Dalla Gallura alle Baronie: San Teodoro e la Costa degli Oleandri

Da Olbia, raggiungiamo la frazione di Murta Maria, quindi Porto San Paolo, per costeggiare le meravigliose spiagge di Punta Pietra Bianca e di Cala Girgolu, nota anche come spiaggia della tartaruga, per la forma di uno scoglio ora purtroppo sfregiato da vandali.

Ci addentriamo quindi nel promontorio granitico di Capo Coda Cavallo, per visitare le piccole spiagge di Punta Molara e Grande Baia e, passando accanto alle belle spiagge di Cala Suaraccia e Lastra Ruia, raggiungiamo l’ampio lungomare di Punta Est, prediletto dai praticanti di windsurf e con una bellissima vista sull‘isola di Proratora, di Molara e di Tavolara. Nel promontorio, dalla cima del monte Coda Cavallo (102 m s.l.m.) si possono inoltre ammirare le spiagge di San Teodoro.

Lasciamo quindi il promontorio per raggiungere la spiaggia di Salina Bamba, immersa in uno splendido contesto naturale, con alle spalle lo stagno omonimo. Raggiungiamo poi la famosa spiaggia di Cala Brandinchi, dalla sabbia chiara, e circondata da dune e una pineta. La spiaggia è anche famosa perché punto di partenza di Giuseppe Garibaldi, in fuga da Caprera, per raggiungere Piombino e cercare di liberare Roma.
Raggiungiamo poi la spiaggia di Lu Impostu, anch’essa ubicata in una cornice di notevole bellezza, per via delle sue piccole dune e dello stagno alle spalle della spiaggia, che é peraltro meno affollata rispetto alle più frequentate spiagge di La Cinta e Cala Brandinchi.

Visitiamo quindi la spiaggia più rinomata di San Teodoro: La Cinta, dal lungo arenile (5 km), ornata da dune di sabbia chiara, ginepri secolari, e un grande stagno popolato da fenicotteri rosa.
Raggiungiamo ancora la spiaggia di Isuledda, perla di San Teodoro, dalle limpidissime acque color turchese, la vista sulle spiagge di Capo Coda Cavallo, e una splendida vegetazione circostante.
Lasciamo la spiaggia, costeggiando il piccolo arenile di Cani Costa Caddu e visitando il caratteristico paesino di Porto Ottiolu, affacciato sul porto e costruito di recente sopra uno stagno asciutto, e dalla bellissima spiaggia omonima, con vista sull’isolotto di Ottiolu.
Da San Teodoro, tappa a Budoni, comune ricco di spiagge e stagni, ove ammireremo lo stupendo arenile dal fondale basso, le sabbie brillanti, con piccole dune, stagni, e una refrigerante pineta. A Budoni potremo anche visitare il nuraghe Su Entosu, il nuraghe Conca e Bentu, da cui ammirare un ampio panorama, e la domus de janas l’Agliola.

Ci addentriamo quindi nel territorio di Posada, per visitare le magnifiche spiagge di Orvili, e di Su Tiriarzu, separate dal fiume Posada. La spiaggia di Su Tiriarzu è vasta, mai troppo affollata, dall’aspetto incontaminato e ha alle spalle un bello stagno, da superare con ponticelli.
Il centro abitato di Posada è considerato fra i più antichi centri abitati sardi in assoluto, e vanta un’estesa fortificazione dell’abitato con più cinte murarie dominate dal Castello della Fava, un pregiato centro storico, nonché un importante patrimonio di risorse naturalistiche, includenti endemismi, rarità botaniche e faunistiche (come la tartaruga d’acqua dolce, il cavaliere d’italia e il pollo sultano).

Visitiamo poi la località turistica di La Caletta e la sua spiaggia dalla sabbia bianchissima, riparata da una folta pineta e dove è anche presente un porticciolo turistico. Da lì, raggiungiamo la spiaggia di Santa Lucia, ornata dalla torre aragonese omonima, con un panorama sulla distesa di sabbia, il Castello della Fava di Posada, e le colorate casette del borgo di pescatori. Accanto alla spiaggia si trovano un bellissimo stagno, e una pineta per un po’ di refrigerio pomeridiano.

Proseguendo verso sud, arriviamo alla spiaggia di Capo Comino, altra spiaggia dai colori meravigliosi, che include il sistema dunale più esteso della costa orientale e, a poche centinaia di metri dalla costa, ospita i resti di una flotta romana del periodo di Nerone, distrutta da una temepesta, insieme ai relitti di un aereo da caccia e una nave. Poco distante, è localizzato anche il faro di Capo Comino, costruito nel 1903.

