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Uno di noi è in difficoltà

Quasi tutti sanno che il progetto Pastori in Moto ha questo nome perché battezzato da Nicola, giovane pastore transalpista che, insieme al fratello Samuele, manda avanti la propria piccola azienda zootecnica con tante difficoltà. Questo, malgrado un’innata passione e il grandissimo senso del sacrificio, con ritmi che per chi fa altre professioni, spesso pure è difficile immaginare.
E ciò nemmeno basta, perché allo stato attuale a un pastore servono pure grandi doti da amministratore ed imprenditore. Ebbene, questi sono per i pastori sardi giorni di forte difficoltà, perché il prezzo attuale del latte sta mettendo in ginocchio un intero comparto, la cui situazione si fa più critica giorno dopo giorno.
Da amici e compagni di filosofia motociclistica, ci teniamo a diffondere la richiesta d’aiuto di Nicola e di tanti pastori sardi.

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Il Complesso Profilo del Mototurista

Lanciarsi nei servizi per i mototuristi o aspiranti tali è opera ardita: il profilo del mototurista è complesso. E certamente non v’è letteratura di riferimento per classificarlo.
Dal poco che traspare dalla nostra modesta esperienza, chi ha o converge verso moto da turismo, lo fa perché ha già alle spalle grande esperienza motociclistica (e quindi non ha bisogno o non gradisce guide) o perché ricerca il gusto dell’avventura (e quindi, che gusto c’è – o meglio, è avventura viaggiare insieme a una guida?).
Ciò vale ancor più su strada: che ci vuole, con gli strumenti attuali? E se pure fosse, mi basta una cartina (e ci associamo . Figuriamoci se sono pure…sardo!
A volte, sembra quasi che nei gruppi di adventouring e viaggi in moto una buona fetta dei partecipanti siano…guide che cercano di vendere esperienze ad altre guide – ma ciascuna di esse dice di sé “Io? Non sono certo tipo da viaggio guidato!”.
Ebbene: è tutto vero.
Quindi che rimane? Un’impagabile soddisfazione, alle uscite, quando accade: ammirare i volti compiaciuti di motociclisti che avrebbero da raccontarci per decenni di viaggi in moto. Perché comunque, in fondo, dell’uscita – che non è un servizio, badate ma più che altro una condivisione di sofferenze  ne era valsa la pena.

La foto è di Stefano Ferrando!

Alla prossima!

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Sardegna, vero paradiso dei turisti in moto

Negli 11 mesi del 2018 il mercato della moto ha avuto incrementi a doppia cifra (fonte: Rivista Motociclismo) e le moto in testa alla top-ten immatricolazioni sono tutte da turismo o sport-touring; l’extra alberghiero in Sardegna ha fatto registrare la scorsa estate un incremento medio del 33% (fonte: osservatorio del nostro partner Associazione EXTRA). Perfino Tucano Urbano ha presentato la nuova linea turismo T.UR. e le iniziative di Adventouring e Discovery si moltiplicano.

Che significa? Che tantissimi, da tutto il mondo, non vedono l’ora di vivere le emozioni che il mototurismo sa offrire. Figuriamoci in Sardegna, per noi la più vocata in Italia per morfologia e i profili della rete stradale sarda (su asfalto e su sterrato!), le coste, la varietà incredibile di contesti naturalistici dell’interno, la possibilità di fermar il ferro ed assaggiare in ogni paese qualcosa di tipico e sempre distintivo. Tra lorighittas, casu in filixi, crannazza e un’infinità di altre eccellenze.
Noi ce la stiamo mettendo tutta. Giorno dopo giorno ci impegnamo per alzare l’asticella di un poco. E pure lungo le uscite, questo traspare: la compagnia è sempre più vasta, variegata, stimolante e preparata. Pur con lo spirito per campagna che non rinnegheremo mai. E se del cicloturismo la RAS – Regione Autonoma della Sardegna ha compreso la strategicità, noi crediamo che stesso valga, almeno in pari misura, anche per le moto.

Tutorial

Disegnare tracce GPS online con GmapGIS

Google My Maps è uno strumento assai potente: consente di creare, condividere, archiviare le proprie mappe in modo rapido, efficace ed efficiente. Tuttavia, a volte, si rivela poco versatile: ad esempio quando si vuole creare una traccia in modo libero e non vincolato a strade o sentieri, oppure quando si vuole oltrepassare il limite di punti massimo per livello.

Per questo, esiste un ottimo strumento basato sulle API di Google Maps: GmapGIS. Con GmapGIS è possibile disegnare e modificare (anche a distanza di tempo!) su una mappa linee, rettangoli, marcatori, etichette. Il tutto, utilizzando l’intuitiva interfaccia di navigazione di Google Maps e le relative modalità di visualizzazione (Satellite, Ibrida, Stradale, A Rilievo).

