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Tecnica

Preparazione della moto per l’utilizzo in fuoristrada

Nel seguito è riportata una lista di modifiche suggerite da applicare alla propria moto per un utilizzo fuoristrada. Nonostante nessuno degli accorgimenti previsti sia indispensabile, le modifiche proposte possono ridurre le possibilità di danneggiare la moto e rendere, al contempo, più divertente l’esperienza in fuoristrada. 

Le considerazioni sono da considerarsi in aggiornamento costante. Certamente non vanno trattate come dogmi, ma come (umili!) pareri soggettivi. La foto in copertina è di Stefano Ferrando di Studio Vetroblu

 

    1. Paracarene: quando la moto cade, è importante proteggere motore, telai, serbatoio. In commercio è disponibile una grande varietà di paracarene più o meno ingombranti, più o meno protettivi, più o meno belli a vedersi. Noi prediligiamo i paracarene neri, perché facilmente “ripristinabili” con un po’ di vernice spray.  Le BMW (o moto boxer) possono beneficiare di ripari per le teste cilindri e per radiatori acqua o olio; tuttavia, se mal progettati, alcuni ripari possono procurare più danni che benefici. Ciò, in realtà, vale anche per i paracarene per ogni moto: una volta, durante una sessione sul Monte Arci e una caduta su una pietraia, una (inutile) traversa di rinforzo del paracarene ha spezzato la pipetta della nostra Ténéré 660, rendendo di fatto la moto impossibilitata a proseguire. 
    2. Pneumatici: scegliere pneumatici per maxi-enduro on-off adeguati all’utilizzo. Il mercato offre pneumatici più tassellati per uso 50% stradale e 50% fuoristrada, come le Continental TKC 80, che tuttavia hanno vita breve, pneumatici 70% stradale e 30% fuoristrada come le Continental TKC 70, etc..
    3. Paramani: proteggono le mani contro rocce, rami e, in caso di caduta e se ben ancorati al manubrio (ricordate di controllare periodicamente il serraggio!), proteggono le leve. Molte moto sono equipaggiate di paramani aventi più funzione estetica o di riparo dal vento, che funzione di protezione di mani e leve dalle cadute. E’ consigliabile preferire modelli dotati di anima in metallo e con ampio spazio tra leva e telaio paramani (p. es: Barkbusters). 
    4. Manubrio: sceglierlo di larghezza e piega adeguata all’utilizzo fuoristrada e specialmente alla guida in piedi. Il manubrio di serie di solito rende la guida in piedi più faticosa e difficile, specie se protratta a lungo. Noi abbiamo scelto un Renthal 613 Enduro High.
    5. Leve di ricambio: rompere leve è un’eventualità comune. portare sempre con sé leve freno, frizione, cambio. Esistono leve con punti di frattura che permettono, di solito, l’utilizzo anche in caso di danneggiamento della leva; parimenti, esistono leve pieghevoli ma il loro utilizzo va testato accuratamente e in sicurezza, perché talvolta le leve non operano correttamente, specie in contesti di emergenza. Alcuni legano leve di ricambio (e leve smontagomme) al telaio: non è idea malvagia, anzi. 
    6. Protezione motore in metallo in grado di riparare da rocce, urti, ostacoli vari. La parte inferiore della moto deve essere protetta, specialmente la coppa o il filtro dell’olio. Ciò è tanto più importante quanto più si acquisisce esperienza e si affrontano percorsi più tecnici. Attenti, tuttavia, quando installate ripari artigianali: talvolta si creano risonanze, vibrazioni e lo smontaggio/montaggio se i fori non combaciano è problematico.  
    7. Pedane: artigliate, per offrire un appiglio fermo, specialmente con fango o acqua. Le pedane con gomma spesso diventano scivolose, se bagnate. A volte è possibile rimuovere il tampone in gomma dalla pedana di serie. In ogni caso, più è larga la pedana, meglio è. Scegliere modelli di qualità: perfino su alcune moto di serie, pedane off-road in alluminio non correttamente dimensionate o di materiali non adeguati hanno sofferto di cedimenti prematuri. 
    8. Risers: alcuni, anziché scegliere manubri a piega alta (o quando la piega del manubrio compatibile è la più alta disponibile, ma non sufficiente) preferiscono utilizzare rialzi manubrio, altri ne osteggiano l’uso, prediligendo manubri a piega più alta. Compatibilmente con la lunghezza dei cavi, i riser consentono di rialzare il manubrio di 2.5 cm e oltre. Ciò è spesso vantaggioso anche per chi è di bassa statura (anche una persona alta 1.68 m può beneficiare di riser di 2.5 cm su moto come Transalp!). 
