Dalla cima del Limbara a Badesi


Dove dormire

Agriturismo Pedru Caddu
Hotel Pausania Inn

Un lungo tour che attraversa la regione del Marghine, il Goceano, fino alla cima del Monte Limbara e le coste della Gallura!

Dal punto di partenza, percorriamo un lungo tratto di SS131, fino allo svincolo per Birori.

Birori è un piccolo comune localizzato in un’area ad alto interesse archeologico: potremo infatti visitare la tomba dei giganti Sa Perda ‘e s’Altare, la meglio conservata e più importante della zona, i Dolmen di Sarbogadas, la tomba dei giganti di Palatu, e la tomba dei giganti di Lassia.

Passiamo accanto a Bortigali, comune caratterizzato dall’importante presenza di portali architravi catalano-aragonesi (se ne contano oltre 80 [Wikipedia]) costruiti con la locale trachite rossa. A Bortigali è anche presente il maestoso nuraghe Orolo, posto in posizione panoramica e dotato di una scala elicoidale di 56 gradini la quale consente l’accesso alla sua sommità.

Bortigali divenne anche, durante la seconda guerra mondialepunto di riferimento per tutta la Sardegna, giacché fu scelta come sede del Comando Supremo delle forze armate della Sardegna. Inoltre, nei giorni successivi all’armistizio, alcuni ufficialisoldati addetti alle stazioni radio mandarono in onda, in Sardegna e in tutto il mondo, brevi trasmissioni precedute dalle note dell’Inno Sardo e dalla sigla “Qui Radio Sardegna, libera voce d’Italia” [Wikipedia]. I microfoni si trovavano in un rifugio antiaereo attualmente restaurato, scavato nella trachite. Radio Sardegna, una volta trasferita a Cagliari, diede in anteprima mondiale (venti minuti prima di Radio Londra) l’annuncio della fine della guerra.

Visitiamo quindi il grande Nuraghe Santa Sabina, localizzato accanto a un’omonima chiesa bizantina, nell’agro di Silanus, comune ove è anche localizzato il peculiarissimo Nuraghe Madrone, caratterizzato da due tholos sovrapposte collegate da una scala principale  e una scala secondaria occulta dotata di piano ammezzatoMa non è tutto: presso Silanus potremo anche ammirare il bellissimo nuraghe Corbos e la tomba dei giganti di Pedra Pinta.

Lasciamo la subregione del Marghine entrando quindi nella subregione del Goceano, costeggiando il comune di Illorai e visitando Bottidda e quindi Bono, comune considerato il capoluogo del Goceanonella cui località Sos Nibberos è localizzata la foresta di Taxus Baccata più grande d’Italia. La stessa foresta è stata dichiarata monumento nazionale e alcuni esemplari millenari raggiungono i 16 metri d’altezza. Superiamo quindi Anelacosteggiando l’omonima foresta ove è anche presente un rifugio montano. Superiamo ancora la notevole foresta di Fiorentini, nel comune di Bultei, tra le più antiche foreste demaniali della Sardegna.

Raggiungiamo ancora il piccolo centro di Nughedu San Nicolò e, da lì, raggiungiamo l’importante centro di Ozieri, il più grande della regione del Logudoro. A Ozieri è ubicata l’interessante grotta di San Michele, il grande ponte romano sul Rio Mannu, lungo 87.50 metri, e la basilica di Sant’Antioco, una fra le più  grandi chiese romaniche della Sardegna. Superiamo Oschiri raggiungendo il lago artificiale Coghinas, il cui sbarramento (diga di Muzzone) integra anche una centrale idroelettrica. Proseguiamo la strada, svoltando poi per iniziare i vorticosi tornanti che si arrampicano sul Monte Limbara. Raggiungiamo da lì l’area Vallicciola, ornata da gigantesche sequoie, e infine la chiesa Madonna della Neve, una fra le tre chiese più alte della Sardegna, insieme a Fonni Desulo, e posta vicino alla Punta Ballistreri, alta 1.359 metri.

Raggiungiamo l’importante centro di Tempio Pausania, nel cui territorio insistono anche gli imponenti nuraghi Izzana e Maiori, ove è anche possibile visitare un imperdibile percorso botanico che vanta molteplici specie autoctone. A Tempio è anche presente un interessante museo ferroviario e un museo storico delle macchine del sughero.  Lasciamo Tempio proseguendo verso Aggius, su cui  insiste la località Valle della Luna (da non confondere con l’omonima localizzata presso Capo Testa), scenografica piana costellata di rocce di granito affioranti. Ad Aggius sono anche presenti un museo etnografico e un museo del banditismo.

