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Preparazione della moto per l’utilizzo in fuoristrada

Nel seguito è riportata una lista di modifiche suggerite da applicare alla propria moto per un utilizzo fuoristrada. Nonostante nessuno degli accorgimenti previsti sia indispensabile, le modifiche proposte possono ridurre le possibilità di danneggiare la moto e rendere, al contempo, più divertente l’esperienza in fuoristrada. 

Le considerazioni sono da considerarsi in aggiornamento costante. Certamente non vanno trattate come dogmi, ma come (umili!) pareri soggettivi. La foto in copertina è di Stefano Ferrando di Studio Vetroblu

 

    1. Paracarene: quando la moto cade, è importante proteggere motore, telai, serbatoio. In commercio è disponibile una grande varietà di paracarene più o meno ingombranti, più o meno protettivi, più o meno belli a vedersi. Noi prediligiamo i paracarene neri, perché facilmente “ripristinabili” con un po’ di vernice spray.  Le BMW (o moto boxer) possono beneficiare di ripari per le teste cilindri e per radiatori acqua o olio; tuttavia, se mal progettati, alcuni ripari possono procurare più danni che benefici. Ciò, in realtà, vale anche per i paracarene per ogni moto: una volta, durante una sessione sul Monte Arci e una caduta su una pietraia, una (inutile) traversa di rinforzo del paracarene ha spezzato la pipetta della nostra Ténéré 660, rendendo di fatto la moto impossibilitata a proseguire. 
    2. Pneumatici: scegliere pneumatici per maxi-enduro on-off adeguati all’utilizzo. Il mercato offre pneumatici più tassellati per uso 50% stradale e 50% fuoristrada, come le Continental TKC 80, che tuttavia hanno vita breve, pneumatici 70% stradale e 30% fuoristrada come le Continental TKC 70, etc..
    3. Paramani: proteggono le mani contro rocce, rami e, in caso di caduta e se ben ancorati al manubrio (ricordate di controllare periodicamente il serraggio!), proteggono le leve. Molte moto sono equipaggiate di paramani aventi più funzione estetica o di riparo dal vento, che funzione di protezione di mani e leve dalle cadute. E’ consigliabile preferire modelli dotati di anima in metallo e con ampio spazio tra leva e telaio paramani (p. es: Barkbusters). 
    4. Manubrio: sceglierlo di larghezza e piega adeguata all’utilizzo fuoristrada e specialmente alla guida in piedi. Il manubrio di serie di solito rende la guida in piedi più faticosa e difficile, specie se protratta a lungo. Noi abbiamo scelto un Renthal 613 Enduro High.
    5. Leve di ricambio: rompere leve è un’eventualità comune. portare sempre con sé leve freno, frizione, cambio. Esistono leve con punti di frattura che permettono, di solito, l’utilizzo anche in caso di danneggiamento della leva; parimenti, esistono leve pieghevoli ma il loro utilizzo va testato accuratamente e in sicurezza, perché talvolta le leve non operano correttamente, specie in contesti di emergenza. Alcuni legano leve di ricambio (e leve smontagomme) al telaio: non è idea malvagia, anzi. 
    6. Protezione motore in metallo in grado di riparare da rocce, urti, ostacoli vari. La parte inferiore della moto deve essere protetta, specialmente la coppa o il filtro dell’olio. Ciò è tanto più importante quanto più si acquisisce esperienza e si affrontano percorsi più tecnici. Attenti, tuttavia, quando installate ripari artigianali: talvolta si creano risonanze, vibrazioni e lo smontaggio/montaggio se i fori non combaciano è problematico.  
    7. Pedane: artigliate, per offrire un appiglio fermo, specialmente con fango o acqua. Le pedane con gomma spesso diventano scivolose, se bagnate. A volte è possibile rimuovere il tampone in gomma dalla pedana di serie. In ogni caso, più è larga la pedana, meglio è. Scegliere modelli di qualità: perfino su alcune moto di serie, pedane off-road in alluminio non correttamente dimensionate o di materiali non adeguati hanno sofferto di cedimenti prematuri. 
    8. Risers: alcuni, anziché scegliere manubri a piega alta (o quando la piega del manubrio compatibile è la più alta disponibile, ma non sufficiente) preferiscono utilizzare rialzi manubrio, altri ne osteggiano l’uso, prediligendo manubri a piega più alta. Compatibilmente con la lunghezza dei cavi, i riser consentono di rialzare il manubrio di 2.5 cm e oltre. Ciò è spesso vantaggioso anche per chi è di bassa statura (anche una persona alta 1.68 m può beneficiare di riser di 2.5 cm su moto come Transalp!). 