    9. Impostazione del manubrio: spesso il manubrio di serie è ruotato all’indietro, affinché possa essere più confortevole nella guida da seduti. Ciò non è egualmente vantaggioso in off-road: per questo, può essere conveniente svitare le viti di serraggio del manubrio e ruotare il manubrio per renderlo più verticale. Per questo, è anche utile assicurarsi di avere con sé le attrezzature adatte a regolare la posizione del manubrio in viaggio. 
    10. Impostazione delle leve: regolare le leve del manubrio affinché possano essere utilizzate efficientemente anche in piedi. 
    11. Specchietti: utilizzare specchi retrovisori ripiegabili, utili specialmente in contesti tecnici dove la probabilità di caduta è alta (p. es. sabbia). Un’alternativa è svitare appena i fissaggi degli specchi al manubrio, di modo che gli specchietti possano ruotare in caso di urto, pur non muovendosi nel normale utilizzo fuoristrada; tuttavia, se gli specchietti non sono di buona qualità, anche un piccolo urto può danneggiare il vetro.  
    12. GPS: un GPS è un equipaggiamento standard per il fuoristrada su maxi-enduro. Certamente le mappe cartacee sono quasi infallibili, ma il GPS è utile per molteplici ragioni: la possibilità di seguire tracce studiate a priori, registrare il percorso eseguito e verificarlo o revisionarlo, la possibilità di sfruttare funzionalità di “Trackback” per tornare indietro in caso di errore. Prestate attenzione a scegliere un dispositivo in grado di navigare tracce GPX/KML indipendentemente dalla cartografia (p. es.: Garmin eTrex).
    13. Borse da sella: morbide o rigide, secondo la propria preferenza (del resto, ne abbiamo già discusso in questo articolo). Per uscite molto tecniche, le borse morbide possono essere preferibili perché pesano meno, non hanno possibilità di caricare troppo equipaggiamento (meno peso) e funzionano da cuscino in caso di caduta. Lo svantaggio tuttavia può essere la scomodità, se le borse non hanno un sistema di sgancio rapido, e il rischio di rottura in caso di caduta. Borse rigide in alluminio sono più costose, caricano di più, pesano di più. Ma sono più sicure, hanno serrature e in caso di caduta possono proteggere moto e gambe del pilota.  Noi abbiamo adottato le MOSKO. Per ora, siamo estremamente entusiasti!
    14. Sospensioni: spesso le sospensioni di serie della moto non offrono prestazioni adeguate in fuoristrada. Utilizzare molle progressive, tarature differenti, mono ammortizzatori di qualità superiore (Ohlins, HyperPro, etc.) può migliorare di gran lunga il comportamento della moto in fuoristrada (e in strada!). In ogni caso, moto relativamente moderne pensate per l’utilizzo dual, se con le sospensioni di serie in ordine, consentono di solito prestazioni adeguate. 
    15. Taratura sospensioni: quando si effettua una sostituzione delle sospensioni per uso off-road, è preferibile far tarare le stesse sulla base dell’utilizzo, del peso del pilota, dell’equipaggiamento da trasportare. 
    16. Estensione del pedale freno o pedale freno maggiorato: consente di trovare il pedale più facilmente durante la guida in piedi. 
    17. Protezione faro anteriore: Su certe moto, un danno al fanale anteriore può costare caro. Per questo, una griglia di protezione contro sassi lanciati da altre moto o urti può rivelarsi un investimento saggio. 
    18. Accessori: accessori come manopole riscaldate, faretti ausiliari sono certamente utili per la guida; tuttavia, per l’off-road non sono di grande giovamento. Le manopole riscaldate, se non escludibili rapidamente, possono malfunzionare per un guasto (p.es. acqua dopo una caduta in un guado) e attivarsi da sole. Ciò vale, egualmente, per altri accessori che possono aggiungere complessità, peso alla moto e rischi di guasti elettrici o rotture addizionali. Poi certo, una delle nostre moto è un’astronave, ma…

 

 

 

 

 

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Rinnovate anche nel 2020 le offerte di Corsica Sardinia…

Per utilizzare la convenzione è sufficiente visitare l’apposito sito cliccando qui e creare un proprio codice cliente Corsica Club personale (clicca qui ) da associare, al momento della registrazione, al codice riservato ai soci di Pastori in Moto “117612001”.