Una volta creata la mappa, questa può essere esportata anche in formato KML e GPX; parimenti, è possibile ottenere un link per condividere la stessa mappa.

GmapGIS può inoltre importare nella mappa tracce KML e GPX (alla data odierna, il supporto a GeoJSON parrebbe non funzionare); tuttavia, le stesse tracce non sono modificabili e, per questo, rimandiamo all’articolo complementare!

Tutorial

Modificare una traccia GPS senza spese con GpsPrune

Prima o poi, lungo le vostre scorribande o durante le ore sognatrici a tracciare la rotta verso Dakar, vi troverete a voler modificare una data traccia GPS che avete acquisito con lo smartphone o con il vostro dispositivo GPS. Oppure, state utilizzando Google My Maps, magari per la sua intuitività, magari per la possibilità di tracciare agevolmente usando le mappe satellitari. E poiché Google vincola il passaggio delle tracce alle strade che conosce, magari non riuscite a forzar la traccia proprio su quella sterrata…

Quindi come creare o modificare la traccia corretta? Non c’è bisogno di utilizzare tool quali Garmin BaseCamp, per i quali è necessario disporre di mappe a pagamento (oppure, è necessario collegare un dispositivo Garmin con le mappe installate, che debbono pure includere quella famosa sterrata…)

Eccovi quindi un rimedio, per il vero più pratico per modifiche e aggiustamenti circoscritti. I passi:

  1. Esportate la traccia in formato KML, KMZ o GPX
  2. Installate il tool Open-Source GpsPrune, disponibile per Windows, Linux e macOS
  3. Aprite GpsPrune, quindi cliccate su File -> Apri file e selezionate la traccia GPS
  4. Assicuratevi che la traccia sia visualizzata nella mappa: per farlo, cliccate sul menù Vista -> Mostra sulla mappa

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  5. Abilitate la modalità di modifica cliccando sull’icona corrispondente nel pannello in alto al centro sulla mappa   
  6. Ora potrete modificare i punti del tracciato cliccandovi e trascinandoli. Per rimuovere agevolmente i punti, selezionatene uno e premete Canc. Premendo ancora una volta canc verrà cancellato il punto adiacente.

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  7. A modifica completata, riesportate la traccia cliccando su File -> Esporta in …
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365 giorni di zappa!

Si conclude oggi il nostro anno sociale. E con un chilometraggio emblematico: 365. Giorni intensi per noi, vissuti uno dopo l’altro zappa alla mano. Ad aggiungere ogni dì un mattoncino. Per costruire un sogno che, per quanto platonico, qualcosa di tangibile ha lasciato.
Non solo la giornata odierna, stupenda per viaggio, compagnia fraterna e stimolante (grazie Cilindri e Forchette!), trattamento regale di Elena e Laura di Agri Pedru Caddu.
Quest’anno ha lasciato pure la forza di quasi ottanta amici decisi a vivere la moto con spirito…beh, lo spirito dei pastori in moto lo conoscete.
Quest’anno ha lasciato più di trenta avventure, tutte concepite offrire qualcosa di nuovo: scorci appaganti, profumi, sapori, rilassamento, fango, curiosità su ciò che la Sardegna è capace di offrire.
Ha lasciato pure imprecazioni – e tante – così come qualche ruga, forse.
Ha offerto decine di nuove collaborazioni con amici e partner eccellenti, lezioni apprese a suon d’errori, pure in sella.
Ma tutto sommato, calcolatrici accantonate – per noi il bilancio è chiaro e tracciato: gli utili sono incalcolabili.
Domani la zappa ci aspetta ancora – ché presto arriva il calendario 2019.
Intanto? Intantu gratzias. A totus!

Atrus annus

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Raccomandati da Petit Futé 2019!

Petit Fute è una fra le più importanti guide turistiche francesi, se non la più importante. Ebbene, Petit Futé ha deciso di raccomandarci ai turisti e mototuristi francesi. Ciò significa che compariremo nella guida Sardaigne 2019 (che non è quella in foto)!

Speriamo di portare tanti francesi per campagna ?!

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Raid degli Oliveti 2018 e Regione Sardegna

Una simbolica, ma grande soddisfazione che ci dà più forza di perseguire il nostro sogno: la RAS – Regione Autonoma della Sardegna ci ha riconosciuto il patrocinio non oneroso per il Raid degli Oliveti 2018.
In effetti, il Raid sarà sì occasione per far qualche risata su un percorso mozzafiato – ma ha pure lo scopo di diffondere la cultura del mototurismo e mostrarne efficacemente i vantaggi, anche quelli a carattere destagionalizzante e culturale nel contesto sardo, tra i più vocati e promettenti al mondo.
Ora bando ai concetti altisonanti, comunque. Ebbe’!

