Le Strade della Geologia


Un lungo e articolatissimo tour per il mototurista amante delle meraviglie geologiche: la Sardegna ne vanta un grande numero, e nell’itinerario presentato visiteremo le più importanti, raggiunte scegliendo le strade più panoramiche e suggestive.

Partendo da Cagliari, ci dirigiamo verso nord, nella pianura del Campidano, verso Macchiareddu e costeggiando lo stagno di Cagliari. Diretti verso Siliqua, costeggiamo il lago del Cixerri, per poi deviare a sinistra verso le montagne: noteremo presto un colle spigoloso ergersi solitario, imbattendoci così nel primo monumento naturale, ovvero il Domo Andesitico di Acqua Fredda. Tale monumento fa parte di un’area protetta della provincia del Sud Sardegna;  sulla cima, si trova l’omonimo castello di Acqua Fredda

Proseguiamo sulla statale 293 direzione Giba, addentrandoci nel massiccio del Sulcis. Qui iniziamo una lunga serie di curve su asfalto in mezzo al verde. Costeggiamo, fra numerosi tornanti, la di Diga Medau Zirimilis, il Lago di Bau Pressiu ed infine la Foresta Demaniale di Tamara-Tiriccu ad Acquacadda. Scesi dalle montagne, procediamo verso Narcao; costeggiato il Lago di Monte Prano, superiamo Tratalias raggiungendo l’isola di Sant’Antioco, attraversando un breve ponte. Qui, un giro panoramico lungo le sue stupende coste sarà d’obbligo! Raggiunta Calasetta, imbarchiamo le moto per un breve tragitto in traghetto, diretti a Carloforte.

Carloforte stessa è un’attrazione geologica, per via delle sue alte coste a picco sul mare; un breve giro panoramico in moto ci farà apprezzare tutta la sua bellezza. Visitiamo quindi le famose Colonne di Carloforte, due fantastici faraglioni di cui uno purtroppo, durante una giornata di mal tempo, è parzialmente caduto, perdendo così diversi metri della sua statura. Visitiamo infine le scogliere del Bue Marino e le grotte della Mezzaluna, poco distanti da esse.

Dopo una visita alla splendida cittadina di Carloforte, imbarchiamo nuovamente le moto per raggiungere Portoscuso. Tornati sull’isola maggiore, ci dirigiamo verso Gonnesa per intraprendere numerose curve panoramiche sulla costa. Tappa a Nebida, per qualche foto dalla passeggiata panoramica da cui ammirare lo scoglio di Pan Di Zucchero.  Tornati in sella, raggiungiamo Masua e, ammirato da vicino lo scoglio di Pan di Zucchero, visitiamo la miniera di Porto Flavia, ove con visita guidata potremo ammirare l’opera ingegneristica dell’ingegnere Cesare Vercelli. Questi, per abbattere i costi e i tempi per lo stoccaggio dei materiali della miniera sulle navi, progettò dei silos scavati nella roccia ad una altezza di 18 metri a picco sul mare. Da qui, alcuni nastri scaricavano il materiale direttamente sulle navi. Tutto questo davanti allo scoglio di Pan di Zucchero: da non perdere!

Ritornati alle moto, iniziamo un lungo tratto di estenuanti curve, sempre lungo la costa. Visitiamo Cala Domestica, Buggerru, Portixeddu, Arbus ed infine Guspini, dove potremo fare una breve sosta per ammirare i poco conosciuti Basalti Colonnari. Quindi, all’interno del paese sul Monte Cèpera, visitamo un cucuzzolo isolato in pianura, dove su una parete del colle affiorano dei prismi basaltici verticali accostati nella caratteristica forma a “canne d’organo” e alti una ventina di metri.