La convenzione è valida su tutti i viaggi di linea effettuati dalla Compagnia sulle linee per Corsica, Elba e Sardegna (ad esclusione della tratta Santa Teresa-Bonifacio e vv.), per tutto il 2020. Lo sconto non è cumulabile con altre eventuali tariffe promozionali.

L’offerta prevede inoltre tariffe riservate (prenotabili telefonicamente o sul sito www.corsica-ferries.it), accesso prioritario alle offerte promozionali, adesione al programma di fidelizzazione Corsica Club.

Per tutte le informazioni e/o prenotazioni è possibile contattare la compagnia al numero 0238591989. 

 

La foto in evidenza è di proprietà di Corsica Ferries Sardinia Ferries.

Itinerari

Resoconto sul Raid degli Oliveti 2019

Alla sua terza edizione, il raid ha triplicato il numero di partecipanti (65) e ha visto la partecipazione di due celebri giornalisti del settore moto nazionale (Andrea Perfetti di moto.it, Andrea Toumaniantz di InMoto), e dei due più importanti protagonisti dell’agonismo motociclistico sardo, ovvero Maurizio Sanna e Luca Manca, piloti Dakar. 

Le maggiori riviste di settore (Moto.it, InSella, InMoto, QuotidianoMotori, Roadbook, ma anche Cagliaripad e Olbia.it) hanno raccontato del Raid degli Oliveti

Nel seguito è riportato un sunto degli articoli pubblicati a diffusione del Raid. Lo stesso sunto è anche consultabile alla pagina Cartella Stampa del sito ufficiale dell’evento.  

Moto.it – “Raid degli Oliveti in Sardegna il 14 dicembre con Moto.it”

inmoto – “Raid degli oliveti: tra piccoli borghi e fascinosi sentieri”

inmoto – “Raid degli Oliveti, al via la terza edizione”

InSella – “Raid degli Oliveti, rally notturno nella Sardegna selvaggia”

RoadBook – “TORNA IL RAID DEGLI OLIVETI, TRA ULIVI PIÙ BELLI DI SARDEGNA”

QuotidianoMotori – “Raid degli Oliveti in Sardegna: data, itinerario, costo di partecipazione”

Olbia.it – “Con il Raid degli Oliveti si va alla scoperta della Sardegna”

CagliariPad – “Torna “Raid degli Oliveti”, primo raduno motociclistico non competitivo alla scoperta degli oliveti più belli di Sardegna”


Il raid è stato inoltre documentato dal giornalista Andrea Perfetti attraverso
un video su YouTube che ha già superato le 16.000 visualizzazioni a pochi giorni dalla pubblicazione. Eccolo!

Gear

Mosko Moto è con noi!

Un super regalo di Natale è già arrivato: sì, perché Mosko Moto sarà al nostro fianco per tutto il 2020.
Porteremo con noi il loro equipaggiamento tecnico specifico per adventouring tra campagna, maratone stradali, attività divulgative.
Durante gli ADV LAB analizzeremo insieme gli aspetti tecnici che le rendono così all’avanguardia. Di certo il test di Marley lo hanno passato 😂
Iniziate a dare un’occhiata a cosa si tratta nel sito ufficiale per rendervi conto.

Itinerari

Nuraghi in Moto

Scoprire i nuraghi in moto è uno fra gli aspetti più appassionanti che hanno animato i nostri sforzi. Per questo, chiunque volesse raggiungere un nuraghe in moto o coltivasse l’ambizioso obiettivo di visitarne il maggior numero possibile (e non è opera banale, dato che ne sono stati censiti oltre settemila…), con il tempo abbiamo reso disponibili a ogni motoviaggiatore una molteplicità di risorse dedicate. Eccone qualcuna:

1. Itinerario mototuristico “Tour Nuragico”. Seicento chilometri fra i nuraghi più importanti e suggestivi dell’isola, con tipicità più e meno note ad accompagnare le visite. Da percorrere in due o tre giorni, da soli o con tour leader e accompagnando le tappe ruspanti con visite guidate. Offerte dalle guide locali, vero riferimento allo stato dell’arte.

