarbu e Bingionniga

 Un itinerario lungo le foreste demaniali dell’Ogliastra!

Dal punto di partenza, raggiungiamo VillamarVillanovafranca, ove potremo visitare l’importante Nuraghe di Su Mulinu, nel cui interno fu ritrovato un altare costituito da una pietra scolpita a motivi verticali, e riportate l’effigie della dea luna.

Attraversiamo quindi Mandas e la sua stazione ferroviaria, capolinea dei convogli turistici del Trenino Verde e un tempo importante centro d’interscambio.  Passiamo quindi accanto a Serri, comune che vanta l’esteso santuario nuragico di Santa Vittoria, esteso per tre ettari nella giara locale e composto da templi, capanne, recinti e un importante tempio a pozzo.

Volteggiamo quindi tra le stupende viste offerte dalla SS198 di Seui e Lanusei, fino a costeggiare il territorio di Villanovatulo e raggiungere il Lago del Flumendosa.

Passiamo poi accanto a Sadali e raggiungiamo Seui, centro più importante della Barbagia di Seulo. Il comune è dotato di un interessante sistema museale e, nel centro abitato, è ubicato un carcere spagnolo, costruito nel XVII secolo e usato fino al 1975.

Raggiungiamo quindi la Foresta Demaniale di Montarbu, tra le meglio conservate in Sardegna. La foresta è caratterizzata dalla presenza di tacchi calcarei profonde vallate. Nella foresta sono presenti numerose sorgenti e le interessanti cascate di Middai e di Is Càcaus. Lungo la foresta è anche inglobato il tacco Su pissu ‘e Irtzioni, paradiso per appassionati di trekking, un curioso ponte di ferro del trenino verde, e la sorgente di Milisai.

Lasciamo la foresta per raggiungere Ussassai, quindi raggiungiamo Gairo Taquisara, dopo aver costeggiato la gola di Gutturu Orrosu e l’importante Nuraghe Serbissi, costituito da una torre centrale e un corpo aggiuntivo di tre torri. A Gairo Taquisara è presente un’interessante grotta visitabile, all’interno della quale un percorso di 700 metri conduce alla visione del rarissimo latte di monte, sospensione di particelle molto fini di carbonato di calcio e magnesio. Poco distante, è anche possibile visitare la località Is Tostoinus, caratterizzata dalla presenza di insediamenti nuragici, vecchi ovili, e imponenti piante di leccio.

Raggiungiamo successivamente il paese di Osini, diviso in Nuovo Vecchio perché l’attuale è nato dopo una alluvione che distrusse il vecchio nel 1951. Presso Osini è presente un monumento naturale, la scala di San Giorgio.

Raggiungiamo infine, dopo aver superato il nuraghe Orruttu,  Sa Brecca Usala, enorme frattura delle rocce profonda quasi 100 metri e da cui fuoriesce aria freddissima. Visitiamo il nuraghe Sanu e le due vicine tombe dei giganti. Proseguiamo verso la sorgente S’Abba Frida, quindi visitiamo la località Baulassa, ove sono presenti gli antichi ovili (sos Pinnettos).

Continuiamo il percorso, uno fra i più densi di attrazioni della Sardegna, fino alla imponente cascata di Lequarci, considerata la cascata più imponente dell’Isola. Le cascate, osservabili soltanto durante periodi di alta piovosità, compiono due salti, rispettivamente di 70 75 metri!

Visitiamo ancora, proseguendo lo stesso sentiero, le grotte di Su Marmuri, le cui imponenti sale, dalla volta molto alta, annoverano anche la presenza di laghetti sotterranei.   Lasciamo le grotte verso Ulassai, paese ricco di fontane, ove sono presenti i due ciclopici nuraghi di S’Ulimu e di Pranu.

Raggiungiamo Jerzu, importante comune famoso per la tradizione vitivinicola e il suo Cannonau. Da Jerzu è possibile affrontare un’impervia strada panoramica, la quale, portandoci verso la località di Sant’Antonio, regala scorci estremamente suggestivi.

Lasciato Jerzu, arriviamo infine alla Foresta di Bingionniga, le cui falesie spiccano fra i fitti lecceti. Seguiamo il Rio di Quirra, fino ad arrivare a Perdasdefogu.

A Perdasdefogu si trova un complesso carsico di grotte umide, che si estendono per oltre 11 km e ove scorre un corso d’acqua che diviene una cascata chiamata Is Canneddas de Tùvulu.  Da Perdasdefogu, raggiungiamo poi EscalaplanoGoni, comune che vanta la cosiddetta Stonehenge Italiana, presso il sito archeologico di Pranu Muttedu, ricco di Menhir.

Da Goni, passiamo a San Basilio, alla cui cima è collocato un vastissimo parco; presso il comune è anche presente un interessante complesso termale di epoca romana.

Potrai visitare

  • Il nuraghe Su MulinuVillanovafranca ove fu ritrovato un altare costituito da una pietra scolpita a motivi verticali, e riportate l’effigie della dea luna
  • Il santuario nuragico di Santa Vittoria Serri
  • Il carcere spagnolo Seui
  • Le cascate di MiddaiIs Càcaus nella foresta di Montarbu
  • La gola di Gutturu Orrosu e il nuraghe SerbisiGairo Taquisara
  • Il rarissimo latte di monte nella grotta di Gairo Taquisara
  • Il monumento naturale Osini
  • L’enorme frattura delle rocce Sa Brecca ‘e Usala, profonda quasi 100 metri, presso Osini
  • La cascata di Lequarci, la più imponente dell’Isola, presso Perdasdefogu
  • Le grotte di Su Marmuri, ove potremo ammirare laghetti sotterranei
  • Il complesso di grotte umide Perdasdefogu, ove scorre un corso d’acqua che diviene una cascata
  • La stonehenge italiana, presso il sito archeologico di Pranu Muttedu
  • Il vasto parco di San Basilio, ove è anche presente un interessante complesso termale di epoca romana

Potrai assaggiare

  • I molteplici tipi di pane di Ulassai: su pane pintau, su pane ‘e gida
  • formaggi tipici di Ulassai: su cagliu, su casu agedu, su fisciducasu ‘e merca
  • culurgiones a ispighitta di menta e patata
  • La carne di maialetto (pessa ‘e coppiu) cotta con l’arcaica tecnica de su furria furria
  • L’acquavite s’imbestussuabbardente cun meli, tipici di Ulassai
  • Il pane di ghiande, usato fino agli inizi del Novecento nella regione di Ulassai
  • Su casu cun s’axtridda, formaggio con argilla, tipico di Escalaplano

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Profilo Altimetrico

Il percorso ha un dislivello di 974 m. Il 51% del percorso è in salita, il restante 49% in discesa.

Le foreste dell’Ogliastra: Montarbu e Bingionniga

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