Sardegna, vero paradiso dei turisti in moto

Negli 11 mesi del 2018 il mercato della moto ha avuto incrementi a doppia cifra (fonte: Rivista Motociclismo) e le moto in testa alla top-ten immatricolazioni sono tutte da turismo o sport-touring; l’extra alberghiero in Sardegna ha fatto registrare la scorsa estate un incremento medio del 33% (fonte: osservatorio del nostro partner Associazione EXTRA). Perfino Tucano Urbano ha presentato la nuova linea turismo T.UR. e le iniziative di Adventouring e Discovery si moltiplicano.

Che significa? Che tantissimi, da tutto il mondo, non vedono l’ora di vivere le emozioni che il mototurismo sa offrire. Figuriamoci in Sardegna, per noi la più vocata in Italia per morfologia e i profili della rete stradale sarda (su asfalto e su sterrato!), le coste, la varietà incredibile di contesti naturalistici dell’interno, la possibilità di fermar il ferro ed assaggiare in ogni paese qualcosa di tipico e sempre distintivo. Tra lorighittas, casu in filixi, crannazza e un’infinità di altre eccellenze.
Noi ce la stiamo mettendo tutta. Giorno dopo giorno ci impegnamo per alzare l’asticella di un poco. E pure lungo le uscite, questo traspare: la compagnia è sempre più vasta, variegata, stimolante e preparata. Pur con lo spirito per campagna che non rinnegheremo mai. E se del cicloturismo la RAS – Regione Autonoma della Sardegna ha compreso la strategicità, noi crediamo che stesso valga, almeno in pari misura, anche per le moto.

365 giorni di zappa!

Si conclude oggi il nostro anno sociale. E con un chilometraggio emblematico: 365. Giorni intensi per noi, vissuti uno dopo l’altro zappa alla mano. Ad aggiungere ogni dì un mattoncino. Per costruire un sogno che, per quanto platonico, qualcosa di tangibile ha lasciato.
Non solo la giornata odierna, stupenda per viaggio, compagnia fraterna e stimolante (grazie Cilindri e Forchette!), trattamento regale di Elena e Laura di Agri Pedru Caddu.
Quest’anno ha lasciato pure la forza di quasi ottanta amici decisi a vivere la moto con spirito…beh, lo spirito dei pastori in moto lo conoscete.
Quest’anno ha lasciato più di trenta avventure, tutte concepite offrire qualcosa di nuovo: scorci appaganti, profumi, sapori, rilassamento, fango, curiosità su ciò che la Sardegna è capace di offrire.
Ha lasciato pure imprecazioni – e tante – così come qualche ruga, forse.
Ha offerto decine di nuove collaborazioni con amici e partner eccellenti, lezioni apprese a suon d’errori, pure in sella.
Ma tutto sommato, calcolatrici accantonate – per noi il bilancio è chiaro e tracciato: gli utili sono incalcolabili.
Domani la zappa ci aspetta ancora – ché presto arriva il calendario 2019.
Intanto? Intantu gratzias. A totus!

Atrus annus

Raccomandati da Petit Futé 2019!

Petit Fute è una fra le più importanti guide turistiche francesi, se non la più importante. Ebbene, Petit Futé ha deciso di raccomandarci ai turisti e mototuristi francesi. Ciò significa che compariremo nella guida Sardaigne 2019 (che non è quella in foto)!

Speriamo di portare tanti francesi per campagna ?!

Raid degli Oliveti 2018 e Regione Sardegna

Una simbolica, ma grande soddisfazione che ci dà più forza di perseguire il nostro sogno: la RAS – Regione Autonoma della Sardegna ci ha riconosciuto il patrocinio non oneroso per il Raid degli Oliveti 2018.
In effetti, il Raid sarà sì occasione per far qualche risata su un percorso mozzafiato – ma ha pure lo scopo di diffondere la cultura del mototurismo e mostrarne efficacemente i vantaggi, anche quelli a carattere destagionalizzante e culturale nel contesto sardo, tra i più vocati e promettenti al mondo.
Ora bando ai concetti altisonanti, comunque. Ebbe’!