2. Mappa Geolocalizzata di ricerca attrazioni di Pastori in Moto. Basta entrare nella pagina, geolocalizzarsi, scegliere il raggio di distanza al quale mostrare i nuraghi. Sui quali è possibile, cliccandovi, avviare le indicazioni stradali.

3. App ScAutio. La stessa, oltre a consentire la comunicazione di gruppo in presenza di copertura di rete, consente anche di ricercare nuraghi accanto alla propria posizione. In modo rapido e immediato.

4. Mappa 6000 Nuraghi. E’ stata sviluppata da GD Bulciolu attingendo e consolidando il database di Nurnet – La rete dei nuraghi, riporta più di 6.000 POI (Point of Interest) relativi ai nuraghi e ad altri siti archeologici ancora esistenti in Sardegna.

Itinerari

Sulcis in Moto

I migliori itinerari in moto nel Sulcis-Iglesiente

L’archivio costituito dall’associazione Pastori in Moto è stato popolato lungo anni di eventi mototuristici dedicati alla scoperta del Sulcis-Iglesiente. Gli itinerari proposti sono ampiamente collaudati e affinati nel tempo sfruttando le attività di mototurismo sportivo di Pastori in Moto. Gli eventi mototuristici radunano piccoli e grandi gruppi di mototuristi principianti ed esperti locali e non, con differenti filosofie di mototurismo e di viaggio in moto. 

A conferma della vocazione mototuristica della regione del Sulcis è il fatto che nella stessa regione operino molteplici realtà nel settore del turismo motociclistico, enduro turistico, strutture ricettive con offerte dedicate ai motociclisti. Inoltre, fra le 30 sub-regioni individuate dalla Regione Sardegna (delibera 15 dicembre 2006 n. 52/2), il Sulcis conta ben 7 fra i 46 itinerari proposti da Pastori in Moto. 

Nel seguito sono riportati cenni riguardo i sei itinerari mototuristici afferenti alla subregione del Sulcis. 

 

 

  • Curve del Sulcis 1: l’Altopiano di Terraseo

 

L’itinerario porta – quasi costantemente lungo percorsi curvilinei tecnici – alla scoperta dei centri di Fluminimaggiore, Iglesias, il suo suggestivo centro storico e i musei mineralogico e diocesano, l’altopiano di Terraseo e il tempio punico, gli ulivi secolari di Perdaxius e il villaggio abbandonato di Tratalias vecchia. Altre tappe sono la necropoli di Is Loccis Santus, la peschiera di Boi Cerbus, la torre spagnola e la tonnara di Su Pranu a Portoscuso. 

Finale al complesso di Seruci, uno fra i più vasti complessi in Sardegna. Lungo l’itinerario sono anche previste tappe degustative del fagiolo bianco di Terraseo e del tonno alla Portoscusese.

La distanza coperta è di 237 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/altopiano-terraseo

 

 

  • Curve del Sulcis 2: le Sei Foreste

 

Un tour dedicato al Parco naturale del Sulcis, ovvero il parco regionale più vasto in Sardegna. Lungo il tracciato, si transita alla scoperta della riserva naturale WWF Italia di Monte Arcosu, i siti archeologici di Matzanni a Vallermosa, il Castello di Acquafredda, la sorgente di Is Fanebas, l’impianto di distillazione del legno a Pantaleo, il Parco Tecnologico della Sardegna, la Torre del Budello a Teulada, le Grotte di Is Zuddas, la Necropoli di Montessu a Villaperuccio. 

Il tour è anche occasione per assaggiare la prelibata marmellata di pera camusina a Vallermosa, il pane Sa Tunda Teuladina a Teulada, la fregola con carne di capra e i ravioli con ripieno di caprino a Teulada. 

La lunghezza è di 250 km; i dettagli naturalistici, archeologici ed enogastronomici sono riportati (attualmente in forma ridotta) su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/le-sei-foreste/

 

 

  • Le Miniere del Sulcis e il Primo Parco Geominerario al Mondo

 

Le Miniere del Sulcis è un itinerario emozionante alla scoperta della del Sulcis-Iglesiente,  regione fra i poli minerari più importanti d’Italia ove sono custodite decine di suggestive e ciclopiche miniere, villaggi abbandonati, itinerari selvaggi, musei imperdibili e panorami mozzafiato. Le tappe sono molteplici: miniera di Orbai, di Rosas, di Serbariu con visita al museo, Pozzo Santa Barbara e Grotta di Santa Barbara, miniera di Monteponi, Laveria Lamarmora, Porto Flavia, Galleria Henry. 