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Navigazione Off-Line di tracce GPX con il telefono

Dato che più amici di scorribande ci hanno domandato consiglio per navigare tracce personalizzate KML/GPX utilizzando il telefono anche in assenza di rete: eccovi due righe in tal proposito. Prima di procedere, tuttavia, rammentate: dotatevi di una custodia antipioggia, l’unica affidabile in inverno. D’estate, invece, occorre un supporto che garantisca ventilazione adeguata, altrimenti – perlomeno in Sardegna – sarà assai probabile che il telefono surriscalderà, talvolta anche al punto di spegnersi o comunque interrompere la navigazione.

  1. Scaricate la app OsmAnd, disponibile per iOS e Android.
  2. Apritelo e scaricate Mappe Sardegna (circa 75 MB).
  3. Ricercate la traccia nel telefono (ad esempio, nell’archivio zip inviato ai partecipanti al Raid degli Oliveti),  e cliccateci: vi verrà chiesto se aprirla con OsmAnd. Procedete.
  4. Scegliete “Importa come traccia GPX.
  5. Buona navigazione. E non date troppo peso alle indicazioni vocali, peraltro disponibili anche in sardo!

Per riaprire la traccia da OsmAnd: andate su Menù (tasto in basso a sinistra su schermata principale dell’app), scegliete “I Miei Luoghi“, quindi “Le Mie Tracce” ed ecco. Ah: per registrare la traccia ed esportarla in KML o GPX, potete utilizzare anche la nostra app-interfono ScAutio!

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Compendio per pelati e capelluti!

Vedete quell’affarino che troneggia al centro della (tamarrissima…) foto in evidenza? Sì, il piccolo sottocasco al centro: tanti ne ignorano l’utilità. Quando però siete uomini, e la natura v’ha riconosciuto quella gran dote capace di tracciarvi una simmetrica parabola sulla nuca…inizierete ad apprezzare i vantaggi d’un sottocasco!

Il primo vantaggio è quello di allungare la vita degli interni del casco e ridurre la frequenza dei lavaggi degli interni. Specie se si è rasati, quando i capelli in ricrescita mutano in carta abrasiva.
Il secondo vantaggio è quello di controllare il sudore e, parimenti, mitigare i disagi dell’aria gelida nei trasferimenti, specie con caschi ventilati come gli adventure, che collezionano parecchia aria attraverso la mentoniera prolungata.
Il terzo vantaggio è quello di rendere più confortevole l’uso di occhiali, non a diretto contatto con la pelle.
Il quarto, forse più importante vantaggio è quello di controllar meglio la chioma ed evitar svolazzamenti quando si portano capelli lunghi.

Pure noi ignoravamo i vantaggi di un sottocasco. Come li abbiamo apprezzati? C’è un aneddoto a riguardo.
L’anno scorso ci trovavamo a Milano per EICMA 2017 e, transitando allo stand di Moto One, abbiamo partecipato a un piccolo concorso a premi ove bastava riportar nome e contatto in un’urna sul desk dello stand. Dimenticatici dell’azione (mai abbiam assaporato la gioia di vincite misere al gratta e vinci – e se ci sono due chiavi identiche nel mazzo, sistematicamente quella provata non va), il sottoscritto riceve una chiamata dopo qualche ora: il mio nome è stato estratto!

Per farla breve: il premio era un salva casco Carbon Energized IH della Linea Underwear. Ebbene, dopo un anno di utilizzo posso valutarne i vantaggi: è seamless, quindi non ha cuciture. Un sottocasco è sottoposto alla pressione del casco: il vantaggio è evidente. Ma ciò che è distintivo è il tessuto. Moto One ha infatti sapientemente combinato le doti di due fibre avanzate: il Dryarn® e l’esclusivo carbonio energizzato Carbon Energized®.
Il risultato è un base-layer a contatto con la pelle di altissimo livello.

Per chiarirci: la traspirabilità è quasi doppia rispetto al cotone. Il sudore non è assorbito ma trasferito per capillarità verso l’esterno permettendone l’evaporazione; la capacità di dispersione termica è minore della lana e la fibra è tra le più leggere sul mercato. A ciò, si uniscono le doti antibatteriche e le proprietà antistatiche di Carbon EnergizedE infatti, adottando questo sottocasco quell’ottimo odor di testa che acquista il casco lungo l’utilizzo si riduce enormemente. E il comfort è davvero ottimo sia d’inverno che d’estate,  pure quando procedete lenti perché c’è un’Ape 50 che transita davanti carica di olive dirette al frantoio!

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