La Nurra, la Romangia e L’Anglona

Un itinerario alla scoperta di tre regioni storiche del nord Sardegna fra viti, ulivi, miniere, uno straordinario monumento prenuragico unico in tutto il Mediterraneo e la visita al centro di Allevamento ed il Recupero della Fauna Selvatica di Bonassai!

Partiti da Alghero, raggiungiamo Palmadula, frazione di Sassari di circa ottocento abitanti, e la frazione di Canaglia, su cui insiste una struttura mineraria. Costeggiamo poi il Monte Forte, più alto rilievo della regione della Nurra alto 464 metri, ricoperto di di fitta vegetazione e sulla cui cima è presente un punto panoramico. Attraversiamo poi la frazione di La Corte e la borgata rurale di Campanedda, creata negli anni cinquanta con la riforma agraria del dopoguerra. Costeggiamo poi il Nuraghe Mandras, lo stagno di Leccari e il Forte Romano la Crucca, ricostruzione di un antica fortezza romana del I e II secolo d.C.
Procediamo quindi raggiungendo un monumento avente caratteristiche di unicità in tutto il bacino del mediterraneo, ovvero il Monte d’Accoddi, altare prenuragico accomunabile a una ziqqurat mesopotamica.
Lasciamo poi la Nurra per introdurci nella regione della Romangia, visitando Sorso, importante centro della provincia di Sassari. Sorso è celebre per la sua costa, includente le spiagge di Marina di Sorso e Platamona, la produzione di vini, il suo quartiere di impianto medievale (Quartiere della Bicocca e la Chiesa di San Pantaleo), gli importanti siti archeologici: potremo infatti visitare l’importante sito di Geridu e i resti della fortezza cartaginese di Santa Filitica.
Lasciata Sorso, costeggiamo poi le frazioni marittime di Marritza, Tonnara e Punta Tramontana per poi inoltrarci nella regione dell’Anglona, visitando il piccolo comune di Tergu. A Tergu potremo ammirare la chiesa di Nostra Signora di Tergu, localizzata in un’area campestre e una delle massime espressioni dell’architettura romanica in Sardegna.
Dopo un piacevole percorso curvilineo immerso fra gli oliveti e le vigne dell’Anglona, raggiugniamo Sennori, centro adagiato su una collina e nei cui dintorni sono localizzati numerosi siti archeologici, come la necropoli di Serra Crabiles, la tomba dei giganti del Beneficio parrocchiale, decorata a rilievo e di tipo pluricellulare, la tomba dei giganti di Oridda, dalle caratteristiche uniche poiché scavata nella roccia e foderata in muratura. Lasciamo quindi Sennori e, dopo una breve visita alle chiese di Santa Maria di Taniga e di San Giacomo di Taniga, immerse negli ulivi, attraversiamo Sassari, laddove potremo ammirare la stupenda Fontana di Rosello, dalle dodici bocche e integrante quattro statue raffiguranti le stagioni. La fontana, costruita nel 1295 e rinnovata nel 1605, è considerata da molti simbolo della città e, un tempo, la sua fonte alimentava l’acquedotto che riforniva Turris Libisonis, ovvero l’attuale Porto Torres.
Attraversiamo ancora le frazioni di Bancali e di Saccheddu, quindi raggiungiamo la frazione di Tottubella, sorta con la riforma agraria degli anni Cinquanta. Il villaggio era chiamato un tempo Rumanedda per via dell’omonimo nuraghe presente. Dopo una tappa al centro di Allevamento ed il Recupero della Fauna Selvatica, che si occupa del recupero della fauna selvatica ferita, raggiungiamo Olmedo.
Il nome del paese deriva dagli olmi, che un tempo popolavano il territorio e di cui ancora esiste qualche esemplare. A Olmedo è anche presente l’unica miniera di bauxite attiva in Sardegna, il villaggio prenuragico e la muraglia megalitica di Monte Baranta, composta da un recinto torre, da una muraglia, un villaggio e un’area sacra, oltre a numerosi nuraghi, fra i quali il nuraghe Talia, posto accanto ai resti di un edificio termale.

Potrai visitare

Potrai assaggiare

  • Lu bishcottu ipparraddu, pane tradizionale di Sorso

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Profilo Altimetrico

Il percorso ha un dislivello di 553 m. Il 52% del percorso è in salita, il restante 48% in discesa.

La Nurra, la Romangia e L’Anglona

Distanza - Distance (km)
Altitudine - Altitude (m)
Durata - Duration (giorni - days)