L’itinerario in moto è anche occasione per assaporare il Cascà, cous cous sulcitano, la peretta all’aceto di vino del Sulcis, la carne di cinghiale in umido, il tonno con le fave di Gonnesa e, infine, il celebre Carignano del Sulcis.

La lunghezza è pari a 284 km, la pagina di dettaglio su
https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/miniere-sulcis/

 

 

  • Gli Strapiombi di Sant’Antioco

 

L’itinerario porta alla scoperta della quarta isola più grande del territorio italiano, la sua moltitudine di spiagge, le sue imponenti scogliere.

Le tappe includono esperienze riguardo l’arte della filatura del bisso, effettuata in pochi luoghi al mondo, la visita a Cortoghiana, dalla rilevante organizzazione urbanistica, il nuraghe s’Ega Marteddu e la spiaggia di Maladroxia, le uniche catacombe della Sardegna a Sant’Antioco, il Tophet, il museo funerario Sa Presonedda, il ponte romano, il museo etnografico del vino, il museo del mare e dei maestri d’ascia a Sant’Antioco, il semaforo di Capo Sperone, le incredibili scogliere di Sant’Antioco, le batterie antiaeree, e la fauna dell’isola tra fenicotteri rosa, cormorani, gabbiani, garzette. 

Durante il tour è possibile scoprire il Pilau, piatto tipico di Calasetta, e l’enogastronomia a duplice attitudine dell’isola, fra piatti della tradizione ligure e della tradizione sarda.

La lunghezza è di 289 km, la pagina dedicata suhttps://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/strapiombi-santantioco/

 

 

  • Fari di Sardegna: da Cagliari a Portoscuso

 

L’itinerario è parte di un vasto periplo della Sardegna alla scoperta dei fari più suggestivi dell’Isola. Il tracciato è stato realizzato congiuntamente a Nicola Sechi, autore del libro “Luci sulla Costa” e massimo esperto delle segnalazioni marittime in Sardegna. 

Tra le tappe, il faro di Capo Sant’Eilia, tra i più antichi dell’isola, il faro di Capo di Pula, di Capo Spartivento, il fanale scoglio Mangiabarche a Calasetta, il faro di Capo Sandalo a Carloforte, il faro della Ghinghetta a Portoscuso. 

Durante l’itinerario è possibile degustare la burrida a sa casteddaia, a base di gattuccio, a Cagliari, il cascà e il tonno del Sulcis, la fregula cun cocciula di Cagliari.

La lunghezza dell’intero itinerario dedicato ai fari è di ben 1093 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/faridisardegna/

 

  • Il villaggio abbandonato di Malacalzetta e le miniere del Marganai

 

Il tour è un viaggio lungo i poco conosciuti villaggi minerari del Marganai tra grotte, imponenti cascate, lunghi attraversamenti di foreste e innumerevoli curve.

Attraverso stupendi tracciati fuoristrada per maxi-enduro, sono visitate la miniera di Malacalzetta, la laveria di Baueddu, la miniera a cielo aperto di Arenas, la grande Sorgente di Pubusinu, la Grotta di San Giovanni, unica in Italia.

Tra le degustazioni, si annoverano gli stufati di capra, gli arrosti di capretto e maialetto, is morettus e la pera camusina di Vallermosa.

La lunghezza è di 167 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/strade-geologia/

 

 

  • Il villaggio abbandonato di Malacalzetta e le miniere del Marganai

 

L’itinerario è un viaggio verso la poco conosciuta località di Grugua, località avvolta dal mistero e un tempo remoto centro direzionale di tutta l’attività estrattiva dell’iglesiente. Il tour in moto porta alla scoperta dei sistemi dunali di Portixeddu, la Galleria Henry, la villa del Modigliani nel villaggio abbandonato di Grugua, gli antichi cannoni nella frazione di Sant’Angelo, le grotte di Su Mannau, il Tempio di Antas a Fluminimaggiore, il mulino ad acqua a Fluminimaggiore.

