Mosko Moto è con noi!

Un super regalo di Natale è già arrivato: sì, perché Mosko Moto sarà al nostro fianco per tutto il 2020.
Porteremo con noi il loro equipaggiamento tecnico specifico per adventouring tra campagna, maratone stradali, attività divulgative.
Durante gli ADV LAB analizzeremo insieme gli aspetti tecnici che le rendono così all’avanguardia. Di certo il test di Marley lo hanno passato 😂
Iniziate a dare un’occhiata a cosa si tratta nel sito ufficiale per rendervi conto.

Borse morbide, valigie rigide. Quali?

Valigie rigide o borse morbide? Sulla questione – arcinota in qualunque gruppo di discussione – gran parte dei motoviaggiatori vanta solide esperienze e gusti affinati.
Una premessa, quindi: il testo che segue è destinato a chi è in procinto d’equipaggiarsi per la prima volta di borse da moto. Ovvero, per chi è alla ricerca di informazioni o consigli di base.
Spesso, chi si trova alle prime armi rivolge lo sguardo verso set di borse morbide; queste rappresentano infatti la soluzione di trasporto più semplice e abbordabile.
Tuttavia, per effettuare una scelta oculata ed evitare acquisti poco ponderati, valutiamo insieme alcuni aspetti.

Borse morbide

Pro

Sono di norma più economiche, più leggere e meno ingombranti di valigie rigide.
Se equipaggiate da borse interne rimovibili, divengono ancor più pratiche.
In fuoristrada sono più confortevoli per via di pesi, ingombri ridotti e migliore assorbimento delle vibrazioni, specie fra piastra e borsa.

Contro

Possono aprirsi facilmente, anche se di rado ospitano oggetti di valore; questi, meglio conservarli nella borsa da serbatoio.
Hanno capienza non elevata, ma questo può rivelarsi un vantaggio, perché spinge a portar con sé solo l’essenziale.
Il montaggio e lo smontaggio è spesso macchinoso, anche se esistono borse morbide con attacchi rapidi.
In caso di caduta possono strapparsi, danneggiarsi gravemente e non offrono grande protezione agli oggetti al loro interno.

 

Valigie rigide

Vantaggi

Sono generalmente più spaziose e dotate di serrature (pur facilmente bypassabili).
Possono di norma rimuoversi rapidamente ed essere utilizzate come una normale valigia rigida a mano: ciò è pratico, perché possono essere portate con sé accanto alla tenda, in camera, ecc.
Se sono accompagnate da borse interne, queste ultime possono essere rimosse e portate con sé senza le imprecazioni dovute al peso elevato e alla scomodità di trasportare valigie rigide. In più, le valigie possono restare montate e utili per la spesa, per riporre caschi e giacche in fermate e tappe, eccetera.
Le valigie rigide possono offrire più protezione agli oggetti e alla moto in caso di caduta e hanno buona resistenza all’acqua.

Svantaggi

Sono pesanti, costose e avere tanta capienza può rivelarsi uno svantaggio.
Rendono sovente la moto ingombrante, limitando agilità e aumentando la possibilità di urti nel traffico.
Se danneggiate, la riparazione può essere problematica, specie in viaggio. Comunque, le valigie in plastica di qualità sono più resistenti di quanto si potrebbe pensare.
Il peso e l’aerodinamica penalizzano guida fuoristrada e consumi.

Sulla questione filosofica borse morbide -> avventura, valigie rigide d’alluminio in città -> status symbol, valigie rigide per uscite d’una giornata -> esser viziati:  ogni scelta non può classificarsi rigidamente, è accettabile e come tale deve esser rispettata. Ché ognuno sceglie sulla base delle proprie preferenze.
Ergo, se qualcuno intende riporre il casco in valigia per un caffè in centro, lasciar legato il casco alla moto con un cavo antifurto, portarlo con sé per ore giacché predilige borse morbide in cuoio: va comunque benissimo.
Noi adottiamo una soluzione o l’altra a seconda del contesto. Per tour con prevalenza in fuoristrada o con tratti tecnici, utilizziamo borse morbide. Infine: abbiamo ricevuto per più d’un mese in prova le Enduristan Monsoon 3. Le abbiamo sottoposte a ogni genere di maltrattamento e dobbiamo ammetterlo: sono di grande qualità. A differenza di tante borse morbide, non necessitano di teli antiacqua da applicare in caso di pioggia, perché sono già perfettamente impermeabili. E l’interno ad alta visibilità – sembrerà banale – consente davvero di reperire più rapidamente gli oggetti cotnenuti. Poi certo, conferiscono pure ai nostri cancelli un look che ci fa sognare. Minuzie? Sì, ma…qualunque la scelta, ultima raccomandazione: investire sulla qualità.

Cupolino alto e turbolenze

Tanti motociclisti valutano la sostituzione del cupolino della propria moto, sia per migliorare l’estetica della moto sia per, più di frequente, provare a migliorare il comfort di guida.
La scelta (o l’errore) più comune è quella di installare un cupolino più alto, il quale dovrebbe idealmente riparare maggiormente dal flusso d’aria; tuttavia, tale scelta si rivela spesso assai poco fortunata, se non dannosa.
Noi stessi abbiamo riscontrato che spesso la guida di moto dotate di cupolino alto è estremamente affaticante, per via delle turbolenze che impattano sul casco generando rumori a bassa frequenza intollerabili già a 100 km/h.
Perché si generano tali turbolenze? E’ sufficiente osservare il flusso del vento in Figura 1, punto 1 (Fonte: Hans-Jocken Simbrig).