Abbandoniamo Guspini e attraversiamo la pianura del Campidano, diretti verso il Monte Arci e la Giara di Gesturi. Imboccate le prime curve in un paesaggio collinare, raggiungiamo il territorio di Masullas dove, adiacente alla strada, troveremo un’altro monumento naturale: Su Corongiu de Fanari, un cuscino di lava andesitica formatosi circa 23 milioni di anni fa e, incredibilmente, è il più grande al mondo con i suoi 12 metri di diametro e gli 11,5 metri di altezza.

Attraversiamo quindi Ales, Villaurbana, Fordongianus e Soddì dove, al margine del lago dell’invaso artificiale del lago Omodeo, ci imbatteremo nella Foresta Pietrificata di Zuri-Soddì, un giacimento di fossili di antiche piante risalente a circa 25 milioni di anni fa. La foresta è stata parzialmente sommersa dall’invaso artificiale assieme al paesino di Zuri, dove si potevano ammirare tronchi pietrificati con diametro di circa un metro.

Abbandonata Soddì ci dirigiamo verso Sedilo, ove è ubicato il bel nuraghe Iloi, quindi raggiungiamo Ottana e, salendo di quota, arriviamo alla suggestiva strada adiacente alla miniera di Talco di Orani, un paesaggio veramente particolare. Superata Orani, prendiamo le indicazioni per Sarule, Olzai, quindi costeggiamo il lago Chucchinadorza, Teti, sede del villaggio nuragico S’Urbale e, ormai nel cuore della Sardegna, attraversiamo la catena montuosa di Fonni arrivando fino a Belvì. Qui, in sella alle moto, potremo ammirare fra numerosi tornanti in mezzo alla foresta il monumento naturale Texile di Aritzo, enorme blocco a forma di fungo risalente all’era mesozoica.

Proseguiamo per Aritzo, Gadoni, Seulo, quindi percorriamo un’infinità di curve fino ad arrivare ad Orani, dove nelle vicinanze potremo ammirare l’angusta gola della Scala di San Giorgio, anch’essa monumento naturale della Sardegna. La gola è un costone roccioso a 928 metri s.l.m., un valico naturale che unisce due valli offrendo scenari veramente particolari.  Poco distante, potremo visitare le Grotte su Marmuri, scavate dal passaggio dell’acqua, maestose e affascinanti con numerosi ambienti e un lago d’acqua dolce.

Superato il pittoresco paese di Ulassai, ci dirigiamo verso Jerzu, Cardedu ed eccoci quindi sulla costa orientale. Proseguiamo verso nord fino a raggiungere Tortolì, dove potremo visitare la spiaggia di Cala Moresca e La spiaggia delle Rocce Rosse nel golfo di Arbatax. Il porfido rosso delle rocce conferisce alla spiaggia un aspetto unico, per via del contrasto fra fondo roccioso bianco e le alte rocce dal colore rosso. Continuiamo a nord, fino all’Altopiano del Golgo, dove potremo visitare il monumento naturale “Su Sterru” comunemente chiamato “la voragine del Golgo”. Tale voragine è un inghiottitoio naturale, il più profondo d’Europa a campata singola. Infatti, la voragine è profonda 295 metri, per gran parte con un diametro di 25 metri fino ad arrivare al fondo che si allarga fino ai 40 metri. Per gran parte è formata da rocce nere basaltiche; per il resto, da rocce bianche calcaree. Dall’altopiano si può accedere a numerosi trekking che conducono alle spiagge più belle e famose dell’isola (vedi anche l’itinerario Mototrekking sul Golgo). Abbandonato l’altopiano, attraversiamo Baunei e, superata Urzulei, visitiamo la Dolina Su Sercone e il Villaggio di Tiscali. Su  Sercone è un monumento naturale che, con i suoi 500 metri di diametro e 200 di profondità, si aggiudica il primo posto come dolina carsica piu grande d’Europa. La dolina è ubicata nel cuore del Supramonte di Urzulei, e per raggiungerla esistono diversi itinerari che richiedono un importante sforzo fisico attraversando una natura integra e selvaggia. Infine, a Urzulei potremo visitare il villaggio nuragico Or Murales.