Superiamo Trinità d’Agultu per raggiungere, volteggiando tra curve di collina, la località di Badesi e, da lì, raggiungiamo l’ampia spiaggia di Li Junchi. Lasciamo Badesi per raggiungere ViddalbaSanta Maria Coghinas, ove è ubicato il Castello di Casteldoria, posto in posizione strategica, da cui è possibile ammirare Castelsardo e il golfo dell’Asinara.

Ridiscendiamo lungo il lago artificiale di Casteldoria, accanto al quale potremo visitare le terme di Casteldoria, ove l’acqua sgorga a 70°C, e la vicina cascata di Triulintas che un tempo alimentava un mulino.

Proseguiamo nuovamente verso il lago del Coghinas, per poi superare Tula, quindi Bonnannaro (ove potremo visitare la Necropoli di Corona Moltana, composta da cinque tombe dei giganti). Raggiungiamo poi Torralba e, da lì, l’altopiano di San Pietro di Sorres, ove è presente una chiesa dichiarata monumento nazionale. Nel complesso è anche presente un monastero di monaci benedettini, elevato recentemente al rango di abbazia, ove si trova anche un laboratorio di restauro libri che è punto di riferimento per l’isola. Sotto il monastero è anche presente una grotta (Sa Rocca Ulari) al cui interno vive una grande colonia di pipistrelli, formata da cinque specie diverse.

Potrai visitare

  • Il patrimonio archeologico di Birori: la tomba dei giganti di Sa Perda ‘e s’Altare, di Lassia e di Palatu, e i dolmen di Sarbogadas
  • I caratteristici portali e architravi di Bortigali
  • Il maestoso nuraghe Orolo e il rifugio antiaereo a Bortigali
  • Il grande nuraghe Santa Sabina a Silanus
  • Il peculiarissimo Nuraghe Madrone, caratterizzato da due tholos sovrapposte collegate da una scala principale e una scala secondaria occulta dotata di piano ammezzato, a Silanus
  • La foresta di Sos Nibberos a Bono, foresta di Taxus Baccata più grande d’Italia e dichiarata monumento nazionale
  • La foresta dei Fiorentini a Bultei, tra le più antiche foreste demaniali della Sardegna
  • La basilica di Sant’Antioco a Ozieri fra le più grandi chiese romaniche della Sardegna
  • I nuraghi Izzana e Maiori, ove è anche possibile visitare un percorso botanico, a Tempio Pausania
  • Il museo ferroviario e il museo delle macchine del sughero a Tempio
  • La Valle della Luna ad Aggius
  • Il museo del banditismo ad Aggius
  • Il Castello di Casteldoria, da cui è possibile ammirare Castelsardo e il golfo dell’Asinara, e le terme di Casteldoria
  • La necropoli di Corona Moltana, composta da cinque tombe dei giganti, a Bonnannaro
  • L’abbazia benedettina sull’altopiano di San Pietro di Sorres, ove è presente un laboratorio di restauro libri riferimento per l’isola
  • La grande colonia di pipistrelli nella grotta Sa Rocca Ulari, sotto il monastero di San Pietro di Sorres

Potrai assaggiare

  • La Suppa Cuata, tipico primo piatto gallurese
  • La mazzafrissa e li pulilgioni, ravioli tipici galluresi
  • Li Frisgioli, dolce tipico del carnevale tempiese, da abbinare con il moscato di Tempio
  • Gli acciuleddi ‘e meli, dolci tipici del carnevale tempiese
  • Li casgiatini, formaggelle galluresi
  • La trippa di vitello gallurese con fagioli
  • Le panadas di Oschiri
  • Il vermentino e le paneddas di Oschiri
  • I rinomati sospiri e le copulettas di Ozieri
  • Sa chibudda ‘a s’otieresa, su succu maduru allo zafferano, e is puppias di spianata e formaggio vaccino di Ozieri
  • Il vino Redagliadu delle colline ozieresi

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Profilo Altimetrico

Il percorso ha un dislivello di 1248 m. Il 51% del percorso è in salita, il restante 49% in discesa.

Dalla cima del Limbara a Badesi

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