Lungo le Miniere verso i Birrifici Artigianali


Pastori in Moto rappresenta la prima e più affermata realtà dedita alla promozione del mototurismo in Sardegna. Il progetto nasce per fare dell’isola un vero riferimento internazionale per mototurismo e adventouring.

Per riuscire nell’intento, è per noi essenziale cooperare con le realtà capaci di sfruttare sinergicamente l’eccezionalità dell’Isola con l’estro, le capacità, il desiderio di eccellere.

In collaborazione con il Birrificio Rubiu, fin dal concepimento officina creativa e luogo d’incontro per eventi culturali, laboratori del gusto ed espressioni dell’ingegno locale, presentiamo il primo itinerario mototuristico tematico dedicato ai Birrifici Artigianali Sardi.

L’itinerario è articolato in cinque tour tematici, aventi in comune il tema della realtà mineraria sarda. Ciascun tour ha durata di un giorno ed è concepito per immedesimare il mototurista nelle realtà locali caratterizzanti ciascun birrificio, punto d’arrivo del tour. Presso i birrifici saranno previste degustazioni e visite guidate ove il mototurista potrà finalmente rilassarsi e trovare ristoro. Lungo l’itinerario vivremo insieme un’esperienza fervida e unica, esplorando i territori ove i birrifici insistono, ammirando i colori, l’atmosfera, le peculiarità naturalistiche, storiche e archeologiche delle località visitate.

Tutti i birrifici oggetto di visita condividono la stessa, altissima attenzione per la qualità, genuinità, valorizzazione delle materie prime locali, rispetto per l’ambiente. Da ultimo, tutte le realtà visitate si accomunano per il contesto e le modalità con cui sono nate, similmente a quanto accaduto alla nascita dei Pastori in Moto.

Giorno 0 – Arrivo, Briefing, Degustazione e Cena

Arrivo in serata, briefing e accoglienza con degustazione presso il birrificio Mezzavia

Il birrificio Mezzavia nasce a Selargius (Cagliari) nel 2014, dopo due anni di studio e pianificazione. La produzione inizia nel maggio del 2014, e si articola attualmente su 5 referenze in bottiglia e una referenza prodotta esclusivamente in fusto per il mercato dei pub. Il birrificio è dotato di un impianto di produzione della capacità di 6 ettolitri e di una cantina da 72 ettolitri. Il ciclo produttivo prevede una lavorazione di almeno 45 giorni, con una lunga maturazione a bassa temperatura nei tank e una rifermentazione in bottiglia che conferisce alla birra la sua naturale gasatura. Le birre Mezzavia non subiscono filtrazione né pastorizzazione: la birra rimane così un prodotto vivo a cui la naturale evoluzione, unita all’approccio artigianale della produzione e del confezionamento, conferiscono un valore aggiunto unico. La cura di ogni fase del processo produttivo e la sua ripetibilità sotto il segno della costanza qualitativa ha consentito alle birre Mezzavia di affermarsi da subito in concorsi birrari nazionali ed internazionali e di ricevere riconoscimenti ed attestati di qualità. Le birre Mezzavia si caratterizzano per pulizia, equilibrio ed eleganza, e trovano la loro naturale collocazione nel mondo della ristorazione di qualità e nei bicchieri di tutti gli appassionati di birra. 

Il nome Mezzavia nasce da una poesia di Umberto Saba composta nel 1912, “Dopo la tristezza”, in cui il poeta scrive: “e della birra mi godo l’amaro/seduto del ritorno a mezza via/in faccia ai monti annuvolati e al faro”, regalando al lettore un’immagine di piacere e di pacata serenità unita ad una delle caratteristiche principali (l’amaro, appunto) che caratterizzano la birra tout court. Ma Mezzavia indica anche la cifra stilistica del birraio Alessandro Melis e delle sue creazioni, la loro capacità di incontrare il gusto del grande pubblico e di farsi apprezzare da appassionati e degustatori.

Giorno 1 – La Campuomu, il Mistero Archeologico di Funtana Coberta e le miniere del Sarrabus-Gerrei – passaggio alle Cave di Marmo di Orosei

Partenza: Birrificio Mezzavia, Selargius
Arrivo: Birrificio Marduk, Irgoli

Da Selargius, l’itinerario percorre la SS 125 nel suo tratto fra Quartu Sant’Elena e San Priamo, noto come Campuomu e quasi leggendario per tanti motociclisti. Da San Priamo, si attraversano Muravera, San Vito e Ballao, per raggiungere il suggestivo pozzo sacro di Funtana Coberta, fra i più importanti dell’Isola e avente una straordinaria somiglianza con un pozzo sacro ubicato in Bulgaria.  

