Scala Piccada e le vie delle cronoscalate


Un itinerario lungo i percorsi delle cronoscalate storiche sarde!

Attraversato Pabillonis, raggiungiamo Guspini, per fronteggiare le curve percorse, dalle auto, nei tanti anni di autoslalom Guspini-Arbus, lungo l’omonimo percorso che congiunge i due centri abitati. Da Arbus, la meta è il suggestivo paese minerario di Montevecchio, dal quale poi discendiamo, senza mai incontrare un rettilineo, fino alla costa verde.

Risaliamo lungo la costa ovest, accanto alle spiagge di FuntanazzaPorto PalmaTorre dei CorsariPistis. Attraversiamo quindi il suggestivo ponte di Marceddì, stretto e lunghissimo, che consente di superare l’omonimo stagno e raggiungere il golfo di Oristano

Attraversiamo, ad Arborea, i terreni rubati a una zona da sempre paludosa, bonificata in epoca fascista, quindi costeggiamo l’ampio stagno di S. Giusta e attraversiamo Oristano. Transitiamo lungo i piccoli centri di Donigala Fenughedu celebre per i monumentali portali ingresso di antichi oliveti. A Donigala è infatti presente il portale più imponente della Sardegna, da ritenersi come opera più notevole di architettura senza spazio interno. Superiamo Nurachi Riola Sardo quindi, percorrendo la Nord Occidentale Sarda, ammiriamo l’incredibile panorama di S’Archittu, che prende il nome dall’arco di roccia naturale  che domina la cala, quindi di Santa Caterina di Pittinuri. 

Se poi ci recheremo durante il periodo delle piogge, potremo ammirare, dopo un breve percorso di trekking, l’incredibile cascata di Cabu Nieddu, con un salto di ben 40 metri e la cascata di S’Iscala e S’attentu. Poco più avanti, potremo visitare una pianta di olivo millenaria.

Lasciamo la costa, per inerpicarci nel Montiferru, verso il comune di Cuglieri, centro che accolse, fino al 1971, l’ex Pontificio seminario regionale sardo e quindi sede della Pontificia facoltà teologica della Sardegna, la prima fuori di Roma. Il complesso racchiude anche un parco ove sono ubicate due grotte, e un piacevole punto panoramico ove osservare un ampio scorcio di Cuglieri e la sua costa.

Superiamo Scano di Montiferro, accanto al quale potremo visitare il meraviglioso monumento naturale Sa Roda Manna, un bosco quasi puro di agrifogli, e le stupende sorgenti di Sant’Antioco, ove sono presenti anche una chiesetta, e suggestive cascatelle, oltre a una colonia abbandonata. Raggiungiamo poi Sagama, Tinnura, famoso per i numerosi murales,  quindi Suni, fino a raggiungere Bosa, principale centro della subregione della Planargia.

Il comune di Bosa, attraversato dal fiume Temo (unico fiume navigabile della regione),  racchiude una grande quantità di monumenti: numerose chiese, un complesso di concerie che fu il maggior centro conciario della Sardegna e che è stato classificato come monumento nazionale, un ponte ottocentesco e diverse strutture militari: il Castello di Serravalle, presidiato da una cinta di 300 metrisette torri, e una imponente torre dal diametro di 13 metri.

Seguiamo la meravigliosa litoranea per Alghero, che corre di fianco al monte di Badde Orca.  Lungo la strada, costeggeremo le spiagge di Porto Tangone, punto d’osservazione di rapaci e uccelli mariniquindi il rudere della Torre di Badde Jana, e infine la penisola Sa Mesa de S’attentu, il cui fondale è idoneo per pesca subacqueatuffi.

Transitiamo poi lungo le spiagge La Speranza, poco distante dalla omonima cappella e posta vicino alla spiaggia di sabbia rosa di Cala Griecas, non visitabile perché interdetta dai vincoli militari. Visitiamo infine Cala Burantino, fino a raggiungere Alghero.

Alghero, conosciuta come piccola Barcellona per via dell’uso del catalano, è terza città universitaria della Sardegna ed è capoluogo della Riviera del Corallo, per via della grande quantità di corallo rosso presente nella sua rada.  Alghero  racchiude una moltitudine di architetture religiose, civili e militari, tale da essere definita una fortezza in forma di città.