Navigazione Off-Line di tracce GPX con il telefono

Dato che più amici di scorribande ci hanno domandato consiglio per navigare tracce personalizzate KML/GPX utilizzando il telefono anche in assenza di rete: eccovi due righe in tal proposito. Prima di procedere, tuttavia, rammentate: dotatevi di una custodia antipioggia, l’unica affidabile in inverno. D’estate, invece, occorre un supporto che garantisca ventilazione adeguata, altrimenti – perlomeno in Sardegna – sarà assai probabile che il telefono surriscalderà, talvolta anche al punto di spegnersi o comunque interrompere la navigazione.

  1. Scaricate la app OsmAnd, disponibile per iOS e Android.
  2. Apritelo e scaricate Mappe Sardegna (circa 75 MB).
  3. Ricercate la traccia nel telefono (ad esempio, nell’archivio zip inviato ai partecipanti al Raid degli Oliveti),  e cliccateci: vi verrà chiesto se aprirla con OsmAnd. Procedete.
  4. Scegliete “Importa come traccia GPX.
  5. Buona navigazione. E non date troppo peso alle indicazioni vocali, peraltro disponibili anche in sardo!

Per riaprire la traccia da OsmAnd: andate su Menù (tasto in basso a sinistra su schermata principale dell’app), scegliete “I Miei Luoghi“, quindi “Le Mie Tracce” ed ecco. Ah: per registrare la traccia ed esportarla in KML o GPX, potete utilizzare anche la nostra app-interfono ScAutio!

Compendio per pelati e capelluti!

Vedete quell’affarino che troneggia al centro della (tamarrissima…) foto in evidenza? Sì, il piccolo sottocasco al centro: tanti ne ignorano l’utilità. Quando però siete uomini, e la natura v’ha riconosciuto quella gran dote capace di tracciarvi una simmetrica parabola sulla nuca…inizierete ad apprezzare i vantaggi d’un sottocasco!

Il primo vantaggio è quello di allungare la vita degli interni del casco e ridurre la frequenza dei lavaggi degli interni. Specie se si è rasati, quando i capelli in ricrescita mutano in carta abrasiva.
Il secondo vantaggio è quello di controllare il sudore e, parimenti, mitigare i disagi dell’aria gelida nei trasferimenti, specie con caschi ventilati come gli adventure, che collezionano parecchia aria attraverso la mentoniera prolungata.
Il terzo vantaggio è quello di rendere più confortevole l’uso di occhiali, non a diretto contatto con la pelle.
Il quarto, forse più importante vantaggio è quello di controllar meglio la chioma ed evitar svolazzamenti quando si portano capelli lunghi.

Pure noi ignoravamo i vantaggi di un sottocasco. Come li abbiamo apprezzati? C’è un aneddoto a riguardo.
L’anno scorso ci trovavamo a Milano per EICMA 2017 e, transitando allo stand di Moto One, abbiamo partecipato a un piccolo concorso a premi ove bastava riportar nome e contatto in un’urna sul desk dello stand. Dimenticatici dell’azione (mai abbiam assaporato la gioia di vincite misere al gratta e vinci – e se ci sono due chiavi identiche nel mazzo, sistematicamente quella provata non va), il sottoscritto riceve una chiamata dopo qualche ora: il mio nome è stato estratto!

Per farla breve: il premio era un salva casco Carbon Energized IH della Linea Underwear. Ebbene, dopo un anno di utilizzo posso valutarne i vantaggi: è seamless, quindi non ha cuciture. Un sottocasco è sottoposto alla pressione del casco: il vantaggio è evidente. Ma ciò che è distintivo è il tessuto. Moto One ha infatti sapientemente combinato le doti di due fibre avanzate: il Dryarn® e l’esclusivo carbonio energizzato Carbon Energized®.
Il risultato è un base-layer a contatto con la pelle di altissimo livello.

Per chiarirci: la traspirabilità è quasi doppia rispetto al cotone. Il sudore non è assorbito ma trasferito per capillarità verso l’esterno permettendone l’evaporazione; la capacità di dispersione termica è minore della lana e la fibra è tra le più leggere sul mercato. A ciò, si uniscono le doti antibatteriche e le proprietà antistatiche di Carbon EnergizedE infatti, adottando questo sottocasco quell’ottimo odor di testa che acquista il casco lungo l’utilizzo si riduce enormemente. E il comfort è davvero ottimo sia d’inverno che d’estate,  pure quando procedete lenti perché c’è un’Ape 50 che transita davanti carica di olive dirette al frantoio!