L’itinerario è lungo 167 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/malacalzetta-marganai/

 

 

Scopri tutti gli itinerari in moto alla scoperta del Sulcis in questa pagina

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Hotel per Motociclisti in Sardegna

Fin dalla pubblicazione del progetto, Pastori in Moto ha lavorato intensamente per costruire in Sardegna una rete di hotel per motociclisti amici del motociclista. I biker hotel di Pastori in Moto sono capaci di accogliere con servizi specifici e alta qualità. A differenza di risorse che radunano strutture per motociclisti che manifestano sole intenzioni, Pastori in Moto sceglie i biker hotel che rispettano un preciso e dettagliato codice di autodisciplina, soddisfando requisiti verificati attraverso sopralluoghi puntuali.


Ogni hotel non è soltanto pubblicato in una pagina; è invece parte attiva delle attività mototuristiche in Sardegna. Gli eventi di Pastori in Moto portano di volta in volta verso le strutture gruppi di motociclisti esperti e variegati, che aiutano la rete stessa a migliorare e ad affrontare con successo contesti sempre nuovi. Per questo, un albergo per motociclisti approvato da Pastori in Moto accoglie ogni ospite con entusiasmo e conosce perfettamente le esigenze di un motoviaggiatore come di un motociclista a corto raggio.

Gli hotel per motociclisti approvati da Pastori in Moto inoltre fanno riferimento alla rete capillare di meccanici, servizi per motociclisti, itinerari. Questo, affinché la Sardegna divenga un esempio mondiale per l’accoglienza e i servizi per motociclisti.

Per scoprire e scegliere un albergo per motociclisti per la tua prossima vacanza, consulta il nostro archivio in questa pagina.

Itinerari

Gallura in Moto

I migliori itinerari in moto in Gallura

L’archivio costituito dall’associazione Pastori in Moto è stato popolato attraverso anni di scouting sul territorio su percorsi tracciati unendo informazioni da letteratura, riferimenti locali, solida esperienza mototuristica. Gli itinerari proposti sono stati collaudati e affinati nel tempo e sul campo anche attraverso le attività sociali di promozione mototuristica, che radunano piccoli e grandi gruppi di mototuristi principianti ed esperti locali e non, con differenti filosofie motociclistiche.
A conferma dell’estrema vocazione mototuristica della regione della Gallura è il fatto che, fra le 30 sub-regioni individuate dalla Regione Sardegna (delibera 15 dicembre 2006 n. 52/2), la Gallura annoveri ben 6 fra i 46 itinerari proposti da Pastori in Moto.
Nel seguito sono riportati cenni riguardo i sei itinerari mototuristici afferenti alla subregione della Gallura.

1. Dalla cima del Limbara a Badesi

L’itinerario porta alla scoperta dell’area di Vallicciola, la chiesa Madonna della Neve (tra le più alte della Sardegna) e transita a Tempio Pausani, ai percorsi botanici e museali, Aggius, la Valle della Luna e il museo del Banditismo, Trinità d’Agultu la spiaggia di Li Junchi, Viddalba, le Terme di Casteldoria, Tula.
Lungo il tour sono proposte tappe degustative per conoscere la Suppa Cuata, la mazza frissa e li puligioni, li frisgioli, il moscato di Tempio, gli acciuleddi ‘e meli, i casgiatini, la trippa di vitello gallurese.
La distanza coperta è di oltre 400 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/limbara-badesi/

2. Dalla Costa Smeralda all’isola di Tavolara

Dalla Costa Smeralda all’isola di Tavolara è un itinerario mondano, fra decine e decine di ambitissime spiagge, vita notturna, meraviglie naturali e calette solitarie di rara bellezza.
L’itinerario parte da Palau e visita le insenature rocciose de Lo Stintino, Capo d’Orso e la batteria, il Golfo delle Saline e le spiagge più prestigiose che si susseguono fino a Cannigione, Baja Sardinia, la Costa Smeralda e Porto Cervo. Dai litorali più affascinanti, si raggiunge infine Olbia, il Pozzo Sacro di Sa Testa e Capo Ceraso, visita opzionale all’Isola di Tavolara, quindi è costeggiato il parco regionale dell’Oasi di Tepilora e Sa Contra ‘e s’Ifferru, per poi risalire in territorio di Arzachena e fare tappa al complesso nuragico La Prisgiona, prima di raggiungere il punto d’arrivo a Palau.
La lunghezza è di 180 km; i dettagli naturalistici, archeologici ed enogastronomici sono riportati (attualmente in forma ridotta) su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/smeralda-tavolara/