    9. Impostazione del manubrio: spesso il manubrio di serie è ruotato all’indietro, affinché possa essere più confortevole nella guida da seduti. Ciò non è egualmente vantaggioso in off-road: per questo, può essere conveniente svitare le viti di serraggio del manubrio e ruotare il manubrio per renderlo più verticale. Per questo, è anche utile assicurarsi di avere con sé le attrezzature adatte a regolare la posizione del manubrio in viaggio. 
    10. Impostazione delle leve: regolare le leve del manubrio affinché possano essere utilizzate efficientemente anche in piedi. 
    11. Specchietti: utilizzare specchi retrovisori ripiegabili, utili specialmente in contesti tecnici dove la probabilità di caduta è alta (p. es. sabbia). Un’alternativa è svitare appena i fissaggi degli specchi al manubrio, di modo che gli specchietti possano ruotare in caso di urto, pur non muovendosi nel normale utilizzo fuoristrada; tuttavia, se gli specchietti non sono di buona qualità, anche un piccolo urto può danneggiare il vetro.  
    12. GPS: un GPS è un equipaggiamento standard per il fuoristrada su maxi-enduro. Certamente le mappe cartacee sono quasi infallibili, ma il GPS è utile per molteplici ragioni: la possibilità di seguire tracce studiate a priori, registrare il percorso eseguito e verificarlo o revisionarlo, la possibilità di sfruttare funzionalità di “Trackback” per tornare indietro in caso di errore. Prestate attenzione a scegliere un dispositivo in grado di navigare tracce GPX/KML indipendentemente dalla cartografia (p. es.: Garmin eTrex).
    13. Borse da sella: morbide o rigide, secondo la propria preferenza (del resto, ne abbiamo già discusso in questo articolo). Per uscite molto tecniche, le borse morbide possono essere preferibili perché pesano meno, non hanno possibilità di caricare troppo equipaggiamento (meno peso) e funzionano da cuscino in caso di caduta. Lo svantaggio tuttavia può essere la scomodità, se le borse non hanno un sistema di sgancio rapido, e il rischio di rottura in caso di caduta. Borse rigide in alluminio sono più costose, caricano di più, pesano di più. Ma sono più sicure, hanno serrature e in caso di caduta possono proteggere moto e gambe del pilota.  Noi abbiamo adottato le MOSKO. Per ora, siamo estremamente entusiasti!
    14. Sospensioni: spesso le sospensioni di serie della moto non offrono prestazioni adeguate in fuoristrada. Utilizzare molle progressive, tarature differenti, mono ammortizzatori di qualità superiore (Ohlins, HyperPro, etc.) può migliorare di gran lunga il comportamento della moto in fuoristrada (e in strada!). In ogni caso, moto relativamente moderne pensate per l’utilizzo dual, se con le sospensioni di serie in ordine, consentono di solito prestazioni adeguate. 
    15. Taratura sospensioni: quando si effettua una sostituzione delle sospensioni per uso off-road, è preferibile far tarare le stesse sulla base dell’utilizzo, del peso del pilota, dell’equipaggiamento da trasportare. 
    16. Estensione del pedale freno o pedale freno maggiorato: consente di trovare il pedale più facilmente durante la guida in piedi. 
    17. Protezione faro anteriore: Su certe moto, un danno al fanale anteriore può costare caro. Per questo, una griglia di protezione contro sassi lanciati da altre moto o urti può rivelarsi un investimento saggio. 
    18. Accessori: accessori come manopole riscaldate, faretti ausiliari sono certamente utili per la guida; tuttavia, per l’off-road non sono di grande giovamento. Le manopole riscaldate, se non escludibili rapidamente, possono malfunzionare per un guasto (p.es. acqua dopo una caduta in un guado) e attivarsi da sole. Ciò vale, egualmente, per altri accessori che possono aggiungere complessità, peso alla moto e rischi di guasti elettrici o rotture addizionali. Poi certo, una delle nostre moto è un’astronave, ma…

 

 

 

 

 

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