Siamo stupidi? Sì!

Perché organizzate uscite sociali? Che benefici avete a farle? Finiranno per logorarvi e a portarvi ad esaurire le vostre forze. Sapete che significa avere a che fare con tanta gente? E poi basta un imprevisto…

Sì, è vero. Organizzare uscite sociali, eventi di mototurismo sportivo e sociale è duro. E’ faticoso e logorante, dal concepimento fin alla conclusione dell’evento, quando lo stress raggiunge i picchi più alti. E sovente ci malediciamo per questo. Tante sono le occasioni in cui discutiamo argomentando riguardo vantaggi e svantaggi, e sul fatto di proseguire o meno con tali eventi.
Ora, alla luce delle tante discussioni, vi riportiamo alcune considerazioni in merito.

Pastori in Moto è probabilmente la prima realtà in Italia ad aver proposto (e realizzato) un calendario di più di 30 eventi mototuristici a tema dislocati lungo tutta l’isola. I costi di partecipazione delle uscite sociali servono soltanto a coprire le spese di organizzazione dell’evento; il numero di partecipanti varia dai sei-otto ai trenta, trentacinque motocicli.
I tour sociali sono un modo per stimolare il pubblico di appassionati di motociclismo a provare un’esperienza mototuristica ruspante orientata alla cultura, all’enogastronomia, alla guida a seconda del tour.

Ci sono tour brevi, tour lunghi, tour dove i pranzi sono rapidi e al sacco (per la maggior parte), tour con visite a musei, tour con sontuosi pranzi (perché talvolta, quando si visitano ovili o si sta in barbagia, mangiar un po’ di riso e tonno è una vera offesa 😉
Ci si incontra al mattino e, dopo un caffè, un breve briefing, la consegna dei diari di viaggio, si parte. Le tappe sono scandite, le medie turistiche ma fluide – sempre più, man mano che i nostri mototuristi sportivi acquisiscono esperienza.
Ad ogni modo, dopo più di quaranta tour, qualche beneficio c’è stato: grazie al contributo (a volte anche impetuoso – ma ci sta) dei partecipanti, le uscite sono state via via affinate in termini di ubicazione tappe, spirito di adattamento, comportamenti da assumere in caso di imprevisti, scelta delle esperienze e dei tracciati.

Ora tanti capiscono che quando si deve ripartire, s’ha da esser pronti in poco tempo; sa che se il gruppo è dinamico e affronta la giornata in modo intelligente, non c’è gran differenza dal vivere l’esperienza come se si fosse soli – con la differenza di poter fraternizzare, scambiare pareri ed emozioni, darsi una mano in caso di necessità.
Tanti hanno cominciato a valutare se passare da una naked a una tourer o sport-tourer, o se ingrandire il garage con una nuova moto. Tanti hanno iniziato a equipaggarsi d’abbigliamento tecnico, interfono, guanti invernali, pneumatici on-off per maxienduro.
Tanti hanno iniziato a viaggiare autonomamente e pianificano tour lungo la penisola e all’estero.

E che dire delle strutture? Le stesse hanno inteso che i mototuristi, pur se il pubblico di tali eventi è quasi sempre locale, non sono solo produttori di bolgia poco attenti alla qualità. Anzi: proprio i partecipanti locali, perché già conoscitori delle eccellenze locali, sono i più esigenti e critici.
La nostra realtà, lungo le uscite, ci ha consentito di creare centinaia di legami con attori del turismo, esperti, tecnici, strutture museali, sommelier, aziende agricole, geologi, eccetera. Abbiamo sempre cercato di mettere in luce sia le eccellenze che giustamente hanno raggiunto il successo per i propri meriti, sia tutto ciò che è estremamente suggestivo e poco conosciuto e meriterebbe successo. Ché poi, chi ha cercato di distinguersi, è capace di farti sentire in un posto speciale pur se è il più gettonato dell’isola.

