Gli strapiombi di Sant’Antioco

 

Un emozionante tour alla scoperta della quarta isola più grande del territorio italiano, la sua moltitudine di spiagge e le sue imponenti scogliere!

Dal punto di partenza, raggiungiamo San Gavino Monreale, e da lì Guspini. Da Guspini iniziamo l’ascesa fra le appassionanti e infinite curve verso ArbusFluminimaggiore. Da lì, attraversiamo la catena montuosa del Linas-Marganai per raggiungere il piccolo borgo di Sant’Angelo e, infine, Iglesias.

Attraversiamo poi la frazione di Monteponi, nata come villaggio minerario e ove si localizza, nel palazzo Bellavista (un tempo palazzo direzionale della miniera), la sede dell’Università del Sulcis-Iglesiente.

Raggiungiamo ancora la frazione di Bindua, anch’essa di origine mineraria e accanto alla quale è presente il villaggio di San Giovanni Miniera, noto per la Grotta Santa Barbara. La grotta è costituita da un grande salone alto 25 metri, è visitabile attraverso un trenino elettrico ed è ricca di notevoli stalattiti stalagmiti. Accanto al villaggio di San Giovanni Miniera visiteremo il villaggio Normann,  destinato ai dipendenti della miniera di San Giovanni e suggestivo perché  praticamente abbandonato dagli anni 80.

Attraversiamo quindi la stazione di Monteponiun tempo strategico centro d’interscambio, per raggiungere poi Gonnesa, comune  comune che vanta una considerevole quantità di spiagge, cale, coste, siti archeologici naturalistici. A Gonnesa potremo infatti visitare la miniera di monte Sinni, unico giacimento carbonifero ancora attivo in Italia, la suggestiva laveria abbandonata della miniera di Seddas Moddizzis e il vicino villaggio Asproni, nucleo abitativo della miniera di Seddas Moddizzis, che prende il nome dall’ingegnere fondatore della miniera. In territorio di Gonnesa insiste inoltre la antica tonnara di Porto Paglia, costruita nel 1615 dagli aragonesi e ove insiste, nei pressi, un sito nuragico; un ampio numero di strutture militari fra cui la batteria rasante di Porto Paglia e i vicini fortini; il notevole  complesso nuragico di Seruci, fra i più vasti della Sardegna, oltre a un grande numero di nuraghi, tombe dei giganti, miniere, e lo stagno di Sa Masa.

Da Gonnesa, raggiungiamo la frazione di Bacu Abis, che sorge sul più vecchio giacimento minerario del bacino carbonifero del Sulcis, di cui potremo visitare le strutture di accesso al pozzo, chiuse nel 1941.

Raggiungiamo ancora Cortoghiana, più popolosa frazione del comune di Carbonia, inaugurata nel 1942 da Benito Mussolini. La frazione, progettata nel 1939 nei pressi dell’omonima e vasta miniera, vanta una rilevante organizzazione urbanistica, di stampo razionalista, e la piazza Venezia, tipico esempio di architettura fascista.

Costeggiamo quindi Carbonia, per poi raggiungere San Giovanni Suergiu, sul cui territorio insiste la notevole necropoli di Is Loccis – Santus, integrante 13 domus de Janas, per arrivare finalmente all’Isola di Sant’Antioco, il cui accesso è possibile attraverso un ponte e un istmo artificiale.

L’Isola di Sant’Antioco racchiude circa 14.400 abitanti ed  è caratterizzata da una costa prevalentemente rocciosa, con pareti verticali molto scoscese a falesia, ma vanta anche grandi spiagge sabbiosedunetomboli.  L’isola è suddivisa in due comuni: il comune di  Sant’Antioco, e il comune di Calasetta. L’isola si caratterizza anche per l’unico caso in Europa di isola minore ove siano presenti due popolazioni storicamente differenti per lingua e tradizioni: la parte settentrionale dell’isola è infatti abitata dalla popolazione tabarchina, di origine, cultura e parlata ligure.