Da Funtana Coberta, tappa alle miniere di Corti Rosas, seconda miniera antimonifera più grande di Sardegna e fra le più importanti dell’isola.  

Lasciata Ballao, si attraversano quindi i centri di Escalaplano, Perdasdefogu e, in un trionfo di curve, si raggiungono i suggestivi centri di Jerzu, Ulassai, Osini, Osini Vecchio, Gairo Vecchia, Gairo, Arzana.

Da Arzana, il percorso prosegue lungo la costa est passando accanto a Santa Maria Navarrese, per poi intraprendere il tratto di strada forse più affascinante della SS125, da Baunei fino al Passo Genna Silana, costeggiando il Canyon di Gorroppu.

Da Dorgali, il percorso si conclude finalmente al birrificio Marduk, a Irgoli.

Marduk nasce a Irgoli (Nuoro) dall’esperienza di Mauro, esperto di ristorazione, e Giuseppe, lavoratore nel settore alimentare. I due iniziano il percorso da homebrewer nel 2007, fino a costituire il proprio birrificio agricolo. Un birrificio agricolo si distingue da uno artigianale per la produzione diretta delle materie prime in azienda. Così, il birrificio Marduk produce l’orzo, maltato ad Ancona, e il luppolo: più dell’80% della materia prima è autoprodotta.  Il birrificio Marduk produce quattro birre, una Pilsner stile boemo, una Pale Ale, una Ipa, una Pilsner stile boemo.

Giorno 2 – La Miniera di Sos Enattos, la Chiesa costruita dai Banditi e il maestoso Nuraghe Loelle

Partenza: Birrificio Marduk, Irgoli
Arrivo: Birrificio P3 Brewing, Sassari

Da Irgoli, una serie di tortuose curve conducono a Lula, e alla vicina Miniera di Sos Enattos, immersa in uno stupendo contesto naturale e accanto alla quale insiste la chiesa rurale dedicata a San Francesco, costruita secondo la leggenda nel 1600 da alcuni banditi. In tale chiesa campestre si celebra una sentitissima novena caratterizzata da usanze estremamente particolari e, ad ottobre, un pellegrinaggio parte dal cuore della notte  da Nuoro, a più di 30 km di distanza, per raggiungere la chiesa al mattino successivo. Da Lula, si attraversano Onanì, Bitti, e si raggiunge poi l’Area Archeologica di Loelle, in territorio di Buddusò, in un altopiano a quasi ottocento metri sul livello del mare.

Si attraversano quindi Buddusò, Pattada, famosa per i pregiati coltelli artigianali, poi Ozieri e, raggiunta la regione dell’Anglona, i centri di Chiaramonti, Martis, Nulvi e Osilo. Costeggiata Sassari, si ridiscendono i famosi tornanti della Scala di Giocca per poi raggiungere il Birrificio P3.  

Il Birrificio P3 Brewing Company nasce nell’agosto del 2012, come primo birrificio di Sassari, fondato dal mastro birraio Giacomo Petretto e da Pierpaolo Peigottu, amici fin dalla tenera età riunitisi dopo aver intrapreso strade differenti, allo scopo di coltivare il proprio talento e la passione per la birra artigianale. Il nome del birrificio deriva dal cognome di Giacomo, già noto per le sue doti di homebrewer maturate lungo un’esperienza ultradecennale.

Le birre P3 si ispirano alla tradizione anglosassone e seguono uno stile classico, lontano dalle mode birrarie: i punti fermi sono il metodo artigianale, la qualità delle materie prime e la scuola britannica. Le birre P3 sono mediamente o molto luppolate e il malto è sempre nitidamente percepibile.

A fine itinerario, potremo gustare la produzione di P3: la SPEED, prima birra nata premiata con un argento al concorso Unionbirrai 2014 in categoria Golden Ale; la 50 NODI, Ipa ambrata con una miscela di luppoli inglesi, americani e neozelandesi; la 100 nodi, Double Ipa con il doppio delle unità di amaro; la RIFF, session white Ipa con buccia d’arancia amara e coriandolo.