Procedendo ancora a nord, visitiamo la località costiera di Cala Gonone dove potremo, imbarcandoci su dei gommoni, visitare le grotte calcaree del Bue Marino. Uno dei settori della grotta presenta oltre 1 km di superficie percorribile (tra le maggiori al mondo); inoltre,  dalle ultime congiunzioni rilevate dagli speleosub, la grotta vanta uan rete di circa 76 km che le conferiscono il primato italiano di grotta più lunga percorribile. La grotta del Bue Marino è importante anche a livello archeologico, poiché sono state rinvenute al suo interno molteplici incisioni rupestri.

Abbandoniamo Cala Gonone per raggiungere Dorgali, quindi ritorniamo verso la montagna dirigendoci a Bitti, Buddusò, Alà dei Sardi e Monti. Raggiunto il Monte Limbara dopo aver percorso infinite curve, costeggiamo il Lago del Coghinas ammirando sullo sfondo il Monte Sassu. Attraversiamo poi una distensiva pianura fino al piccolo villaggio di Ittireddu, nell’entroterra Sassarese. Qui troviamo un’affascinante cava di pietra pomice, nata su un antico vulcano spento. Lo scavo per l’estrazione del materiale ha trasformato la cava in un ambiente a gradoni, e le linee nere della pietra si alternano a quelle verdi della vegetazione trasformandola così in una grande scultura percorribile ed abitabile. Nel 2001 l’artista Enzo Orti dispose inoltre, lungo la cava, 70 sculture legate al fuoco che paiono apparire come insolite emanazioni scaturite da terreno.

Procediamo l’itinerario raggiungendo il vulcano di Cheremule, comunemente chiamato Monte Cuccuruddu. Da tale vulcano si estraeva la pietra “Cheremulite”  (pietra lavica con potere isolante) che prende il nome dal paese. Procediamo poi  per Thiesi, quindi costeggiamo il Lago Bidighinzu, Ittiri ed infine raggiungiamo la bella Alghero. Trovandoci nuovamente sul versante ovest, raggiungiamo il parco naturale di Porto Conte e da lì seguiamo le indicazioni per Capo Caccia dove, da una veduta panoramica, potremo ammirare l’Isola di Foraddada, che deve il suo nome al foro che la caratterizza. Tale foro costituisce una lunga grotta,  percorribile per alcuni tratti anche da grosse imbarcazioni. Diversi traghetti che partono da Alghero seguono questo tragitto turistico. Da Capo Caccia, oltre che ammirare una vista panoramica del golfo, è anche possibile accedere alle grotte di Nettuno, le più famose e forse le più belle in Sardegna. L’accesso è possibile tramite una lunga scalinata denominata “Scala del Cabirol” oppure via mare, mediante traghetti (se il mare lo consente). La grotta è lunga 4 km ma, per ragioni di sicurezza, è percorribile al pubblico solo per 3 km. La grotta presenta alcuni laghi, fra i quali il lago semilunare, profondo 50 metri e lungo 70 metri; alcune delle stanze ospitano stalattiti alte 18 metri e molto altro.

Lasciata alle spalle Alghero, raggiungiamo quindi Sassari e Castelsardo. Qui, per strada, incontreremo la Roccia dell’Elefante, grosso masso di pietra trachitica che ricorda un pachiderma seduto. Seguendo strade litoranee, scaliamo la punta più a nord dell’isola, a Santa teresa di Gallura, ove potremo ammirare i graniti di Capo Testa e ove potremo visitare la Valle della Luna, meta di viaggiatori solitari che intendono godere appieno della magia del posto.  

Giunti ormai all’ultima meta, visitiamo Arzachena ed infine Olbia, laddove il tour si conclude, rigenerati dal magnetismo di questa fantastica terra.

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Il percorso ha un dislivello di 1207 m. Il 53% del percorso è in salita, il restante 47% in discesa.

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Distanza - Distance (Km)
Altitudine - Altitude (m)
Durata - Duration (m)

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