Iniziamo il tour dell’isola visitando la cittadina di sant’Antioco, comune che vanta un grande numero di nuraghi tombe dei giganti, fra cui il nuraghe multitorre s’Ega Marteddu, a pochi metri dalla spiaggia di Maladroxia, il nuraghe sa Cipudditta, situato in un promontorio a picco sul mare (località Su portu de su Casu), e l’importante complesso nuragico di Grutti’e Acqua, costituito da un nuraghe e un villaggio che si estende fino alla scogliera e che rappresenta uno degli esempi più estesi in Sardegna. A Sant’Antioco potremo visitare anche l’antica Basilica di Sant’Antioco martire, di epoca bizantina e coeva delle famose chiese sarde dedicate a San Saturnino (Cagliari) e a San Giovanni in Sinis (comune di Cabras); presso il santuario della chiesa sono presenti le uniche catacombe della Sardegna, testimonianza più antica del cristianesimo in Sardegna e costituite da più camere funerarie collegate fra loro.

Il patrimonio archeologico del comune è tuttavia vastissimo: potremo infatti visitare una fonte sacra,  una necropoli punica, un Tophet (santuario fenicio a cielo aperto), un mausoleo funerario (Sa Presonedda), il menhir Su Para ‘e sa Mongia, un ponte romano, un acquedotto e ancora un anfiteatro!

Se ciò non fosse sufficiente, potremo perfino visitare due importanti esempi di architettura militare: la Torre Canai e il forte sabaudo Su Pisu; un museo etnografico dedicato al vino; un museo dedicato alla lavorazione del bisso, un museo archeologico, e un museo del mare e i maestri d’ascia, giacché Sant’Antioco è uno tra i pochi comuni in Italia dove resiste la tradizione dei maestri d’ascia e la costruzione di barche.

Iniziamo quindi un fitto tour delle spiagge, a partire dalle piccole spiagge di PortixedduPortixeddu accuau, dai fondali caraibici;  scendiamo quindi alla celebre spiaggia di Maladroxia, molto frequentata e ricca di servizi. Dopo una ristoratrice pausa, scendiamo poco più giù per apprezzare il paesaggio caraibico della spiaggia di Coaquaddus. Seguiamo una piacevole strada sterrata raggiungiamo poi la ciottolosa spiaggia di Turri e la bella scogliera di Capo Sperone, all’estremo sud dell’isola. Da lì, raggiungiamo il semaforo di Capo Sperone, stazione d’osservazione della marina e raro semaforo navale delle coste sarde,  dismesso nel 1957. Saliamo quindi per raggiungere il villaggio nuragico Grutti Acqua e, da lì, percorrendo un percorso a piedi lungo circa 1 km, visitiamo la meravigliosa scogliera di Portu Sciusciau, caratterizzata da un grande arco naturale. Poco più a nord, inoltre, potremo visitare un secondo arco naturale, ove è anche presente una piscina naturale, presso la scogliera di Is Praneddas. Visitiamo infine le stupende Cala Sapone, Cala della Signora, ove è presente una grotta, quindi Cala Tuffi, meravigliosa insenatura terminante in una gigantesca grotta  alta circa 15 metri da cui è possibile tuffarsi, e per finire Cala Lunga, caratterizzata da una lunghissima insenatura che la rende sempre riparata dalle correnti marine.

Ma le meraviglie di Sant’Antioco proseguono: continuiamo infatti a salire per visitare i panorami mozzafiato della scogliera del nido dei passeri, le cui rocce a strapiombo sul mare raggiungono i venti metri d’altezza e rendono anche possibili i tuffi da grande altezza.

Raggiungiamo poi Spiaggia Grande, appartenente al comune di Calasetta e di grandi dimensioni, quindi la spiaggia delle Saline, caratterizzata da una sabbia bianchissima e, per finire, visitiamo la spiaggia di Sottotorre, localizzata sotto una torre settecentesca.

Il tour si conclude con la visita di Calasetta, la cui comunità si caratterizza per le tradizioni e il linguaggio tabarchino  e marinaresco e ove potremo visitare un’interessante torre sabauda e le vecchie batterie antiaeree antinave, nonché le trincee e la centrale di tiro della seconda guerra mondiale, in località Mangiabarche.