Il legame con la Sardegna è saldo: la birra imperial stout Turkunara, dal gusto vellutato e colore scurissimo, prende il nome da un antico toponimo sardo significante ‘fiume oscuro’. Inoltre, la locomotiva del logo si rifà al monumento sito nella piazza di un antico quartiere dei ferrovieri.

P3 ha ricevuto premi e certificati d’Eccellenza in tanti concorsi birrari internazionali e nazionali.

Giorno 3 – La riviera del Corallo, Bosa e l’insolita laveria lignea dell’Argentiera

Partenza: Birrificio P3 Brewing, Sassari
Arrivo: Birrificio 4 Mori, Montevecchio

Da Sassari, si raggiunge la suggestiva miniera dell’Argentiera, dismessa nel 1963 e singolare per via della laveria, realizzata in legno. Nell’agglomerato sono anche presenti un cinema, un dopolavoro, edifici residenziali, una chiesa, un asilo, una foresteria.

Da lì, l’itinerario ridiscende ad Alghero, vera e propria città fortificata, per poi percorrere l’appassionante strada SS 292 Scala Piccada, teatro di una delle più antiche e leggendarie cronoscalate italiane. Superata la Cantoniera Scala Piccada, si devia verso Bosa, affrontando un altro percorso di curve strepitose sul panorama mozzafiato della riviera del Corallo. Percorrendo un ampio tratto della famosa litoranea Bosa Alghero, si raggiunge Bosa, dominata dal Castello Malaspina e ricca di attrazioni. Superata Bosa Marina, si attraversano Tresnuraghes, Sennariolo, Cuglieri, quindi S’Archittu e il suo stupendo arco di pietra sul mare, Riola Sardo, Donigala Fenughedu, Oristano.

Si prosegue ancora ad Arborea, città costruita a seguito di una bonifica di epoca fascista, quindi a San Nicolò d’Arcidano e Guspini, per poi raggiungere il paese minerario di Montevecchio. Gli scorci sugli stabilimenti non lasciano dubbi riguardo l’importanza che rivestiva un tempo Montevecchio, il più importante centro minerario d’Italia.

Il birrificio 4Mori nasce nel 2011 grazie alla passione di due amici amanti della produzione artigianale di birra. Il birrificio si localizza nel cuore della Sardegna, nel Parco Geominerario di Montevecchio e rappresenta un vero esempio di riconversione industriale: il locale ove il birrificio è stato realizzato è un vecchio magazzino delle miniere, realizzato nel 1909 e inizialmente adibito a centrale elettrotermica.

Il birrificio Montevecchio persegue l’editto della purezza del 1516, secondo cui gli unici ingredienti sono materie prime naturali, di qualità e selezionate con cura. La birra è prodotta utilizzando l‘acqua pura di Montevecchio, che ha caratteristiche ottimali per la produzione di birra; gli ingredienti, sapientemente miscelati dal mastro birraio, generano birre dal sapore unico, dal sapore rotondo e coinvolgente.

L’impiego di materie prime locali e l’uso di energia da fonti rinnovabili per la riduzione delle emissioni di CO2 è l’obiettivo aziendale per i prossimi anni e sono alla base della filosofia produttiva.

Una politica continua di investimenti in termini di conoscenza, tecnologia e formazione garantiscono il mantenimento di elevati standard di qualità e crescita aziendale.

Tutte le birre 4Mori hanno infine una connotazione fortemente legata al luogo di produzione e ne esprimono il carattere e le peculiarità.

Giorno 4 – Montevecchio, la più grande miniera italiana e gli Scorci Desertici di Sardegna

Partenza: Birrificio 4 Mori, Montevecchio
Arrivo: Birrificio Rubiu, Sant’Antioco

Dopo una visita alla pescosa laguna di Marceddì, tipicissimo villaggio di pescatori, l’itinerario percorre la costa ovest visitando Torre dei Corsari e le sue dune di sabbia, Funtanazza e la colonia abbandonata, la Costa Verde, quindi le immense dune di Piscinas. Ritornati a Montevecchio passando per la cosiddetta Strada dei Cervi, ci si immedesima nella vita dei minatori con un coinvolgente tour delle miniere.

