Gotteddus et Resolzas – Le officine del coltello sardo


Partiamo da Olbia per raggiungere Loiri passando accanto alla interessante tomba dei giganti di Su Monte ‘e S’Abe e al Castello di Pedes.  Attraversiamo quindi Padru, il cui territorio comunale vanta la foresta di Monte Nieddu e da cui, poco distante, è possibile raggiungere una pista di motocross e il canyon attrezzato di Sas Bragas de Su DuttoreRaggiungiamo poi la chiesetta campestre di Sant’Elia e i suggestivi villaggi disabitati di Poltolu, Avrio, Giuscherreddu e Piras, caratterizzati da stazzi e casette in granito immersi nella foresta. Superiamo poi il Parco Regionale di Tepilora e la chiesa campestre di Santu Juanne de Sos Sonorcolos, in territorio di Alà dei Sardi. Attraversato Alà dei Sardi, considerata come il regno del granito sardo e, passando accanto alla chiesa campestre di Santa Reparata, visitiamo Buddusò e la sua imperdibile necropoli di Ludurru. Costeggiamo poi il Lago Lerno per raggiungere Pattada e ammirare il coltello pattadese.

La pattadesa è un coltello dalla forma estremamente elegante. Di norma il manico è in corno di montone o muflone, e si compone di due parti fissate a un’anima di ferro con chiodi. Il collo del manico è cinto da un anello di metallo, spesso finemente lavorato. Nelle pattadesi artigianali, la lama, dalla forma a foglia di mirto, è lavorata a mano. Il coltello pattadese, per le sue doti di robustezza ed elenganza, è il più richiesto, il più emulato, e dona certamente prestigio alla Sardegna, perché apprezzata in tutto il mondo.

Lasciata Pattada, attraversiamo Osidda, il più piccolo comune del nuorese dal bel centro storico ove potremo anche visitare uno fra i più alti menhir di Sardegna, quindi Bitti percorrendo curve da sogno. Bitti è celebre per il canto a tenore, per le sue foreste, i tappeti, il formaggio pecorino, il pane e la salsiccia, preparata dalle donne secondo una ricetta antica. Superiamo ancora Onanì, ove si produce un ottimo pane carasatu, per poi raggiungere LulaA Lula potremo visitare la suggestiva miniera di sos Enattos, collocata in un contesto naturalistico spettacolare. Lula è infatti ai piedi del Monte Albo, ricco di canyon, grotte, paesaggi lunari. A Lula, infine, potremo assaggiare su filindeu, pasta definita come la più rara del mondo, prodotta a mano e cotta nel brodo di pecora. Costeggiamo le chiese di San Francesco di Lula e la Chiesa del Miracolo, legate a sagre campestri fra le più caratteristiche dell’isola. Superiamo poi la tomba dei Giganti di S’Ena ‘e Thomes per raggiungere Dorgali.

Dorgali è centro assai rinomato per l’artigianato: si producono infatti ceramiche dalle stupende decorazioni, gioielli d’oro, prodotti di tessitura, campanacci, prodotti in cuoio. La Dorgalesa ha forme simili alla pattadesa: il manico è dritto e la lama, definita a foglia di grano, è più affusolata rispetto alla lama tradizionale pattadese. Il coltello dorgalese si presta allo scanno e si distingue, sovente, per le straordinarie lavorazioni di incisione e intarsio.  

Dopo una visita alla stupenda Cala Gonone, raggiunta attraverso un percorso panoramico facente tappa in una piccola sorgente termale (Santu Juanne de Anzu). Da Cala Gonone, superiamo Oliena, Nuoro e raggiungiamo Orani.  A Orani, patria di tanti artisti di fama internazionale, si trova il museo Nivola, che custodisce più di 200 dipinti. Orani è famosa anche per l’artigianato: si producono infatti cassapanche in legno, gioielli d’oro, tappeti, cosinzos in cuoio, pregiati abiti in velluto. La maschera simbolo di Orani, protagonista del carnevale, è chiamata su bundhu, ed è realizzata in sughero. Da Orani, raggiungiamo Ottana e Noragugume, centro dalla tradizione pastorale ove assaggiare le pietanze tipiche della tradizione: carne di pecora bollita e d’agnello arrosto, cordula, trattalia, il pane pistoccu, sa pasta violada, is culinzones de mendula per carnevale. A Noragugume potremo anche visitare il notevole menhir Sa Perda ‘e TaleriDa Noragugume, costeggiamo Borore per raggiungere, infine, Santu Lussurgiu e le sue prestigiose officine del coltello, noto come lussurgesa.