Potrai visitare

  • La frazione di Monteponi, nata come villaggio minerario e ove si localizza, nel palazzo Bellavista (un tempo palazzo direzionale della miniera), la sede dell’Università del Sulcis-Iglesiente
  • Il villaggio di San Giovanni Miniera, noto per la Grotta Santa Barbara. La grotta è costituita da un grande salone alto 25 metri, è visitabile attraverso un trenino elettrico ed è ricca di notevoli stalattiti e stalagmiti
  • L’arte della tessitura e filatura del bisso, fibra ricavata dal mollusco pinna nobilis presente nelle lagune a fondo sabbioso dell’isola; tale pratica è effettuata in pochi luoghi al mondo
  • Il villaggio Normann,  destinato ai dipendenti della miniera di San Giovanni e suggestivo perché  praticamente abbandonato dagli anni ’80
  • La suggestiva laveria abbandonata della miniera di Seddas Moddizzis e il vicino villaggio Asproni, nucleo abitativo della miniera di Seddas Moddizzis, che prende il nome dall’ingegnere fondatore della miniera
  • La antica tonnara di Porto Paglia, costruita nel 1615 dagli aragonesi e ove insistono, nei pressi, un sito nuragico e un ampio numero di strutture militari fra cui la batteria rasante di Porto Paglia e i vicini fortini
  • Il complesso nuragico di Seruci, fra i più vasti della Sardegna
  • La frazione di Bacu Abis, che sorge sul più vecchio giacimento minerario del bacino carbonifero del Sulcis, di cui potremo visitare le strutture di accesso al pozzo, chiuse nel 1941
  • Cortoghiana, più popolosa frazione del comune di Carbonia, inaugurata nel 1942 da Benito Mussolini. vanta una rilevante organizzazione urbanistica, di stampo razionalista, e la piazza Venezia, tipico esempio di architettura fascista
  • La notevole necropoli di Is Loccis – Santus, integrante 13 domus de Janas
  • Il nuraghe multitorre s’Ega Marteddu, a pochi metri dalla spiaggia di Maladroxia, e il nuraghe sa Cipudditta, situato in un promontorio a picco sul mare
  • L’antica Basilica di Sant’Antioco martire, di epoca bizantina e coeva delle famose chiese sarde dedicate a San Saturnino (Cagliari) e a San Giovanni in Sinis (comune di Cabras)
  • Le uniche catacombe della Sardegna, testimonianza più antica del cristianesimo in Sardegna e costituite da più camere funerarie collegate fra loro
  • Il Tophet (santuario fenicio a cielo aperto), Il mausoleo funerario Sa Presonedda, il menhir Su Para ‘e sa Mongia, il ponte romano, l’acquedotto e ancora l’anfiteatro di Sant’Antioco
  • La Torre Canai e il forte sabaudo Su Pisu a Sant’Antioco
  • Il museo etnografico dedicato al vino; il museo dedicato alla lavorazione del bisso, il museo archeologico, e il museo del mare e dei maestri d’ascia Sant’Antioco
  • Il semaforo di Capo Sperone, stazione d’osservazione della marina e raro semaforo navale delle coste sarde,  dismesso nel 1957
  • La scogliera di Portu Sciusciau, caratterizzata da un grande arco naturale, e la scogliera di Is Praneddas,  ove sono presenti un secondo arco naturale e una piscina naturale
  • Cala della Signora, ove è presente una grotta, e Cala Tuffi, meravigliosa insenatura terminante in una gigantesca grotta  alta circa 15 metri da cui è possibile tuffarsi
  • Cala Lunga, caratterizzata da una lunghissima insenatura che la rende sempre riparata dalle correnti marine
  • La scogliera del nido dei passeri, le cui rocce a strapiombo sul mare raggiungono i venti metri d’altezza e rendono anche possibili i tuffi da grande altezza
  • La spiaggia di Sottotorre, localizzata sotto una torre settecentesca
  • Le vecchie batterie antiaeree e antinave, nonché le trincee e la centrale di tiro della seconda guerra mondiale, in località Mangiabarche a Calasetta
  • Nel periodo fra metà maggio metà giugno, al passaio dei tonni, si effettua la pesca collettiva del tonno rosso
  • La fauna dell’Isola: i fenicotteri rosa, cormorani, gabbianigarzette e altri uccelli

Potrai assaggiare

  • L’enogastronomia locale dell’Isola, a duplice attitudine: nella parte settentrionale dell’isola, dominano piatti tipici della tradizione ligure; nella parte meridionale, piatti strettamente sardi.
  • Il Pilau è un tipico piatto di Calasetta fatto con la fregola sarda, condita con aragosta ed altri crostacei come scampi e gamberoni
  • Il vino Carignano, di origine catalana e prodotto nei vigneti dell’isola

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nov 21, 2017 - mar
Sant'Antioco, Italia
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sab nov 25
cielo sereno
19/19°C 4 m/s, ESE - 773.95 mmHg

Profilo Altimetrico

Il percorso ha un dislivello di 569 m. Il 52% del percorso è in salita, il restante 48% in discesa.

Gli strapiombi di Sant’Antioco

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