Lasciamo Alghero, per iniziare il percorso della più antica cronoscalata sarda, terza più antica in ItaliaLa strada si caratterizza per la meravigliosa scenografia, e conduce verso Villanova Monteleone, paese ricco di fonti. Villanova Monteleone vanta un grazioso centro storico, un bel palazzo comunale, il bel Palattu ‘e Sas Iscolas (palazzo delle scuole) e, poco distante dal paese, la bella Chiesa di Nostra Signora di Interrios, santuario posto tra piante secolari e il nuraghe Appiu.

Attraversiamo il lago artificiale del Temo, realizzato negli anni ottanta, quindi Monteleone Rocca Doria.

Monteleone Rocca Doria, piccolo centro arroccato sul Monte Leone, potremo visitare le chiese di Santo Stefano e di  Sant’Antonio Abate (Sant’Antoni ‘e su Fogu), a fianco alla quale è presente un antico cimitero e, poco distante, la cava di calcare abbandonata di Su Giardinu. Nel paese sono anche presenti i resti di fortificazioni medievali, come la Torre Bianca. Poco distante dal paese potremo inoltre visitare la riserva di Monte Minerva, vulcano spento e poco distante dalle omonime domus de janas e dal Palazzo Minerva; infine, potremo visitare la Grotta Sa Corona ‘e Sa Pulvera.

Opzionalmente, potremo visitare il centro di Romana, uno fra i più isolati in Sardegna: a Romana potremo visitare le interessanti prigioni di Santu Elvinu, accanto all’omonima fonte romana, e la suggestiva chiesa campestre di San Lussorio, da visitare con una torcia, ove secondo una leggenda San Lussorio avrebbe vissuto da eremita. Poco distante, potremo visitare il Nuraghe Santu Giagu e il Nuraghe Su Muttigu, e ancora il Nuraghe Su Padru. Non è tutto: potremo ancora visitare la Grotta Monte Maiore, le importanti domus de Janas di Mandra Antine, che ospitano decorazioni interne, e l’imponente Nuraghe Maiore, alto ben 12 metri ed posto accanto a uno strapiombo. Ancora, potremo visitare la Chiesa campestre di Santa Maria s’Ispidale, secondo la tradizione locale fondata dai Templari, e le fonti di acque minerali Abbarghente-Su Muddeju, da cui scaturisce acqua naturalmente gassata.
Raggiungiamo poi Mara, centro che vanta il bel Santuario di Nostra Signora di Bonu Ighinu, accanto al castello omonimo, e le belle cavità naturali Sa Ucca de su Tintirriolu Sa Ucca de Filiestru.  Ancora, potremo visitare la grotta Sa Rocca Boida e, poco distante, potremo visitare la Gola del Rio Badde e la vicina Grotta de Su Guanu o di Badde, abitata da una colonia di pipistrelli. Visitiamo poi Pozzomaggiore, centro molto legato alla cultura del cavallo e ove si svolge una corsa a cavallo simile all’Ardia di Sedilo.

Di ritorno, transitiamo infine per i comuni di Flussionoto per la produzione di cestini intrecciati, Tresnuraghes, e Sennariolo.

Potrai visitare

  • Il portale più imponente della Sardegna, a Donigala Fenughedu
  • Le cascate sul mare di Capo Nieddu S’Iscala e S’attentu
  • Le grotte e il punto panoramico del parco del seminarioCuglieri
  • La pianta d’olivo millenaria di Cuglieri
  • Le grotte e il punto panoramico presso l’ex Pontificio seminario regionale sardo
  • Il monumento naturale Sa Roda Manna, bosco quasi puro di agrifogli
  • Le suggestive e rilassanti cascatelle di Sant’Antioco, presso Scano di Montiferro
  • Le concerie di Bosa, dichiarate monumento nazionale
  • L’impoenente Castello di SerravalleBosa, dal quale scorgere anche un meraviglioso panorama
  • La scenografica litoranea Bosa-Alghero, e la Scala Piccada, teatro di leggendarie corse automobilistiche

Potrai assaggiare

  • La malvasia di Bosa
  • La razza alla Bosana
  • Le gallette di Bosa
  • La capunara, antipasto a base di crostacei
  • Gli spaghetti ai ricci di mare
  • La famosa aragosta alla Catalana, e la razza in agliata
  • La favata, zuppa di fave, e la zuppa di pesce
  • Le melanzane all’algherese e i piedini d’agnello conditi con salsa piccante
  • Le monzette sotto sale e la paella algherese
  • Le tabaccheras al mengia an blanc, biscotti ripieni di crema di latte e limone

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Profilo Altimetrico

Il percorso ha un dislivello di 917 m. Il 49% del percorso è in salita, il restante 51% in discesa.

Scala Piccada e le vie delle cronoscalate

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