Resoconto sul Raid degli Oliveti 2019

Alla sua terza edizione, il raid ha triplicato il numero di partecipanti (65) e ha visto la partecipazione di due celebri giornalisti del settore moto nazionale (Andrea Perfetti di moto.it, Andrea Toumaniantz di InMoto), e dei due più importanti protagonisti dell’agonismo motociclistico sardo, ovvero Maurizio Sanna e Luca Manca, piloti Dakar. 

Le maggiori riviste di settore (Moto.it, InSella, InMoto, QuotidianoMotori, Roadbook, ma anche Cagliaripad e Olbia.it) hanno raccontato del Raid degli Oliveti

Nel seguito è riportato un sunto degli articoli pubblicati a diffusione del Raid. Lo stesso sunto è anche consultabile alla pagina Cartella Stampa del sito ufficiale dell’evento.  

Moto.it – “Raid degli Oliveti in Sardegna il 14 dicembre con Moto.it”

inmoto – “Raid degli oliveti: tra piccoli borghi e fascinosi sentieri”

inmoto – “Raid degli Oliveti, al via la terza edizione”

InSella – “Raid degli Oliveti, rally notturno nella Sardegna selvaggia”

RoadBook – “TORNA IL RAID DEGLI OLIVETI, TRA ULIVI PIÙ BELLI DI SARDEGNA”

QuotidianoMotori – “Raid degli Oliveti in Sardegna: data, itinerario, costo di partecipazione”

Olbia.it – “Con il Raid degli Oliveti si va alla scoperta della Sardegna”

CagliariPad – “Torna “Raid degli Oliveti”, primo raduno motociclistico non competitivo alla scoperta degli oliveti più belli di Sardegna”


Il raid è stato inoltre documentato dal giornalista Andrea Perfetti attraverso
un video su YouTube che ha già superato le 16.000 visualizzazioni a pochi giorni dalla pubblicazione. Eccolo!

Nuraghi in Moto

Scoprire i nuraghi in moto è uno fra gli aspetti più appassionanti che hanno animato i nostri sforzi. Per questo, chiunque volesse raggiungere un nuraghe in moto o coltivasse l’ambizioso obiettivo di visitarne il maggior numero possibile (e non è opera banale, dato che ne sono stati censiti oltre settemila…), con il tempo abbiamo reso disponibili a ogni motoviaggiatore una molteplicità di risorse dedicate. Eccone qualcuna:

1. Itinerario mototuristico “Tour Nuragico”. Seicento chilometri fra i nuraghi più importanti e suggestivi dell’isola, con tipicità più e meno note ad accompagnare le visite. Da percorrere in due o tre giorni, da soli o con tour leader e accompagnando le tappe ruspanti con visite guidate. Offerte dalle guide locali, vero riferimento allo stato dell’arte.

2. Mappa Geolocalizzata di ricerca attrazioni di Pastori in Moto. Basta entrare nella pagina, geolocalizzarsi, scegliere il raggio di distanza al quale mostrare i nuraghi. Sui quali è possibile, cliccandovi, avviare le indicazioni stradali.

3. App ScAutio. La stessa, oltre a consentire la comunicazione di gruppo in presenza di copertura di rete, consente anche di ricercare nuraghi accanto alla propria posizione. In modo rapido e immediato.

4. Mappa 6000 Nuraghi. E’ stata sviluppata da GD Bulciolu attingendo e consolidando il database di Nurnet – La rete dei nuraghi, riporta più di 6.000 POI (Point of Interest) relativi ai nuraghi e ad altri siti archeologici ancora esistenti in Sardegna.

Sulcis in Moto

I migliori itinerari in moto nel Sulcis-Iglesiente

L’archivio costituito dall’associazione Pastori in Moto è stato popolato lungo anni di eventi mototuristici dedicati alla scoperta del Sulcis-Iglesiente. Gli itinerari proposti sono ampiamente collaudati e affinati nel tempo sfruttando le attività di mototurismo sportivo di Pastori in Moto. Gli eventi mototuristici radunano piccoli e grandi gruppi di mototuristi principianti ed esperti locali e non, con differenti filosofie di mototurismo e di viaggio in moto. 