Figura 1 – Dinamiche del flusso d’aria incidente sul cupolino

Il vento impatta sul cupolino orizzontalmente, è deviato verso l’alto e, auspicabilmente, dovrebbe seguire la pendenza del cupolino stesso. Tuttavia, a causa del flusso d’aria orizzontale sopra il cupolino stesso, il flusso verso l’alto è deviato verso il motociclista; a questo corrisponde anche la comparsa di una depressione appena sotto il cupolino. Tale depressione risucchia il flusso orizzontale sopra il cupolino, generando vorticose turbolenze dalle caratteristiche sonorità caotiche. Se tali turbolenze incidono sul casco, l’impatto sul comfort è distruttivo.
Più è grande il cupolino, maggiore sarà la depressione e così le turbolenze. Se il conduttore è alto a sufficienza, le turbolenze non incidono sul casco; se il conduttore invece non è sufficientemente alto, dovrà utilizzare un cupolino più basso. Per capire se il parabrezza è troppo alto, basta provare ad alzarsi di poco rispetto alla posizione di guida abituale, finché le turbolenze non scompaiono. Calcolando l’entità dello spostamento verso l’alto e dividendo questa per due, si potrà determinare quanto il parabrezza deve essere abbassato.
In definitiva, esistono due contesti confortevoli: il caso in cui il casco è completamente al di sopra delle turbolenze, come nella soluzione appena descritta, o il caso in cui il flusso d’aria passa oltre il casco.
Adottando caschi di qualità, studiati in galleria del vento, di norma il comfort è accettabile anche tenendo il casco completamente esposto.
Noi abbiamo tuttavia scelto la seconda soluzione, in cui il flusso d’aria è deviato sopra il casco; tuttavia, poiché è difficile effettuare prove con più cupolini o calcolare efficacemente la dimensione del cupolino sulla base della statura del conducente, abbiamo optato per un cupolino dotato di deflettore regolabile in altezza e inclinazione, come l’MRA X-Creen-Touring “XCT” in Figura 2.
L’introduzione di un deflettore consente di deviare le turbolenze, sia per via dell’inclinazione e altezza regolabile, sia per via delle dinamiche del flusso passante per il deflettore (Vedi Figura 1 – punti 2 e 3). Noi finalmente riusciamo a sentire distintamente il suono del motore anche a 120 km/h!

Figura 2 – Esempio di cupolino con deflettore regolabile in altezza ed inclinazione

Equipaggiamento moto ed Abbigliamento tecnico

Come è semplice dedurre, noi di Pastori in Moto prediligiamo gli enduro stradali. Il perché è presto detto: consentono di viaggiare comodi, affrontare sterrati non troppo tecnici, caricare la moto a volontà, avere un’adeguata autonomia di viaggio.

Più precisamente, il nostro garage ospita attualmente due arcaici cancelli top-seller degli anni novanta: una Yamaha Ténéré 660 ‘94, una Honda Transalp 600 ‘91.

Le due moto scelte sono semplici, affidabili, economiche ma pur sempre capaci di affrontare lunghi viaggi e consentono di osare senza patemi d’animo o il terrore di riparazioni salatissime.

Pur coscienti che si può far tutto con pressoché qualunque moto (basta volerlo…), riportiamo ora i dettagli sul nostro equipaggiamento, a mero scopo di confronto e condivisione.

La Honda Transalp 600 è così equipaggiata:

  • Presa 12V Davima con relè sottochiave
  • Termometro – Voltmetro – Orologio Koso Mini 3
  • Manubrio 22mm Renthal 613 Enduro High
  • Paramani Acerbis Rally Brush con spoiler
  • Cavalletto centrale originale
  • Paramotore Givi TN363
  • Pedane Honda XR600 (installabili senza modifiche)
  • Portavaligie Givi Wingrack E140
  • Valigie Givi E36/E45 – Bauletto con schienale E61 e portapacchi E70
  • Faro LED CREE 30W 5”x7” (installabile senza modifiche, così come il Truck-Lite 27450C)
  • Supporto navigatore – smartphone Givi S954B
  • Batteria al litio Magneti Marelli MM-ION-2
  • Pneumatici Continental ContiTrailAttack 2 (strada) e TKC 80 (sterrato)

La Yamaha Ténéré 660 3YF è così equipaggiata:

  • Paracarene Heavy Duties
  • Cavalletto centrale Heavy Duties
  • Navigatore Garmin Zumo 595LM
  • Pneumatici Continental TKC 70

Per entrambe le moto, utilizziamo olio Motul 7100, grasso spray Motul C4, pulitore catena Motul C1.

Abbigliamento tecnico

  • Completo Dainese D-Explorer Gore-tex e Acerbis Triskele
  • Stivali TCX Infinity Gore-tex e Dainese Freeland Gore-tex
  • Scarpe TCX X-Wave Waterproof
  • Guanti Dainese Scout EVO Gore-tex,  Alpinestars GPX, Tucano Zeus Diluvio
  • Antipioggia Tucano Diluvio Light 534 plus
  • Maglia termica Dainese D-Core Thermo Tee
  • Casco Nolan N104 absolute con N-com e Schuberth C3 Pro con SRC

Altro

  • Airoh J-106 e Airoh S5 con Midland BTX1 FM
  • Guanti invernali Crivit
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Ciao!

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