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Siamo stupidi? Sì!

Perché organizzate uscite sociali? Che benefici avete a farle? Finiranno per logorarvi e a portarvi ad esaurire le vostre forze. Sapete che significa avere a che fare con tanta gente? E poi basta un imprevisto…

Sì, è vero. Organizzare uscite sociali, eventi di mototurismo sportivo e sociale è duro. E’ faticoso e logorante, dal concepimento fin alla conclusione dell’evento, quando lo stress raggiunge i picchi più alti. E sovente ci malediciamo per questo. Tante sono le occasioni in cui discutiamo argomentando riguardo vantaggi e svantaggi, e sul fatto di proseguire o meno con tali eventi.
Ora, alla luce delle tante discussioni, vi riportiamo alcune considerazioni in merito.

Pastori in Moto è probabilmente la prima realtà in Italia ad aver proposto (e realizzato) un calendario di più di 30 eventi mototuristici a tema dislocati lungo tutta l’isola. I costi di partecipazione delle uscite sociali servono soltanto a coprire le spese di organizzazione dell’evento; il numero di partecipanti varia dai sei-otto ai trenta, trentacinque motocicli.
I tour sociali sono un modo per stimolare il pubblico di appassionati di motociclismo a provare un’esperienza mototuristica ruspante orientata alla cultura, all’enogastronomia, alla guida a seconda del tour.

Ci sono tour brevi, tour lunghi, tour dove i pranzi sono rapidi e al sacco (per la maggior parte), tour con visite a musei, tour con sontuosi pranzi (perché talvolta, quando si visitano ovili o si sta in barbagia, mangiar un po’ di riso e tonno è una vera offesa 😉
Ci si incontra al mattino e, dopo un caffè, un breve briefing, la consegna dei diari di viaggio, si parte. Le tappe sono scandite, le medie turistiche ma fluide – sempre più, man mano che i nostri mototuristi sportivi acquisiscono esperienza.
Ad ogni modo, dopo più di quaranta tour, qualche beneficio c’è stato: grazie al contributo (a volte anche impetuoso – ma ci sta) dei partecipanti, le uscite sono state via via affinate in termini di ubicazione tappe, spirito di adattamento, comportamenti da assumere in caso di imprevisti, scelta delle esperienze e dei tracciati.

Ora tanti capiscono che quando si deve ripartire, s’ha da esser pronti in poco tempo; sa che se il gruppo è dinamico e affronta la giornata in modo intelligente, non c’è gran differenza dal vivere l’esperienza come se si fosse soli – con la differenza di poter fraternizzare, scambiare pareri ed emozioni, darsi una mano in caso di necessità.
Tanti hanno cominciato a valutare se passare da una naked a una tourer o sport-tourer, o se ingrandire il garage con una nuova moto. Tanti hanno iniziato a equipaggarsi d’abbigliamento tecnico, interfono, guanti invernali, pneumatici on-off per maxienduro.
Tanti hanno iniziato a viaggiare autonomamente e pianificano tour lungo la penisola e all’estero.

E che dire delle strutture? Le stesse hanno inteso che i mototuristi, pur se il pubblico di tali eventi è quasi sempre locale, non sono solo produttori di bolgia poco attenti alla qualità. Anzi: proprio i partecipanti locali, perché già conoscitori delle eccellenze locali, sono i più esigenti e critici.
La nostra realtà, lungo le uscite, ci ha consentito di creare centinaia di legami con attori del turismo, esperti, tecnici, strutture museali, sommelier, aziende agricole, geologi, eccetera. Abbiamo sempre cercato di mettere in luce sia le eccellenze che giustamente hanno raggiunto il successo per i propri meriti, sia tutto ciò che è estremamente suggestivo e poco conosciuto e meriterebbe successo. Ché poi, chi ha cercato di distinguersi, è capace di farti sentire in un posto speciale pur se è il più gettonato dell’isola.

Abbiamo creato un gruppo di amici, portato tanti a migliorare la tecnica di guida, imparato a conoscere chi è qualificato per insegnare le tecniche di guida, specialmente su fuoristrada. Abbiamo imparato ad ascoltare e coniugare le esigenze dei mototuristi esperti e quelle dei partecipanti meno esperti. A coordinarci efficacemente quando il gruppo si dipana per chilometri, quando qualcuno fa guasto o malauguratamente finisce fuori tracciato.
I tour sociali non sono attrattivi verso partecipanti non sardi perché troppo specifici, mentre chi vorrebbe visitare la Sardegna ha bisogno di tour più comprensivi e con poche tappe culturali? E’ vero. Il bacino di motociclisti sardi è poco rilevante rispetto al potenziale bacino di mototuristi del mondo? Verissimo.
Che resta, quindi? Esperienza, forse. Solo quella. Ma abbiamo comunque la consapevolezza, di tenerci al passo in Italia nel mototurismo a promozione del proprio territorio. Orgogliosi, convinti di farlo al massimo. Abbiamo anche la consapevolezza d’esser stupidi, forse.

Ma certo qualcosa sul mototurismo, in un solo anno e mezzo, per la nostra isola e il nostro popolo lo abbiamo fatto. Nella terra che, per tanti decennali motoviaggiatori, ha forse il più alto potenziale in Italia.

Ci vediamo alla prossima uscita!

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