A conferma della vocazione mototuristica della regione del Sulcis è il fatto che nella stessa regione operino molteplici realtà nel settore del turismo motociclistico, enduro turistico, strutture ricettive con offerte dedicate ai motociclisti. Inoltre, fra le 30 sub-regioni individuate dalla Regione Sardegna (delibera 15 dicembre 2006 n. 52/2), il Sulcis conta ben 7 fra i 46 itinerari proposti da Pastori in Moto. 

Nel seguito sono riportati cenni riguardo i sei itinerari mototuristici afferenti alla subregione del Sulcis. 

 

 

  • Curve del Sulcis 1: l’Altopiano di Terraseo

 

L’itinerario porta – quasi costantemente lungo percorsi curvilinei tecnici – alla scoperta dei centri di Fluminimaggiore, Iglesias, il suo suggestivo centro storico e i musei mineralogico e diocesano, l’altopiano di Terraseo e il tempio punico, gli ulivi secolari di Perdaxius e il villaggio abbandonato di Tratalias vecchia. Altre tappe sono la necropoli di Is Loccis Santus, la peschiera di Boi Cerbus, la torre spagnola e la tonnara di Su Pranu a Portoscuso. 

Finale al complesso di Seruci, uno fra i più vasti complessi in Sardegna. Lungo l’itinerario sono anche previste tappe degustative del fagiolo bianco di Terraseo e del tonno alla Portoscusese.

La distanza coperta è di 237 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/altopiano-terraseo

 

 

  • Curve del Sulcis 2: le Sei Foreste

 

Un tour dedicato al Parco naturale del Sulcis, ovvero il parco regionale più vasto in Sardegna. Lungo il tracciato, si transita alla scoperta della riserva naturale WWF Italia di Monte Arcosu, i siti archeologici di Matzanni a Vallermosa, il Castello di Acquafredda, la sorgente di Is Fanebas, l’impianto di distillazione del legno a Pantaleo, il Parco Tecnologico della Sardegna, la Torre del Budello a Teulada, le Grotte di Is Zuddas, la Necropoli di Montessu a Villaperuccio. 

Il tour è anche occasione per assaggiare la prelibata marmellata di pera camusina a Vallermosa, il pane Sa Tunda Teuladina a Teulada, la fregola con carne di capra e i ravioli con ripieno di caprino a Teulada. 

La lunghezza è di 250 km; i dettagli naturalistici, archeologici ed enogastronomici sono riportati (attualmente in forma ridotta) su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/le-sei-foreste/

 

 

  • Le Miniere del Sulcis e il Primo Parco Geominerario al Mondo

 

Le Miniere del Sulcis è un itinerario emozionante alla scoperta della del Sulcis-Iglesiente,  regione fra i poli minerari più importanti d’Italia ove sono custodite decine di suggestive e ciclopiche miniere, villaggi abbandonati, itinerari selvaggi, musei imperdibili e panorami mozzafiato. Le tappe sono molteplici: miniera di Orbai, di Rosas, di Serbariu con visita al museo, Pozzo Santa Barbara e Grotta di Santa Barbara, miniera di Monteponi, Laveria Lamarmora, Porto Flavia, Galleria Henry. 

L’itinerario in moto è anche occasione per assaporare il Cascà, cous cous sulcitano, la peretta all’aceto di vino del Sulcis, la carne di cinghiale in umido, il tonno con le fave di Gonnesa e, infine, il celebre Carignano del Sulcis.

La lunghezza è pari a 284 km, la pagina di dettaglio su
https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/miniere-sulcis/

 

 

  • Gli Strapiombi di Sant’Antioco

 

L’itinerario porta alla scoperta della quarta isola più grande del territorio italiano, la sua moltitudine di spiagge, le sue imponenti scogliere.