Abbiamo creato un gruppo di amici, portato tanti a migliorare la tecnica di guida, imparato a conoscere chi è qualificato per insegnare le tecniche di guida, specialmente su fuoristrada. Abbiamo imparato ad ascoltare e coniugare le esigenze dei mototuristi esperti e quelle dei partecipanti meno esperti. A coordinarci efficacemente quando il gruppo si dipana per chilometri, quando qualcuno fa guasto o malauguratamente finisce fuori tracciato.
I tour sociali non sono attrattivi verso partecipanti non sardi perché troppo specifici, mentre chi vorrebbe visitare la Sardegna ha bisogno di tour più comprensivi e con poche tappe culturali? E’ vero. Il bacino di motociclisti sardi è poco rilevante rispetto al potenziale bacino di mototuristi del mondo? Verissimo.
Che resta, quindi? Esperienza, forse. Solo quella. Ma abbiamo comunque la consapevolezza, di tenerci al passo in Italia nel mototurismo a promozione del proprio territorio. Orgogliosi, convinti di farlo al massimo. Abbiamo anche la consapevolezza d’esser stupidi, forse.

Ma certo qualcosa sul mototurismo, in un solo anno e mezzo, per la nostra isola e il nostro popolo lo abbiamo fatto. Nella terra che, per tanti decennali motoviaggiatori, ha forse il più alto potenziale in Italia.

Ci vediamo alla prossima uscita!

Pastori in Moto parlerà francese!

Diffondere lo spirito dei Pastori in Moto in Francia, raccontarne le avventure quotidiane ma soprattutto mostrare ai mototuristi francesi che la Sardegna è il vero riferimento mondiale per il mototurismo?
Sì, e con stile e passione inimitabili. Com’è possibile? Grazie al Pastroe in Moto Luca Pittalis, uno fra i massimi riferimenti italiani per chi ama le Moto Guzzi in Francia!
Luca è alla soglia dei 40, da sempre appassionato di moto e gite fuoriporta, è ristoratore professionista e vive da 15 anni a Parigi, che ama. Ma ha un grande amore anche per la Sardegna, dove torna ogni anno. E ovviamente, ha grande passione per le Moto Guzzi.
L’amore per la Guzzi è nato in concessionaria per caso: nel 2012 si è deciso a lasciar perdere lo scooter (pratico per la città ma non per le gite, anche se ha fatto Parigi-Lione-Sardegna pure con quello…); era andato per provare un Ducati Monster 620, ma lì all’entrata c’era la nuovissima V7 Stone nera opaca
E’ rimasto lì a guardarla e a chiedere informazioni, ma il concessionario è tornato indietro con le chiavi e un casco: l’amore era nato!

 

Quando ha detto a suo padre di aver preso una V7, questi si è emozionato: nel 1978 era la moto che non poté comprare per via della Sclerosi Multipla.
Intanto, Luca nel 2017 ha firmato per comprare una nuova V7, precisamente la V7 Carbon, prodotta in soli 1921 pezzi. E’ il felice proprietario della numero 0166; lui la ha chiamata Night Ruby.
La sua moto è la prima ad essere stata consegnata (chiavi in mano) fuori dal territorio italiano.
Luca è admin della pagina Moto Guzzi V7 France e ci aiuterà a tradurre il portale pastorinmoto.org in francese, nonché a gestire la versione francese delle pagine social Pastori in Moto.

E chissà, magari sarà il nostro pastore per tour oltre le Alpi, insieme a Strade da Moto (vedete il sito, così da avere un’idea di quante strade e passi essi conoscano!). Che ne dite? C’est fantastique!

Prontuario per Interfono Schuberth SRC PRO

V’è mai capitato di trovarvi in un’uscita a voler configurare l’interfono, ma non rammentare la procedura per associare un nuovo interfono o un dispositivo Bluetooth? Eccovi un prontuario stampabile in formato PDF, dimensioni carta di credito!

I comandi sono riportati per l’interfono Schuberth SRC PRO, compatibile con caschi C3 Pro, C3 Pro Women ed E1.

Scarica qui il prontuario in formato PDF!

Prontuario per Interfono Midland BTX

V’è mai capitato di trovarvi in un’uscita a voler configurare l’interfono, ma non rammentare la procedura per associare un nuovo interfono o un dispositivo Bluetooth? Eccovi un prontuario stampabile in formato PDF, dimensioni carta di credito!

I comandi sono riportati per interfoni Midland BTX Next PRO (C1222), ma validi anche per BTX2 PRO (C1231 – è possibile abbinare un solo dispositivo non Midland usando il tasto avanti), e BTX1 PRO (C1230 – è possibile abbinare un solo Midland (tasto centrale) e un solo non Midland (tasto avanti)).

Scarica qui il prontuario!