3. Dalla Gallura alle Baronie: San Teodoro e La Costa degli Oleandri

Dalla Gallura alle Baronie è itinerario dettagliato, un’accurata visita a tutte le spiagge di San Teodoro e Orosei, insieme alle immancabili curve dell’interno Sardegna.
Il tracciato si articola lungo Capo Coda Cavallo, il monte omonimo, Cala Brandinchi e Lu Impostu, quindi sono visitate le perle di San Teodoro e Budoni, con tappe opzionali ai nuraghe Su Entosu e Conca ‘e Bentu. Si transita quindi a Posada, Orvili e Su Tiriarzu dove ammirare il Castello della Fava; Capo Comino e il faro, le incredibili spiagge di Berchida e Bidderosa e la costa di Orosei, prima di inoltrarsi verso il Monte Albo con Lula, Torpè e il suo nuraghe San Pietro, forse il più importante del territorio circostante.
La lunghezza è pari a 276 km, la pagina di dettaglio su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/teodoro-orosei/

4. Le Coste della Gallura

Le Coste della Gallura è un itinerario fra i più densi di meraviglie naturali, e attrazioni costiere di tutto l’archivio mototuristico sardo: decine fra spiagge, scogliere, stagni, vasche naturali. Il tutto – a dispetto del nome – insieme a una fra le più appassionanti immersioni alla scoperta delle migliori curve interne della Gallura.
L’itinerario si diparte da Castelsardo e raggiunge Valledoria, la Roccia dell’Elefante, la spiaggia di Tinnari e Li Cossi, la Costa Paradiso e le calette di La Cruzitta e Cala Sarraina. Dopo una tappa al meraviglioso arenile di Vignola, si visitano le spiagge di Santa Teresa di Gallura e la sua torre aragonese, la batteria di Punta Falcone, gli scogli in granito rosa de La Licciola, l’istmo dell’Isola dei Gabbiani.
Da lì, immersione nell’interno della Gallura visitando Aglientu, il nuraghe Izzana, Bortigiadas, Viddalba.
La lunghezza è di 258 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/coste-gallura/

5. Gli Alberi Monumentali di Sardegna

Gli Alberi Monumentali di Sardegna è un vasto itinerario di oltre 800 km che porta alla scoperta dell’incredibile patrimonio di foreste e alberi di grande eccezionalità.
Fra le tante sub-regioni attraversate, la Gallura ricopre ruolo cruciale: l’itinerario raggiunge infatti Alà dei Sardi, la foresta Bolostiu e di Monte Olia, Monti con tappa degustativa del vermentino, Telti e il Museo dello Stazzo. Quindi Sant’Antonio di Gallura, l’olivastro millenario di Luras, Luogosanto e la chiesa del castello di Balaiana, il sito di Crisciuleddu e la sua imponente quercia, Bassacutena, Palau e Caprera con l’interessante albero di Clelia. Da Caprera, è raggiunto anche l’impressionante olivastro presso l’Avru, in agro di Viddalba, territorio di scorribande del Muto di Gallura.
La lunghezza è di ben 813 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/alberi-monumentali/

6. Le Strade della Geologia

Le Strade della Geologia è un lungo e articolatissimo tour per il mototurista amante delle meraviglie geologiche: la Sardegna ne vanta un grande numero, e nell’itinerario presentato visita, fra le tante, le più importanti di Gallura. L’itinerario fa tappa a Buddusò, Alà dei Sardi e Monti, prima di raggiungere le distese granitiche del Monte Limbara dopo aver percorso infinite curve.
La lunghezza è di 1147 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/strade-geologia/

Gear

Borse morbide, valigie rigide. Quali?

Valigie rigide o borse morbide? Sulla questione – arcinota in qualunque gruppo di discussione – gran parte dei motoviaggiatori vanta solide esperienze e gusti affinati.
Una premessa, quindi: il testo che segue è destinato a chi è in procinto d’equipaggiarsi per la prima volta di borse da moto. Ovvero, per chi è alla ricerca di informazioni o consigli di base.
Spesso, chi si trova alle prime armi rivolge lo sguardo verso set di borse morbide; queste rappresentano infatti la soluzione di trasporto più semplice e abbordabile.
Tuttavia, per effettuare una scelta oculata ed evitare acquisti poco ponderati, valutiamo insieme alcuni aspetti.