Ridiscendiamo poi verso sud, lungo la famosa SS125, per deviare poi verso la spiaggia di Berchida, forse una fra le più suggestive spiagge di tutta l’isola. La spiaggia, di grandi dimensioni, è quasi sempre poco frequentata, ornata da bellle dune e da uno stagno, fonte di abbeveramento per pecore e mucche. La vegetazione circostanze e la limpidezza delle acque lasciano senza parole.

Poco più a sud, potremo inoltre visitare la spiaggia di Bidderosa, anch’essa integrante uno stagno, e caratterizzata da acque di estrema limpidezza. Poco distante dalla spiaggia, sono anche presenti il nuraghe Conca Umosa, e il nuraghe Paule ‘e Luca.
Procediamo poi verso Orosei, costeggiando la spiaggia di Sa Curcurica, quindi la grande spiaggia di Cala Ginepro. Visitiamo ancora la bella spiaggetta di Mattanosa, Porto Corallo, e le stupende spiagge di Cala Liberotto, ove sfocia il Rio Sos Alinos. Poco più a sud, potremo inoltre visitare le spiagge di Sas Linnas Siccas e di Fuil’e Mare.
Ultima tappa costiera a Orosei, dove visiteremo l’immensa spiaggia di Su Barone, e Cala Osalla. Il comune di Orosei vanta inoltre ben diciassette chiese, la torre di Sant’Antonio Abate, una prigione (sa prejone vetza), il nuraghe Rampinu, e il villaggio nuragico di Sa Linnarta.

Riprendiamo la SS125 attraversando le cave di marmo di Orosei e, dopo una bella serie di curve, attraversiamo il lago Cedrino, per poi risalire verso Nord attraverso la SS129 Trasversale Sarda. Fra curve e tornanti, raggiungiamo Galtellì, grazioso paese alle pendici del monte Tuttavista e ove è abientato il romanzo di Grazia Deledda Canne al Vento.

Lasciamo quindi Galtellì e, attraversato il ponte sul Cedrino, visitiamo Onifai e Irgoli, ove potremo visitare la fonte sacra di Su Notante e l’area archeologica di Janna ‘e Pruna; superiamo poi il piccolo centro di Loculi per iniziare, dopo poco, un bel tratto ricco di curve e tornanti, diretto a Lula, comune noto nell’isola per via delle radicate e forti tradizioni sarde. Il carnevale di Lula, ad esempio, vede come protagonista una vittima (su Batiledhu) vestita di pelli di pecora o montone, col volto sporco di fuliggine e sangue e la testa coperta da un fazzoletto e un copricapo con corna bovine, caprine o di cervo sui quali è posto uno stomaco di capra. Inoltre, sulla pancia porta uno stomaco di bue pieno di sangue e acqua, bucato di tanto in tanto.  La maschera è seguita da altri uomini (Battileddos) vestiti da vedove in lutto, che intonano il pianto funebre portando con essi bambole di pezza. Il Carnevale, nella antica tradizione dell’interno della Sardegna, rappresentava la passione della vittima sacrificale. A Lula sono inoltre presenti tre miniere (Guzzurra, Sos Enathos, e S’Arghentaria), ora inattive, e un santuario (dedicato a San Francesco) famoso in tutta l’Isola anche per i particolari riti e pellegrinaggi (ad esempio, durante la novena viene offerta ai fedeli la minestra cotta nel brodo di pecora e condita con formaggio, e il sanguinaccio).

Lasciamo Lula per costeggiare il Monte Albo, dichiarato sito d’interesse comunitario e caratterizzato da una lunga cresta (13 km) con altezza media superiore ai mille metri, e dalla presenza di nuraghi, fra i quali il nuraghe di Littu Ertiches.

Dopo lunghi e numerosissimi tornanti, raggiungiamo Torpè, comune che vanta un importante sistema di nuraghi distribuito lungo la valle del rio Posada e comprendente ben dodici nuraghi, una tomba dei giganti, due villaggi nuragici, cinque domus de janas; il sistema include il nuraghe San Pietro, forse il più importante della regione delle Baronie.

Da Torpè, ancora procedendo lungo un percorso fortemente curvilineo, raggiungiamo Olbia dopo un tratto più flessuoso e rettilineo.

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Profilo Altimetrico

Il percorso ha un dislivello di 939 m. Il 51% del percorso è in salita, il restante 49% in discesa.

Dalla Gallura alle Baronie: San Teodoro e la Costa degli Oleandri

Lunghezza - Length (Km)
Altitudine - Altitude (m)
Durata - Duration (giorni - days)

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