Le tappe includono esperienze riguardo l’arte della filatura del bisso, effettuata in pochi luoghi al mondo, la visita a Cortoghiana, dalla rilevante organizzazione urbanistica, il nuraghe s’Ega Marteddu e la spiaggia di Maladroxia, le uniche catacombe della Sardegna a Sant’Antioco, il Tophet, il museo funerario Sa Presonedda, il ponte romano, il museo etnografico del vino, il museo del mare e dei maestri d’ascia a Sant’Antioco, il semaforo di Capo Sperone, le incredibili scogliere di Sant’Antioco, le batterie antiaeree, e la fauna dell’isola tra fenicotteri rosa, cormorani, gabbiani, garzette. 

Durante il tour è possibile scoprire il Pilau, piatto tipico di Calasetta, e l’enogastronomia a duplice attitudine dell’isola, fra piatti della tradizione ligure e della tradizione sarda.

La lunghezza è di 289 km, la pagina dedicata suhttps://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/strapiombi-santantioco/

 

 

  • Fari di Sardegna: da Cagliari a Portoscuso

 

L’itinerario è parte di un vasto periplo della Sardegna alla scoperta dei fari più suggestivi dell’Isola. Il tracciato è stato realizzato congiuntamente a Nicola Sechi, autore del libro “Luci sulla Costa” e massimo esperto delle segnalazioni marittime in Sardegna. 

Tra le tappe, il faro di Capo Sant’Eilia, tra i più antichi dell’isola, il faro di Capo di Pula, di Capo Spartivento, il fanale scoglio Mangiabarche a Calasetta, il faro di Capo Sandalo a Carloforte, il faro della Ghinghetta a Portoscuso. 

Durante l’itinerario è possibile degustare la burrida a sa casteddaia, a base di gattuccio, a Cagliari, il cascà e il tonno del Sulcis, la fregula cun cocciula di Cagliari.

La lunghezza dell’intero itinerario dedicato ai fari è di ben 1093 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/faridisardegna/

 

  • Il villaggio abbandonato di Malacalzetta e le miniere del Marganai

 

Il tour è un viaggio lungo i poco conosciuti villaggi minerari del Marganai tra grotte, imponenti cascate, lunghi attraversamenti di foreste e innumerevoli curve.

Attraverso stupendi tracciati fuoristrada per maxi-enduro, sono visitate la miniera di Malacalzetta, la laveria di Baueddu, la miniera a cielo aperto di Arenas, la grande Sorgente di Pubusinu, la Grotta di San Giovanni, unica in Italia.

Tra le degustazioni, si annoverano gli stufati di capra, gli arrosti di capretto e maialetto, is morettus e la pera camusina di Vallermosa.

La lunghezza è di 167 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/strade-geologia/

 

 

  • Il villaggio abbandonato di Malacalzetta e le miniere del Marganai

 

L’itinerario è un viaggio verso la poco conosciuta località di Grugua, località avvolta dal mistero e un tempo remoto centro direzionale di tutta l’attività estrattiva dell’iglesiente. Il tour in moto porta alla scoperta dei sistemi dunali di Portixeddu, la Galleria Henry, la villa del Modigliani nel villaggio abbandonato di Grugua, gli antichi cannoni nella frazione di Sant’Angelo, le grotte di Su Mannau, il Tempio di Antas a Fluminimaggiore, il mulino ad acqua a Fluminimaggiore.