Una lunga serie di curve panoramiche conduce poi alla spiaggia di Portixeddu e alla cittadina mineraria di Buggerru. Dopo una serie di tornanti con panorama su uno strapiombo, si raggiungono Nebida e Masua, il famoso scoglio Concali su Terràinu, noto anche come Pan di Zucchero, quindi il litorale dorato di Funtanamare e, percorsa la litoranea a nord di Portoscuso, dopo una breve visita alla tonnara e alla torre spagnola, finalmente si raggiunge la meta all’isola di Sant’Antioco e il Birrificio Rubiu per una fresca degustazione ristoratrice.

Il birrificio Rubiu nasce quasi come un gioco, a seguito di una chiacchierata fra amici aventi passioni condivise e forte desiderio di esprimere sé stessi. Puntando all’assoluta qualità, alla fantasia, alla storia del proprio territorio e al rispetto dell’ambiente, Rubiu ha costruito rapidamente il proprio successo sia nel mercato interno che nelle competizioni internazionali di birra artigianale a cui abitualmente partecipa.

Rubiu dispone di un moderno impianto interamente in acciaio, che garantisce la massima igiene in tutte le fasi della produzione. Rubiu produce birre ad alta fermentazione, non pastorizzate e non filtrate. Di ritorno dal motogiro, potremo assaporare le birre, ciascuna fortemente caratterizzata e premiata in contesti assai competitivi.  

Giorno 5 – Sant’Antioco, le miniere del Sulcis e l’Altopiano di Terraseo

Partenza: Birrificio Rubiu, Sant’Antioco
Arrivo: Cagliari

L’itinerario inizia con un tour costiero dell’Isola, per ammirare le innumerevoli spiagge, le alte falesie, la Torre di Canai, senza trascurare la ricchezza archeologica dell’Isola e  piacevole mondanità dei centri di Sant’Antioco e Calasetta.

Lasciata l’isola, si raggiunge l’area mineraria di Serbariu, a Carbonia, quindi la grande miniera di Monteponi, a Iglesias. Lasciata Iglesias, una serie di curve piacevolissime porteranno all’Altopiano di Terraseo, celebre anche per il fagiolo bianco tipico, prima di ritornare a Cagliari, ove l’itinerario ha avuto inizio.

Potrai visitare

  • La SS 125 nel suo tratto fra Quartu Sant’Elena e San Priamo, noto come Campuomu e quasi leggendario per tanti motociclisti
  • Il suggestivo pozzo sacro di Funtana Coberta, fra i più importanti dell’Isola e avente una straordinaria somiglianza con un pozzo sacro ubicato in Bulgaria
  • Le miniere di Corti Rosas, seconda miniera antimonifera più grande di Sardegna e fra le più importanti dell’isola.
  • Lula e la vicina Miniera di Sos Enattos, immersa in uno stupendo contesto naturale e accanto alla quale insiste la chiesa rurale dedicata a San Francesco
  • Il grande nuraghe trilobato di Loelle, unico nel suo genere, eretto su un altopiano in agro di Buddusò800 metri sul livello del mare
  • Pattada e i suoi pregiati coltelli artigianali
  • La suggestiva miniera dell’Argentiera, dismessa nel 1963 e singolare per via della laveria, realizzata in legno
  • L’appassionante strada SS 292 Scala Piccada, teatro di una delle più antiche e leggendarie cronoscalate italiane
  • Le curve strepitose sul panorama mozzafiato della riviera del Corallo, congiungenti Alghero con Bosa
  • Montevecchio, il più importante centro minerario d’Italia, ove è possibile immedesimarsi un poco nella vita dei minatori
  • La selvaggia costa verde, che regala imperdibili scorci desertici
  • panorami unici della costa del Sulcis, fra alte falesiepaesaggi mineraricanyonacque cristalline
  • La tonnara e la torre spagnola di Portoscuso

Potrai assaggiare

  • La pulizia, l’equilibrio e l’eleganza delle birre Mezzavia
  • Le quattro birre del birrificio agricolo Marduk, che produce più dell’80% della materia prima
  • Le birre di tradizione anglosassone P3, lontane dalle mode e pluripremiate
  • Le birre 4 Mori, prodotte secondo l’editto della purezza del 1516 e dal sapore unico, rotondo e coinvolgente
  • Le birre Rubiu, legate alla tradizione, di assoluta qualità e premiate in contesti assai competitivi

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Profilo Altimetrico

Il percorso ha un dislivello di 1081 m. Il 51% del percorso è in salita, il restante 49% in discesa.

Lungo le Miniere verso i Birrifici Artigianali

Lunghezza - Length (km)
Altitudine - Altitude (m)
Durata - Duration (giorni - days)