Borse morbide

Pro

Sono di norma più economiche, più leggere e meno ingombranti di valigie rigide.
Se equipaggiate da borse interne rimovibili, divengono ancor più pratiche.
In fuoristrada sono più confortevoli per via di pesi, ingombri ridotti e migliore assorbimento delle vibrazioni, specie fra piastra e borsa.

Contro

Possono aprirsi facilmente, anche se di rado ospitano oggetti di valore; questi, meglio conservarli nella borsa da serbatoio.
Hanno capienza non elevata, ma questo può rivelarsi un vantaggio, perché spinge a portar con sé solo l’essenziale.
Il montaggio e lo smontaggio è spesso macchinoso, anche se esistono borse morbide con attacchi rapidi.
In caso di caduta possono strapparsi, danneggiarsi gravemente e non offrono grande protezione agli oggetti al loro interno.

 

Valigie rigide

Vantaggi

Sono generalmente più spaziose e dotate di serrature (pur facilmente bypassabili).
Possono di norma rimuoversi rapidamente ed essere utilizzate come una normale valigia rigida a mano: ciò è pratico, perché possono essere portate con sé accanto alla tenda, in camera, ecc.
Se sono accompagnate da borse interne, queste ultime possono essere rimosse e portate con sé senza le imprecazioni dovute al peso elevato e alla scomodità di trasportare valigie rigide. In più, le valigie possono restare montate e utili per la spesa, per riporre caschi e giacche in fermate e tappe, eccetera.
Le valigie rigide possono offrire più protezione agli oggetti e alla moto in caso di caduta e hanno buona resistenza all’acqua.

Svantaggi

Sono pesanti, costose e avere tanta capienza può rivelarsi uno svantaggio.
Rendono sovente la moto ingombrante, limitando agilità e aumentando la possibilità di urti nel traffico.
Se danneggiate, la riparazione può essere problematica, specie in viaggio. Comunque, le valigie in plastica di qualità sono più resistenti di quanto si potrebbe pensare.
Il peso e l’aerodinamica penalizzano guida fuoristrada e consumi.

Sulla questione filosofica borse morbide -> avventura, valigie rigide d’alluminio in città -> status symbol, valigie rigide per uscite d’una giornata -> esser viziati:  ogni scelta non può classificarsi rigidamente, è accettabile e come tale deve esser rispettata. Ché ognuno sceglie sulla base delle proprie preferenze.
Ergo, se qualcuno intende riporre il casco in valigia per un caffè in centro, lasciar legato il casco alla moto con un cavo antifurto, portarlo con sé per ore giacché predilige borse morbide in cuoio: va comunque benissimo.
Noi adottiamo una soluzione o l’altra a seconda del contesto. Per tour con prevalenza in fuoristrada o con tratti tecnici, utilizziamo borse morbide. Infine: abbiamo ricevuto per più d’un mese in prova le Enduristan Monsoon 3. Le abbiamo sottoposte a ogni genere di maltrattamento e dobbiamo ammetterlo: sono di grande qualità. A differenza di tante borse morbide, non necessitano di teli antiacqua da applicare in caso di pioggia, perché sono già perfettamente impermeabili. E l’interno ad alta visibilità – sembrerà banale – consente davvero di reperire più rapidamente gli oggetti cotnenuti. Poi certo, conferiscono pure ai nostri cancelli un look che ci fa sognare. Minuzie? Sì, ma…qualunque la scelta, ultima raccomandazione: investire sulla qualità.

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Pastori in Moto per Dromos Festival 2019

Casta Diva

Indosso tuta. Come astronauti, investiti da brivido d’ignoto tragitto e arsura di corpo avvolto. Dieci
viaggi, due ruote. Tensione intima oltre il proprio finito, in un microcosmo infinitesimo. Scorrendo in
equilibrio sul lato oscuro del mondo interiore. Poi la meta, non fine del sogno, baglior di poesia
invece. E miti, luci chiare. Splendor d’ogni arte da viver soli e insieme al festival Dromos, inno alla
Casta Diva luna.

Consulta qui il programma dei motogiri per Dromos Festival 2019

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