L’itinerario è lungo 167 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/malacalzetta-marganai/

 

 

Scopri tutti gli itinerari in moto alla scoperta del Sulcis in questa pagina

Gallura in Moto

I migliori itinerari in moto in Gallura

L’archivio costituito dall’associazione Pastori in Moto è stato popolato attraverso anni di scouting sul territorio su percorsi tracciati unendo informazioni da letteratura, riferimenti locali, solida esperienza mototuristica. Gli itinerari proposti sono stati collaudati e affinati nel tempo e sul campo anche attraverso le attività sociali di promozione mototuristica, che radunano piccoli e grandi gruppi di mototuristi principianti ed esperti locali e non, con differenti filosofie motociclistiche.
A conferma dell’estrema vocazione mototuristica della regione della Gallura è il fatto che, fra le 30 sub-regioni individuate dalla Regione Sardegna (delibera 15 dicembre 2006 n. 52/2), la Gallura annoveri ben 6 fra i 46 itinerari proposti da Pastori in Moto.
Nel seguito sono riportati cenni riguardo i sei itinerari mototuristici afferenti alla subregione della Gallura.

1. Dalla cima del Limbara a Badesi

L’itinerario porta alla scoperta dell’area di Vallicciola, la chiesa Madonna della Neve (tra le più alte della Sardegna) e transita a Tempio Pausani, ai percorsi botanici e museali, Aggius, la Valle della Luna e il museo del Banditismo, Trinità d’Agultu la spiaggia di Li Junchi, Viddalba, le Terme di Casteldoria, Tula.
Lungo il tour sono proposte tappe degustative per conoscere la Suppa Cuata, la mazza frissa e li puligioni, li frisgioli, il moscato di Tempio, gli acciuleddi ‘e meli, i casgiatini, la trippa di vitello gallurese.
La distanza coperta è di oltre 400 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/limbara-badesi/

2. Dalla Costa Smeralda all’isola di Tavolara

Dalla Costa Smeralda all’isola di Tavolara è un itinerario mondano, fra decine e decine di ambitissime spiagge, vita notturna, meraviglie naturali e calette solitarie di rara bellezza.
L’itinerario parte da Palau e visita le insenature rocciose de Lo Stintino, Capo d’Orso e la batteria, il Golfo delle Saline e le spiagge più prestigiose che si susseguono fino a Cannigione, Baja Sardinia, la Costa Smeralda e Porto Cervo. Dai litorali più affascinanti, si raggiunge infine Olbia, il Pozzo Sacro di Sa Testa e Capo Ceraso, visita opzionale all’Isola di Tavolara, quindi è costeggiato il parco regionale dell’Oasi di Tepilora e Sa Contra ‘e s’Ifferru, per poi risalire in territorio di Arzachena e fare tappa al complesso nuragico La Prisgiona, prima di raggiungere il punto d’arrivo a Palau.
La lunghezza è di 180 km; i dettagli naturalistici, archeologici ed enogastronomici sono riportati (attualmente in forma ridotta) su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/smeralda-tavolara/

3. Dalla Gallura alle Baronie: San Teodoro e La Costa degli Oleandri

Dalla Gallura alle Baronie è itinerario dettagliato, un’accurata visita a tutte le spiagge di San Teodoro e Orosei, insieme alle immancabili curve dell’interno Sardegna.
Il tracciato si articola lungo Capo Coda Cavallo, il monte omonimo, Cala Brandinchi e Lu Impostu, quindi sono visitate le perle di San Teodoro e Budoni, con tappe opzionali ai nuraghe Su Entosu e Conca ‘e Bentu. Si transita quindi a Posada, Orvili e Su Tiriarzu dove ammirare il Castello della Fava; Capo Comino e il faro, le incredibili spiagge di Berchida e Bidderosa e la costa di Orosei, prima di inoltrarsi verso il Monte Albo con Lula, Torpè e il suo nuraghe San Pietro, forse il più importante del territorio circostante.
La lunghezza è pari a 276 km, la pagina di dettaglio su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/teodoro-orosei/

