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Da soli o in gruppo?

Nelle attività sociali di Pastori in Moto se ne discute spesso, sul turismo in moto in solitaria o in gruppo. Il viaggio in moto da soli ha una vasta molteplicità di vantaggi e aspetti caratteristici. Nella disciplina maxi-enduro, comunque, uscire con qualcuno o in gruppo rende l’attività certamente più divertente e sicura. Divertente perché si condividono avventure, disavventure, esperienze e strategie; sicura, perché in caso di problemi, ci sono molte probabilità che l’aiuto di un altro motociclista sia cruciale

Un aspetto importante da tenere in considerazione lungo trasferimenti e percorsi fuoristrada è lasciare distanza adeguata. Su asfalto, una frenata improvvisa, anche per errore di valutazione, può creare tamponamenti, se chi segue non rispetta la distanza di sicurezza. Ciò, a maggior ragione con moto che spesso non si contraddistinguono per frenate eccellenti o non sono equipaggiate con dispositivi antibloccaggio ruote. In fuoristrada, poi, i motivi per mantenere distanze adeguate sono ovvi: polvere, pietre. Affrontando pendii occorre sempre lasciare il tempo di affrontare la salita, perché se per una qualche ragione chi precede si ferma, sarà difficile fermarsi in pendio. Lo stesso vale per avere il tempo che chi precede abbia lasciato libero lo spazio che succede alla salita. 

Inoltre, in fuoristrada, procedere troppo ravvicinati può far calare la concentrazione, perché se c’è qualcuno da seguire, può accadere di concentrarsi a ciò anziché valutare autonomanente tecniche e traiettorie da seguire. In modo inverso, stare davanti può creare in chi guida pressione psicologica, la quale può portare a commettere errori anche banali o ad accelerare troppo il passo, aumentando quindi la possibilità di cadute. 

Come avviene lungo le attività sociali di Pastori in Moto, prima dell’uscita è bene radunare il gruppo per un briefing ove si dettagliano lunghezza, criticità, tappe, punti di rifornimento, eccetera. 

Un group leader a perfetta conoscenza di traccia e bypass sarà riferimento per tutti i partecipanti, i quali dovranno rispettare le norme di conduzione di gruppo specificate (e fornite) al briefing. In tali norme è spiegato come comportarsi su strada e agli incroci, di modo che nessun partecipante possa smarrirsi. Se necessario, saranno presenti anche una moto o veicolo di scopa e veicoli di staffetta, che possono beneficiare di uno strumento la cui utilità si apprezza già dal primo utilizzo, più di ogni altro interfono attuale: i ricetrasmittenti portatili (o walkie-talkie). Su strada consentono di coordinare efficacemente il gruppo – se numeroso – senza gli inevitabili tempi e difficoltà di configurazione/connessione/distanze massime consentite da interfoni (che se non sono della stessa famiglia, di solito…). In fuoristrada, in caso di problemi su zone non coperte, a volte possono essere utili a chiedere soccorso al resto del gruppo, se vi è stato uno scollamento dello stesso (che pur non dovrebbe mai avvenire, se tutto si svolge a regola d’arte).

Lungo gli eventi, è bene fornire anche un roadbook ove sono specificate tappe e tempi limite, per coloro che si trovassero a dover percorrere segmenti del tracciato autonomamente. Ciò serve anche a capire, tappa per tappa, se si sono verificati inconvenienti tali per cui è necessario intervenire.

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