La lussurgesa ha molte somiglianze con la Pattadesa e, con la stessa, condivide l’estrema cura per le rifiniture e per l’eleganza. Santu Lussurgiu vanta una grande tradizione nell’arte del ferro e le sue officine del coltello sono meta di collezionisti e turisti che giungono da tutto il mondo. Dopo una tappa alla stupenda località di San Leonardo di Siete Fuentes e alle sue sette sorgenti, visitiamo la cascata di Sos Molinos, con un salto di circa trenta metri,  e un meraviglioso punto panoramico. Prendiamo poi una strada immersa nel Montiferru raggiungendo la Casa del Cacciatore e il Nuraghe Ruju. Da lì, tra fitti lecceti prima e una moltitudine di oliveti poi, raggiungiamo Seneghe, centro d’eccellenza per l’olio d’oliva, il casizolu, le carni del bue rosso, ma anche il canto, ala poesia, gli strumenti musicali, gli abiti. Attraversiamo poi Narbolia, dove sarà d’obbligo una visita a Sa Muralla, muraglione di basalto lungo 17 metri adagiato su un nuraghe. Superiamo ancora  Riola Sardo, Nurachi e, dopo un tratto pianeggiante, attraversiamo San Nicolò d’Arcidano, dove assaggiare il bovale sardo dalle uve Muristellu, per raggiungere infine Guspini.

Il coltello guspinese si caratterizza per la forma slanciata, il manico rigorosamente monolitico che termina a ricciolo in radica o legno locale. La lama è a forma di foglia di mirto e ha reso leggendarie le imprese dei fanti della Brigata Sassari, poiché la guspinesa eccelle nei lavori di punta e di taglioLa versione di coltello guspinese più celebre è forse il coltello dei minatori, ovvero la guspinesa a punta mozza. La sua forma non nasce per il taglio del sughero, ma è conseguenza di una legge emanata nel 1908 ove il porto di coltelli a lama acuminata oltre i quattro centimetri era proibito. La legge fu applicata rigidamente, perché emanata a seguito della crescita dei tumulti operai nelle zone minerarie, spesso accompagnati da fatti di sangue. Essendo permesse dalla legge lame a punta mozza con lama fino a dieci centimetri, ed essendo il coltello di vitale importanza per i minatori, che utilizzavano lo stesso anche per consumare i pasti, i guspinesi trovarono rimedio creando la celebre guspinesa a lama mozza.

Da Guspini, raggiungiamo il grande centro minerario di Montevecchio e, da lì, attraverso una stupenda strada panoramica da cui ammirare tutto il Medio Campidano, raggiungiamo Arbus.  Il coltello di Arbus, noto come arburesa, ha forma inconfondibile ed è noto come coltello panciuto per la forma della sua lama, perfetta per la caccia e per lo scuoioL’aspetto del coltello è aggressivo: il manico è monolitico, in corno di montone, di muflone o di pregiate radiche. La lama è detta a foll’e lauru, ovvero a foglia di alloroAd Arbus potremo anche visitare un affascinante museo del coltello sardo, di proprietà dei fratelli Pusceddu, dove è custodito il coltello più pesante del mondo, entrato nel guinness dei primati per i suoi 295 kg di massa.

Lasciamo poi Arbus per attraversare il campidano e la Marmilla superando la città termale di Sardara, quindi Collinas, Lunamatrona, Villamar, VillanovafrancaIniziamo da qui uno spettacolare percorso privo di ogni tipo di rettilineo. Dopo una obbligatoria tappa a Orroli e al Nuraghe Arrubiu, superiamo Escalaplano, Perdasdefogu per raggiungere, dopo un percorso dall’ambientazione assai particolare, Tertenia e, infine, Lotzorai e la bella località di mare di Santa Maria Navarrese. Da Santa Maria Navarrese, la SS125 Orientale Sarda, nel suo tratto forse più affascinante e sicuramente fra i più scenografici dell’isola, ci riporterà a Olbia dopo un’esperienza motociclistica di qualità difficilmente eguagliabile.

 Potrai visitare

  • Le officine del coltello di Pattada, Dorgali, Santu Lussurgiu, Guspini Arbus
  • suggestivi villaggi disabitati di Poltolu, Avrio, Giuscherreddu e Piras, caratterizzati da stazzi e casette in granito immersi nella foresta
  • Buddusò e la sua imperdibile necropoli di Ludurru
  • Lula e la suggestiva miniera di sos Enattos, collocata in un contesto naturalistico spettacolare.
  • Orani, patria di tanti artisti di fama internazionale, il suo museo Nivola e le sue opere di artigianato come gli eleganti abiti
  • Sa Muralla, muraglione di basalto lungo 17 metri adagiato su un nuragheNarbolia
  • Il suggestivo centro minerario di Montevecchio e i panorami di Arbus

Potrai assaggiare

  • Su filindeu, pasta definita come la più rara del mondo, a Lula
  • Il formaggio pecorino, il pane e la salsiccia, preparata dalle donne secondo una ricetta antica, a Bitti
  • La carne di pecora bollita e d’agnello arrosto, la cordula, la trattalia, il pane pistoccu, sa pasta violada, is culinzones de mendula Noragugume
  • L’olio d’oliva, il casizolu, le carni del bue rosso di Seneghe
  • Il bovale sardo dalle uve Muristellu San Nicolò d’Arcidano

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Profilo Altimetrico

 Il percorso ha un dislivello di 1048 m. Il 51% del percorso è in salita, il restante 49% in discesa.

Gotteddus et Resolzas – Le officine del coltello sardo

Distanza - Distance (km)
Altitudine - Altitude (m)
Durata - Duration (giorni - days)

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