4. Le Coste della Gallura

Le Coste della Gallura è un itinerario fra i più densi di meraviglie naturali, e attrazioni costiere di tutto l’archivio mototuristico sardo: decine fra spiagge, scogliere, stagni, vasche naturali. Il tutto – a dispetto del nome – insieme a una fra le più appassionanti immersioni alla scoperta delle migliori curve interne della Gallura.
L’itinerario si diparte da Castelsardo e raggiunge Valledoria, la Roccia dell’Elefante, la spiaggia di Tinnari e Li Cossi, la Costa Paradiso e le calette di La Cruzitta e Cala Sarraina. Dopo una tappa al meraviglioso arenile di Vignola, si visitano le spiagge di Santa Teresa di Gallura e la sua torre aragonese, la batteria di Punta Falcone, gli scogli in granito rosa de La Licciola, l’istmo dell’Isola dei Gabbiani.
Da lì, immersione nell’interno della Gallura visitando Aglientu, il nuraghe Izzana, Bortigiadas, Viddalba.
La lunghezza è di 258 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/coste-gallura/

5. Gli Alberi Monumentali di Sardegna

Gli Alberi Monumentali di Sardegna è un vasto itinerario di oltre 800 km che porta alla scoperta dell’incredibile patrimonio di foreste e alberi di grande eccezionalità.
Fra le tante sub-regioni attraversate, la Gallura ricopre ruolo cruciale: l’itinerario raggiunge infatti Alà dei Sardi, la foresta Bolostiu e di Monte Olia, Monti con tappa degustativa del vermentino, Telti e il Museo dello Stazzo. Quindi Sant’Antonio di Gallura, l’olivastro millenario di Luras, Luogosanto e la chiesa del castello di Balaiana, il sito di Crisciuleddu e la sua imponente quercia, Bassacutena, Palau e Caprera con l’interessante albero di Clelia. Da Caprera, è raggiunto anche l’impressionante olivastro presso l’Avru, in agro di Viddalba, territorio di scorribande del Muto di Gallura.
La lunghezza è di ben 813 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/alberi-monumentali/

6. Le Strade della Geologia

Le Strade della Geologia è un lungo e articolatissimo tour per il mototurista amante delle meraviglie geologiche: la Sardegna ne vanta un grande numero, e nell’itinerario presentato visita, fra le tante, le più importanti di Gallura. L’itinerario fa tappa a Buddusò, Alà dei Sardi e Monti, prima di raggiungere le distese granitiche del Monte Limbara dopo aver percorso infinite curve.
La lunghezza è di 1147 km, la pagina dedicata su https://www.pastorinmoto.org/gli-itinerari/strade-geologia/

Itinerario Mototuristico “Il Culto dell’Acqua”

Per tediosa informazione: sabato sera al Festival del culto dell’acqua – Villanovaforru abbiamo presentato alcuni dettagli sull’itinerario mototuristico dedicato al Culto dell’Acqua. Eccovi un sunto stringatissimo!

L’itinerario parte da Olbia e si conclude a Cagliari; è diviso in 4 segmenti a percorrenza giornaliera e le tappe sono ~20 tra pozzi e fonti sacre. Le tracce otto, due per dì: una stradale, una on-off per maxienduro. Le tracce sono percorribili in autonomia con veicolo di supporto, oppure con tour leader. Le esperienze di ogni segmento sono fruibili facendo riferimento a una guida locale, giacché noi non siamo guide: veicoliamo verso di esse.
Il segmento giornaliero pilota presentato si articola lungo il nuorese, è stato sviluppato insieme ai ragazzi di Nooraghe Nuoro sulla base del modello già collaudato per il mototour “Le Strade della Geologia” e prevede tappa a Su Tempiesu-Orune, Sardegna, a Nule, a Su Romanzesu, arrivo finale a Complesso Nuragico di Noddule -Nuoro.

Per noi, il mototour dedicato al Culto delle Acque è uno fra i più appassionanti, sia per gli aspetti tecnici della disciplina mototuristica, sia per l’estremo coinvolgimento emotivo e culturale delle esperienze previste. E non finisce qui, perché presto avrete altre novità a riguardo.

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